Piano Transizione 5.0: al via la fase di conferma degli invest...
Si apre la fase di conferma per gli investimenti del Piano Transizione 5.0. Tutte le novità su sc...

Nei capitoli precedenti abbiamo analizzato come costruire un inventario delle emissioni aziendali secondo la norma ISO 14064-1. Abbiamo visto come individuare le opportunità di efficientamento energetico tramite la diagnosi energetica e l’applicazione della ISO 50001. Abbiamo inoltre approfondito come quantificare i risultati ottenuti grazie alla norma ISO 14064-2.
A questo punto l’organizzazione possiede un quadro conoscitivo completo. Conosce la propria impronta emissiva, ha individuato le leve di intervento e può dimostrare in modo verificabile i risultati ottenuti.
Il passo successivo consiste nel trasformare questo patrimonio informativo in obiettivi di riduzione concreti e credibili. Obiettivi basati sulla scienza e riconosciuti a livello internazionale.
È qui che entrano in gioco le Science Based Targets initiative (SBTi).

La Science Based Targets initiative (SBTi) è un’organizzazione internazionale fondata nel 2015. Definisce e verifica gli obiettivi di riduzione delle emissioni delle aziende, garantendo che siano coerenti con la scienza climatica più recente.
L’iniziativa si fonda su un principio semplice ma fondamentale. Gli obiettivi di riduzione devono rispecchiare ciò che serve per limitare l’aumento della temperatura globale entro 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, come previsto dall’Accordo di Parigi del 2015. Non devono invece dipendere dalla convenienza operativa delle singole imprese.
Questo approccio cambia radicalmente la prospettiva aziendale sulla decarbonizzazione: non più dichiarazioni di principio, ma impegni quantitativi verificati da un ente indipendente e basati su metodologie scientifiche riconosciute.
Oggi oltre 10.000 aziende in più di 90 Paesi hanno ottenuto la validazione SBTi dei propri obiettivi, rappresentando oltre il 40% della capitalizzazione di mercato globale.
Il processo SBTi segue fasi strutturate e supportate da metodologie e strumenti dedicati.

Per le aziende che hanno già avviato un percorso di decarbonizzazione, l’adesione a SBTi non significa ripartire da zero. Al contrario, consente di valorizzare il lavoro già svolto.
Tutti questi strumenti rappresentano tappe di un percorso integrato verso la decarbonizzazione.Un percorso che trova nella validazione SBTi il suo naturale punto di arrivo.
Dal 2026 entreranno in vigore le linee guida dell’Autorità Bancaria Europea (EBA).
Le banche dovranno considerare i rischi climatici nella valutazione del merito creditizio. Avere obiettivi validati secondo SBTi rappresenta un segnale di solidità riconosciuto.
Questo può tradursi in maggiori opportunità di accesso al credito.
In molti casi anche in condizioni finanziarie più favorevoli, come quelle offerte dai Sustainability-Linked Loans (SLL).
Il “trickle-down” climatico è ormai una tendenza evidente.
Le imprese con validazione SBTi chiedono ai fornitori di stabilire obiettivi di riduzione scientificamente verificati.
Anticipare questa evoluzione offre un vantaggio concreto.
Questo approccio consente di rafforzare le relazioni commerciali esistenti.
Allo stesso tempo apre l’accesso a nuove opportunità in filiere sempre più selettive sui criteri di sostenibilità e performance ESG.
La certificazione SBTi aiuta le imprese soggette alla Direttiva CSRD a dimostrare la propria trasparenza climatica. Lo fa in modo verificabile e coerente con gli standard ESRS.
Per quelle non obbligate, rappresenta invece un fattore distintivo competitivo, segnalando al mercato un impegno fondato su evidenze verificabili.
La decarbonizzazione aziendale richiede metodo, coerenza e strumenti adeguati. Le Science Based Targets initiative consentono di tradurre questo percorso in un impegno credibile, misurabile e riconosciuto a livello globale.
Per chi ha già iniziato a ridurre le proprie emissioni, l’adesione a SBTi è la naturale evoluzione di un percorso già avviato. Per chi invece si avvicina ora al tema, rappresenta il punto di partenza per costruire una strategia climatica solida. Una strategia basata sulla scienza e aperta alla verifica.

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