Agenda 2030 Goal 1: pillole di un percorso condiviso

L’Agenda 2030 è un piano globale per lo sviluppo sostenibile, con obiettivi specifici che coinvolgeranno tutti noi, come parte integrante di una visione globale di prosperità e sostenibilità.

FEBRUARY 26, 2021

12:00 AM

Di Eva Squarcia

Molto spesso quando si tratta l’argomento dell’innovazione ci si trova davanti ad una materia nebulosa e dai confini labili. Numerose volte si confonde la vera origine del termine “innovazione” con le attività di Ricerca & Sviluppo; da questa confusione nasce l’idea che fare innovazione sia prerogativa degli enti di ricerca, delle università e delle grandi aziende dotate di un reparto di Ricerca e Sviluppo interno.                                                                                                                                                       

Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030, un progetto nonché un vero e proprio piano di azione globale per lo sviluppo sostenibile.

L’Agenda 2030 prevede degli obiettivi ben specifici che coinvolgeranno non solo il nostro Pianeta, ma tutti noi, come parte integrande di una visione globale di prosperità e sostenibilità: gli obiettivi sono 17, vengono definiti come SDGs (Sustainable Development Goals) e si fondano su 169 targets da perseguire nei prossimi 15 anni.

Questa serie di brevi articoli, vuole essere un approfondimento dei 17 Goals di questo sfidante programma, fondamentale per noi e per le generazioni future: riporteremo i dati a nostra disposizione, le principali azioni messe in campo e le proposte lanciate da alcune tra le principali associazioni di riferimento.

Approfondiamo il primo Obiettivo, analizzando i dati a disposizione: sconfiggere la povertà.

Secondo dati recenti, nel mondo ci sono più di 700 milioni di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno. Nel nostro Paese, secondo dati ISTAT, nel 2019 più di 1,7 mln di persone si trovava in assoluta povertà, 1,1 mln dei quali minorenni.

In Italia 4,6 mln le persone in povertà assoluta, pari al 7,7% della popolazione totale ed in aumento di più del 5% nel periodo 2010-2019: in questi numeri troviamo l’11,4% dei giovani sotto i 17 anni e quasi il 5% degli over 65. E non è un problema che tocca solo i nuclei famigliari più numerosi: il 6,5 % delle famiglie con un solo figlio è povero e questa percentuale raggiunge e supera il 20% laddove ci sono 3 o più figli.

Secondo il rapporto ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), associazione di riferimento per l’Agenda 2030, in Italia abbiamo visto delle variazioni positive in conseguenza alle misure di contrasto alla povertà messe in azione negli ultimi anni, ma manca comunque una strategia di lungo periodo su aspetti fondamentali quali povertà educativa e minorile, disuguaglianze di reddito, accesso ai servizi per la salute. Soprattutto in considerazione dell’andamento negativo causato dalla crisi pandemica del 2020.

Ma entriamo nel dettaglio: come vengono monitorati i dati indicatori di questo primo importantissimo punto dell’Agenda 2030? attraverso i cosiddetti “Indicatori Compositi” Europei e Nazionali.

Per l’Europa si tengono in considerazione i seguenti parametri con i relativi valori di riferimento:

  • Persone che vivono in abitazioni con problemi strutturali o di umidità (con danni e perdite in parti strutturali come tetto, pareti, finestre, pavimenti o fondazioni);
  • tasso di rischio povertà;
  • persone facenti parte di nuclei famigliari con intensità lavorativa molto bassa;
  • Persone con grave deprivazione materiale.

Per l’Italia si osservano invece questi indicatori:

  • Incidenza di povertà assoluta;
  • Incidenza di povertà relativa famigliare;
  • Bassa intensità lavorativa;
  • Grave deprivazione materiale;
  • Persone che vivono in abitazioni con problemi strutturali o di umidità;

Proprio basandoci su questi parametri, l’Italia ha visto un netto peggioramento fino al 2016 causato dal peggioramento di tutti gli indicatori, povertà assoluta in primis.

Dal 2016 si è visto l’inizio di un andamento positivo dovuto essenzialmente ad una riduzione sia della deprivazione materiale che del numero di persone in abitazioni con problemi strutturali a cui nel 2019 si è aggiunta anche una leggera diminuzione anche del peso della povertà assoluta.

Purtroppo però nel 2020, gli effetti della crisi causata dal COVID, che ha ridotto notevolmente il reddito disponibile delle famiglie ed il Pil Nazionale, ci troviamo nuovamente di fronte ad un peggioramento generale di tutti gli indicatori.

ASviS propone azioni specifiche da cui partire per rendere più impattante l’azione del Paese nei confronti di questo gravissimo problema sociale (elenco visibile sul sito dell’Organizzazione).

Una strategia condivisibile molto importante potrebbe sicuramente essere un rafforzamento dell’azione complessiva delle istituzioni pubbliche, azione cheporterebbe ad un incremento della parità di accesso ai servizi fondamentali, in primis istruzione e salute, fortemente influenzate  dalle condizioni familiari e territoriali.

La povertà è ovviamente un argomento vastissimo, intricato e complesso di cui è impossibile analizzare le sfumature attraverso brevi articoli e poche considerazioni, ma una cosa è certa: la parità di accesso a servizi come l’istruzione devono essere un punto di partenza inderogabile.

E’ proprio nell’istruzione infatti che le giovani generazioni troveranno il mezzo e l’opportunità di cambiare e migliorare la propria condizione, ponendo rimedio agli errori fatti dalle generazioni passate e creando le basi per una società futura più equa.

Il viaggio sarà certamente lungo ed intricato, ma dobbiamo essere pronti a recepire le novità che verranno messe in campo per sostenere questa azione, non senza il giusto spirito di osservazione e soprattutto partecipazione.

Eva Squarcia
Senior Sales Manager Energy – Leyton Italia

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Eva Squarcia

Eva Squarcia

Senior Sales Manager Energy

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