Agenda 2030 Goal 8: pillole di un percorso condiviso

16-11-2021

Di Luigi Cadeddu

Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030, un progetto che rappresenta un vero e proprio piano d’azione globale per lo sviluppo sostenibile.

L’Agenda 2030 prevede degli obiettivi ben specifici che coinvolgeranno non solo il nostro Pianeta, ma tutti noi, come parte integrante di una visione globale di prosperità e sostenibilità: gli obiettivi sono 17, vengono definiti come SDGs (Sustainable Development Goals) e si fondano su 169 targets da perseguire nei prossimi 15 anni.

Questa serie di brevi articoli non vuole essere nulla di più che dei resoconti degli obiettivi di questo sfidante programma, fondamentale per noi e per le generazioni future: si cercherà di riportare alcuni tra i dati più rilevanti, le principali azioni messe in campo e le proposte lanciate da alcune tra le principali associazioni di riferimento. Lasciando ad ognuno le proprie considerazioni.

Oggi proponiamo un approfondimento sull’ottavo target di sviluppo sostenibile previsto dall’Agenda 2030: lavoro dignitoso e crescita economica.

Attualmente, sono più di 200 milioni, le persone che non hanno diritto ad un’ occupazione dignitosa e tra questi, una buona fetta, è rappresentata da giovani.

Per quanto già di per sé il dato non sia incoraggiante, lo diventa ancora di più se pensiamo alla sua diretta conseguenza: la povertà.

Se potessimo, quindi, garantire un lavoro dignitoso per tutti, riusciremmo ad assicurare maggiore capillarità ad una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile.

A livello Europa, se ci si riferisce al Rapporto ASviS 2021, si può evidenziare quanto l’Italia sia in ritardo rispetto a Paesi simili europei e non, con tassi di crescita dell’occupazione tali da rendere impossibile il raggiungimento del target.

Il grafico mostra un’ampia differenza tra il migliore Paese europeo (Olanda) e il peggiore (Grecia).

L’Italia, insieme a quest’ultimo Paese, è l’unica nazione europea a misurare, nel 2019, un livello più basso rispetto al 2010, posizionandosi in penultima posizione nel ranking Ue.

L’inversione di trend si basa sul raggiungimento degli obiettivi che il goal 8 si propone:

  • Favorire una crescita economica sostenibile;
  • Valorizzare processi produttivi ad alto valore aggiunto, sia in termini di tecnologia che innovazione;
  • Incentivare progetti orientati alla crescita economica con particolare attenzione alle piccole-medie imprese ;
  • Ottimizzare, in maniera netta, entro la fine del decennio, l’efficienza globale nel consumo delle risorse, preservando comunque l’ambiente circostante;
  • Sostenere un elevato grado di occupazione dignitosa per tutti ,indistintamente, anche in termini di retribuzione;
  • Diminuire il tasso di disoccupazione tra i giovani;
  • Ridurre a zero schiavitù, sfruttamento e lavoro forzato;
  • Valorizzare ambienti di lavoro inclusivi;
  • Favorire, sfruttando pratiche sostenibili, cultura e prodotti locali, l’aumento di turismo;
  • Rendere accessibili a tutti servizi bancari, assicurativi e finanziari;
  • Supportare i commerci e lo sviluppo dei paesi a basso tenore di vita, basso reddito e diffusa povertà;
  • Creare e mettere in opera un programma atto ad aumentare l’occupazione giovanile.

E’ chiaro ,dunque, che le discrepanze che si registrano a livello mondo, rispetto all’ambizione delineata dall’agenda 2030, potranno essere colmate solo ed esclusivamente con l’apporto di tutti noi, attraverso la valorizzazione del sempre più sottovalutato capitale umano.

Luigi Cadeddu
Energy Business Developer – Leyton Italia

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Agenda 2030 Goal 2: Sconfiggere la fame innovando il sistema alimentare

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Agenda 2030 Goal 4: Istruzione di qualità

Agenda 2030 Goal 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere

Agenda 2030 Goal 6: Acqua e servizi igienico sanitari per tutti

Agenda 2030 Goal 7: Energia pulita e accessibile

Agenda 2030 Goal 9: Imprese, Innovazione e Infrastrutture