Piano Transizione 5.0: al via la fase di conferma degli invest...
Si apre la fase di conferma per gli investimenti del Piano Transizione 5.0. Tutte le novità su sc...

Il panorama degli incentivi per l’industria italiana si prepara a una nuova fase con il debutto dell’iperammortamento 2026-2028, introdotto dalla legge di bilancio 199/2025.
Sebbene lo schema del decreto attuativo sia già stato delineato, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è ancora ferma in attesa della bollinatura della Ragioneria dello Stato e dell’esame della Corte dei Conti.
Questo ritardo sta posticipando l’apertura della piattaforma per le prenotazioni, che potrebbe slittare oltre la fine di maggio, rallentando l’avvio operativo delle procedure.
Il nuovo iperammortamento introduce una maggiorazione extracontabile delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing per gli investimenti in beni strumentali nuovi, elencati negli Allegati IV e V della legge 199/2025.
Sono comprese anche le spese per impianti di autoproduzione di energia rinnovabile. Le aliquote previste sono:

Una delle principali novità, e fonte di criticità, riguarda l’aumento degli oneri burocratici.
Le imprese dovranno inviare cinque comunicazioni obbligatorie al GSE. L’obiettivo è garantire un monitoraggio puntuale della spesa pubblica, stimata in circa 9,8 miliardi di euro fino al 2035.
A differenza del passato, l’interconnessione è un requisito essenziale per completare l’iter comunicativo.
Il beneficio fiscale decorre dal periodo d’imposta in cui è inviata la comunicazione di completamento.
Un ritardo anche di pochi giorni può avere conseguenze rilevanti. Se la comunicazione viene inviata a inizio gennaio, la deduzione slitta al periodo d’imposta successivo.
L’anticipo dell’invio a dicembre, invece, consente di mantenere il beneficio nello stesso anno fiscale. Questo può creare disallineamenti nella gestione contabile e nei piani di ammortamento.
Il nuovo piano introduce un marcato livello di rigore procedurale.
Sarà obbligatoria una perizia tecnica asseverata, anche per investimenti inferiori a 300.000 euro, accompagnata da una certificazione contabile universale.
Tuttavia, a differenza del Piano Transizione 5.0, per l’iperammortamento non è previsto alcun rimborso né credito d’imposta a copertura di questi costi. Le spese restano quindi interamente a carico delle imprese.

L’iperammortamento 2026 rappresenta una leva strategica per la modernizzazione industriale.
Tuttavia, le procedure complesse e l’assenza di ristori per i costi tecnici rendono necessaria una valutazione accurata prima di procedere con gli investimenti.
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