Agenda 2030 Goal 9: Imprese, Innovazione e Infrastrutture

18-01-2022

Di Riccardo Rastelli

Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030, un progetto che rappresenta un vero e proprio piano d’azione globale per lo sviluppo sostenibile.

L’Agenda 2030 prevede degli obiettivi ben specifici che coinvolgeranno non solo il nostro Pianeta, ma tutti noi, come parte integrante di una visione globale di prosperità e sostenibilità: gli obiettivi sono 17, vengono definiti come SDGs (Sustainable Development Goals) e si fondano su 169 targets da perseguire nei prossimi 15 anni.

Questa serie di brevi articoli non vuole essere nulla di più che un resoconto degli obiettivi di questo sfidante programma, fondamentale per noi e per le generazioni future: si cercherà di riportare alcuni tra i dati più rilevanti, le principali azioni messe in campo e le proposte lanciate da alcune tra le principali associazioni di riferimento. Lasciando ad ognuno le proprie considerazioni.

Oggi proponiamo un approfondimento sul nono target di sviluppo sostenibile previsto dall’Agenda 2030: IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE.

L’obiettivo prefissato è quello di costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile.

In base ai dati riportati sul sito di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, in riferimento all’obiettivo 9 viene posto l’accento sui disagi e le modifiche al nostro stile di vita portate dalla pandemia. In primis, viene modificato lo stile di vita delle persone, influenzando sia le modalità di svolgimento del lavoro sia la formazione.

In questo contesto in repentino mutamento, le infrastrutture assumono una nuova configurazione dove la capillarità diventa tanto importante quanto la velocità.

L’Italia ha riservato alle infrastrutture digitali un’attenzione speciale, dedicando risorse ingenti dal punto di vista economico per favorirne lo sviluppo, soprattutto all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il paese ha infatti posto l’accento su alcuni obiettivi addirittura più ambiziosi rispetto a quelli fissati dall’UE nel Digital Compass, volendo ottenere la copertura totale delle connessioni VHCN (Very High Capacity Networks: 5G e fibra) entro il 2026.

L’obiettivo necessita imprescindibilmente di una mappatura completa delle aree rurali sul territorio nazionale, questo per evitare di favorire le aree più urbanizzate.
Lo sviluppo industriale inclusivo e sostenibile è la prima fonte di generazione di reddito; esso permette infatti un rapido e sostenuto aumento del tenore di vita delle persone e fornisce soluzioni tecnologiche per un’industrializzazione che rispetti l’ambiente.

L’insufficiente diffusione delle reti a banda ultra larga fisse e mobili, in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale, sarà causa dell’aggravarsi del digital divide tra le regioni del nord e quelle del mezzogiorno. Si segnala, inoltre, che la connettività da un punto di vista industriale non è mai stata incentivata.

Manca quindi una misura che solleciti l’acquisto di connettività dedicata di tipo VHCN, in sede d’impresa, che riesca ad abilitare la digitalizzazione delle imprese.

L’indicatore composito Italiano del Goal 9 presenta un andamento crescente tra il 2010 e il 2018 grazie al forte aumento delle famiglie con connessione alla banda larga (+30,3%) e alle imprese che hanno introdotto innovazioni di prodotto e/o processo (+21,9%). Dal 2018 al 2020 invece, il trend del composito si stabilizza.

Come evidenziato dal rapporto, nel 2020 si è verificato un forte peggioramento dell’indicatore relativo alla percentuale di persone che utilizza più volte a settimana i mezzi di trasporto pubblici, che tra il 2019 e il 2020 passa dal 15,1% al 12,5%.

Gli effetti negativi di questo indicatore vengono bilanciati dalla crescita della quota di famiglie servite da una connessione a banda larga (+3,1 punti percentuali) e dei prestiti forniti a famiglie produttrici e a società non finanziarie sul Pil (+13,3%). Il miglioramento di quest’ultimo indicatore, tuttavia, risulta sovrastimato a causa della forte riduzione del Pil avvenuta nel 2020.

Le questioni da affrontare per raggiungere i Goals relativi all’obiettivo 9 dell’Agenda 2030 sono ancora molteplici: dal rapporto viene infatti sottolineata la necessità di un’accelerazione relativa allo sviluppo di una rete ferroviaria capillare su tutto il territorio nazionale e gli investimenti in manutenzione delle attuali infrastrutture stradali, che rappresentano un volano per l’economia.

Il Goal 9 ha fatto registrare segnali estremamente incoraggianti. Tuttavia, sono molte le questioni che rimangono da affrontare per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Agenda 2030. Grazie agli investimenti previsti all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è logico supporre che il trend tornerà ad essere in crescita.

Riccardo Rastelli
Energy Business Developer – Leyton Italia

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