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L’industria italiana si evolve, e con essa anche il supporto alle imprese.
Con la pubblicazione del Piano Transizione 5.0 , il Ministero delle Imprese e del Made in Italy inaugura una nuova fase per il sistema produttivo nazionale, ponendo al centro la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica . Pubblicato ufficialmente l’8 ottobre 2024, il Piano si basa sull’art. 38 del Decreto-Legge del 2 marzo 2024, n. 19, convertito con modificazioni dalla Legge del 29 aprile 2024, n. 56, e punta a promuovere un sistema produttivo più innovativo, sostenibile ed efficiente.
Il Piano rappresenta un punto di rottura rispetto ai paradigmi passati. Non si limita più a incentivare la digitalizzazione e l’automazione delle imprese (come avvenuto con il Piano Transizione 4.0), ma adotta un approccio sistemico per integrare la transizione verso energie rinnovabili, economia verde e innovazione sostenibile.
Questo significa che nella progettazione delle agevolazioni non si guarda solo all’adozione di tecnologie avanzate, ma anche al loro impatto economico, ambientale e sociale. L’integrazione delle tecnologie, dunque, non è più un fine in sé, ma parte di un approccio sistemico che guarda al ciclo di vita del prodotto, alla riduzione degli sprechi e all’impatto zero sul pianeta. È un cambio di prospettiva che pone le aziende italiane al centro della sfida globale per il clima e la sostenibilità.

Uno degli aspetti centrali di questa evoluzione è la revisione del concetto di strumentalità dei beni , come chiarito dalla FAQ 3.9 all’interno delle linee guida operative. Nel precedente Piano Transizione 4.0 , gli impianti tecnici di servizio come climatizzazione, illuminazione e simili venivano generalmente esclusi dagli incentivi, seguendo la prassi indicata nella Circolare MiSE n. 177355/2018 .
Il motivo? Questi beni non erano considerati “funzionali” in senso proprio, poiché non direttamente associati al funzionamento delle macchine produttive.
Con il Piano Transizione 5.0 , però, questo paradigma viene ribaltato. Ora:
Questa apertura genera opportunità per settori non prettamente produttivi, come quello dei servizi, che ora possono accedere agli incentivi dinamizzando i propri impianti e strutture.
Questa nuova impostazione rende ben chiaro l’obiettivo del Ministero di spingere le aziende verso una gestione più consapevole e sostenibile dei consumi energetici. Gli impianti tecnici di servizio diventano ammissibili solo qualora rispondano a una categoria originariamente prevista dall’allegato A del Piano Transizione 4.0:
“Componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”.
Ecco un esempio pratico tratto dalla FAQ 3.9:

Nonostante il cambio di prospettiva, il Piano mantiene alcuni limiti:
Questo equilibrio tra ampliamento delle opportunità e limiti chiari conferma che l’obiettivo prioritario resta la sostenibilità, con un focus sulle tecnologie capaci di ridurre sprechi e garantire un impatto positivo sull’ambiente.
Il Piano Transizione 5.0, con questa apertura, rappresenta una grande opportunità per i settori legati ai servizi come hotel, ospedali e grande distribuzione. Queste realtà, storicamente escluse dal paradigma “produttivistico” degli incentivi 4.0, trovano ora spazio per innovare e rispondere alle sfide della sostenibilità con soluzioni avanzate come:
Con il Piano Transizione 5.0, l’Italia non solo promuove una trasformazione digitale, ma ripensa radicalmente il modo in cui tecnologia e sostenibilità possono coesistere anche in settori non produttivi. Questo cambio di paradigma evidenzia un passaggio culturale e programmatico: non sono più solo le macchine a determinare innovazione, ma anche le infrastrutture e il sistema di gestione energetica che le supportano.

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