L’Agenda 2030 e gli SDGs per la ripresa economica post Covid-19

Alessandro Santilli ci parla dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

SEPTEMBER 18, 2020

12:00 AM

Di Alessandro Santilli

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, che include 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 sotto-obiettivi.

L’avvio ufficiale degli SDGs ha coinciso con l’inizio del 2016 ed i vari Paesi si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. 

L’Agenda 2030 rappresenta quindi il nuovo quadro di riferimento per lo sviluppo sostenibile e la realizzazione degli obiettivi è affidata all’impegno di tutti gli Stati. 

L’attuazione a livello nazionale ha come cardine l’adozione di “strategie nazionali di sviluppo sostenibile“, mirate ad armonizzare tre elementi principali: crescita economica, inclusione sociale e tutela dell’ambiente. 

Sono quindi tre le dimensioni fondamentali e inscindibili da coniugare per attuare uno sviluppo sostenibile, inteso come crescita economica compatibile con la salvaguardia dell’ambiente, che migliora la qualità della vita di ognuno di noi in modo duraturo e quindi anche alle generazioni future.

Sono passati cinque anni dalla sottoscrizione dell’Agenda 2030 e in tutto il mondo si registra una crescente consapevolezza della necessità di adottare un approccio integrato per affrontare le complesse sfide per la transizione verso un modello sostenibile di sviluppo.  

Questa presa di coscienza dei governi, delle imprese, della società civile e dei singoli cittadini si manifesta in un quadro internazionale di evidenti difficoltà, dovute anche allo shock da Covid-19,  nel trovare soluzioni multilaterali ai problemi globali.

Nella fase attuale, l’obiettivo delle politiche pubbliche è quello di minimizzare gli effetti negativi dello shock e stimolare al massimo la ripresa attraverso un nuovo approccio basato sulla resilienza “trasformativa”.

In tale contesto va segnalata la centralità delle politiche per lo sviluppo sostenibile, che possono svolgere un ruolo fondamentale nei pacchetti di ripresa, in ogni parte del mondo, stimolando la creazione di valore e la resilienza dei sistemi economici.

In tema di ripresa, la Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen, che ha già presentato un programma d’azione che vede lo sviluppo sostenibile come l’architrave delle politiche Europee e Nazionali, ha messo sul piatto un intervento senza precedenti con il Recovery Fund, con risorse economiche ed interventi rivolti alla sostenibilità.

E’ interessante quindi evidenziare che lo sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, rappresenta uno dei principi guida delle politiche di ripresa a livello globale, che lega sempre di più una crescita economica duratura e virtuosa a strategie per una transizione green ed una maggior sostenibilità.

Molto presto quindi, anche il nostro Paese e le imprese italiane avranno a disposizione ingenti risorse per la creazione di programmi di rilancio in chiave sostenibile e avranno il compito di utilizzare al meglio i fondi europei.   

Autore

Alessandro Santilli

Alessandro Santilli

Leyton Energy Business Developer

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