Transizione 5.0: Cambio di paradigma sulla strumentalità dei beni – Una nuova prospettiva per le imprese dei servizi

  • Di Domenico Serpella
    • 9 Gen 2025
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Team di lavoro in azienda, composto da diverse persone che collaborano insieme attorno a un tavolo, simbolo di cooperazione, brainstorming e attività professionale in un ambiente aziendale.

L’industria italiana si evolve, e con essa anche il supporto alle imprese.
Con la pubblicazione del Piano Transizione 5.0 , il Ministero delle Imprese e del Made in Italy inaugura una nuova fase per il sistema produttivo nazionale, ponendo al centro la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica . Pubblicato ufficialmente l’8 ottobre 2024, il Piano si basa sull’art. 38 del Decreto-Legge del 2 marzo 2024, n. 19, convertito con modificazioni dalla Legge del 29 aprile 2024, n. 56, e punta a promuovere un sistema produttivo più innovativo, sostenibile ed efficiente.

Cosa rende unico il Piano Transizione 5.0?

Il Piano rappresenta un punto di rottura rispetto ai paradigmi passati. Non si limita più a incentivare la digitalizzazione e l’automazione delle imprese (come avvenuto con il Piano Transizione 4.0), ma adotta un approccio sistemico per integrare la transizione verso energie rinnovabili, economia verde e innovazione sostenibile.

Questo significa che nella progettazione delle agevolazioni non si guarda solo all’adozione di tecnologie avanzate, ma anche al loro impatto economico, ambientale e sociale. L’integrazione delle tecnologie, dunque, non è più un fine in sé, ma parte di un approccio sistemico che guarda al ciclo di vita del prodotto, alla riduzione degli sprechi e all’impatto zero sul pianeta. È un cambio di prospettiva che pone le aziende italiane al centro della sfida globale per il clima e la sostenibilità.

L’evoluzione: dalla rigida esclusione alla valutazione per impianti dei servizi

Uno degli aspetti centrali di questa evoluzione è la revisione del concetto di strumentalità dei beni , come chiarito dalla FAQ 3.9 all’interno delle linee guida operative. Nel precedente Piano Transizione 4.0 , gli impianti tecnici di servizio come climatizzazione, illuminazione e simili venivano generalmente esclusi dagli incentivi, seguendo la prassi indicata nella Circolare MiSE n. 177355/2018 .

Il motivo? Questi beni non erano considerati “funzionali” in senso proprio, poiché non direttamente associati al funzionamento delle macchine produttive.

Con il Piano Transizione 5.0 , però, questo paradigma viene ribaltato. Ora:

  • Gli impianti tecnici di servizio possono essere ammissibili agli incentivi, ma solo se configurati come impianti di produzione in senso lato.
  • Devono essere dotati di caratteristiche tecnologiche avanzate e integrati con componenti intelligenti per il monitoraggio e la gestione efficiente dei consumi energetici.
  • La loro ammissione è legata al conseguimento di una riduzione misurabile dei consumi energetici, richiesto dalla misura.

Questa apertura genera opportunità per settori non prettamente produttivi, come quello dei servizi, che ora possono accedere agli incentivi dinamizzando i propri impianti e strutture.

Impianti tecnici: sostenibilità al centro

Questa nuova impostazione rende ben chiaro l’obiettivo del Ministero di spingere le aziende verso una gestione più consapevole e sostenibile dei consumi energetici. Gli impianti tecnici di servizio diventano ammissibili solo qualora rispondano a una categoria originariamente prevista dall’allegato A del Piano Transizione 4.0:
“Componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”.

Ecco un esempio pratico tratto dalla FAQ 3.9:

  • Impianti di illuminazione e climatizzazione in alberghi, ospedali e negozi sono ora ammessi, ma è necessario che siano gestiti da software intelligenti per ottimizzare consumi ed efficienza.

Cosa resta escluso dal Piano Transizione 5.0?

Nonostante il cambio di prospettiva, il Piano mantiene alcuni limiti:

  • Centrali termiche e altri sistemi di produzione di energia non sono inclusi, ad eccezione dei sistemi di elettrificazione del calore alimentati da fonti rinnovabili , riconosciuti come impianti di autoproduzione ai sensi dell’art. 7 del Decreto Attuativo.

Questo equilibrio tra ampliamento delle opportunità e limiti chiari conferma che l’obiettivo prioritario resta la sostenibilità, con un focus sulle tecnologie capaci di ridurre sprechi e garantire un impatto positivo sull’ambiente.

Impatto su settori chiave: l’innovazione per i servizi

Il Piano Transizione 5.0, con questa apertura, rappresenta una grande opportunità per i settori legati ai servizi come hotel, ospedali e grande distribuzione. Queste realtà, storicamente escluse dal paradigma “produttivistico” degli incentivi 4.0, trovano ora spazio per innovare e rispondere alle sfide della sostenibilità con soluzioni avanzate come:

  • Sistemi di gestione integrata dell’energia.
  • Strutture ottimizzate per autoconsumo da energie rinnovabili.
  • Apparecchiature intelligenti per abbattere sprechi energetici.

Un futuro sostenibile all’orizzonte con la Transizione 5.0

Con il Piano Transizione 5.0, l’Italia non solo promuove una trasformazione digitale, ma ripensa radicalmente il modo in cui tecnologia e sostenibilità possono coesistere anche in settori non produttivi. Questo cambio di paradigma evidenzia un passaggio culturale e programmatico: non sono più solo le macchine a determinare innovazione, ma anche le infrastrutture e il sistema di gestione energetica che le supportano.

Author

Domenico Serpella

Business Partner Manager

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