Settore Fashion: AI e Processi automatizzati verso la Moda 4.0

  • Di Valentina De Stefani
    • 5 Mag 2021
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Il settore della moda sta vivendo una trasformazione radicale grazie all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei processi automatizzati, aprendo la strada a quello che viene definito la Moda 4.0. Queste tecnologie stanno non solo ottimizzando la produzione e la logistica, ma anche personalizzando l’esperienza del consumatore e rivoluzionando il design dei prodotti. Grazie alla capacità dell’AI di analizzare dati in tempo reale, le aziende di moda possono anticipare le tendenze, ottimizzare le catene di approvvigionamento e migliorare l’efficienza operativa. In questo articolo, esploreremo come l’integrazione di AI e automazione stia plasmando il futuro del settore fashion, offrendo nuove opportunità e sfide per i brand che vogliono restare competitivi in un mercato sempre più dinamico e tecnologico.

La “Quarta Rivoluzione Industriale”, indicata anche come Industria 4.0, rappresenta un modello in cui le nuove tecnologie sconvolgono i metodi di produzione e di consumo attraverso un utilizzo sempre più massiccio dei dati e degli algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Circa 10 anni fa, quando è nato il concetto di Industria 4.0, si faceva riferimento alla “fabbrica intelligente”, un luogo in cui le attività di produzione venivano trasformate dalla digitalizzazione dei processi, dalla robotica e dall’impiego di sensori connessi alla rete (IoT).

L’automazione dei processi implica la trasformazione e la ridefinizione, in senso tecnologico, dei metodi di lavoro e delle mansioni esistenti. Ciò accade maggiormente quando si parla di attività manuali, ripetitive e predittibili, ma anche per quelle di più alto livello come la raccolta e l’elaborazione dei dati (si pensi alle tecnologie Big Data dell’Industria 4.0), nonché l’intero comparto della logistica (grazie alle nuove tecnologie, fisiche e informatiche, applicate ai trasporti e alla gestione dei magazzini).

La trasformazione digitale si sta diffondendo sempre di più anche nel settore manifatturiero, incluso ovviamente anche la produzione tessile investendo, quindi, anche l’industria della Moda.

L’aspetto più interessante da notare per questo settore è che il concetto di digitalizzazione ne stia rivoluzionando non solo la produzione industriale ma tutta la supply chain, dalla logistica alla vendita al dettaglio, dal marketing al design dei prodotti. La riprova di quanto detto sta nella crescente implementazione di magazzini automatici e robot nei grandi centri di distribuzione, nella creazione di  sofisticati strumenti software (dai prototipi 3D ai database interconnessi in cloud), ideati come supporto per stilisti, disegnatori, modellisti, ma anche per chi si occupa della raccolta e manipolazione dei dati (marketing e vendite).

Già si parla di macchine cucitrici automatiche per la produzione on-demand, di esperienze di vendita al dettaglio coadiuvate dalla realtà aumentata che cambierà radicalmente l’esperienza del compratore retail, oppure ancora di attività di marketing automatizzate attraverso l’uso di algoritmi che elaboreranno informazioni provenienti dall’immenso bacino dei Big Data.

A supporto di quanto detto, naturalmente, deve esserci l’impegno delle imprese nel programmare ed attuare  investimenti sulle infrastrutture informatiche e tecnologiche, nonché sulle piattaforme manageriali che sono condizione indispensabile per l’innovazione.

I punti cardine da tenere in considerazione per sfruttare le potenzialità dell’automazione sono principalmente due: il primo si riferisce alle attività di Ricerca & Sviluppo, da orientare con lungimiranza verso l’interconnessione totale, la realtà aumentata e la gestione di archivi digitali e Big Data; il secondo, riferito a piattaforme gestionali attraverso cui manager ed esperti di nuove tecnologie e metodologie possano migliorare e aggiornare le loro competenze.

I grandi brand della moda sono sempre alla ricerca di nuovi metodi per creare valore aggiunto per i propri prodotti, aumentando la domanda dei consumatori e incrementando i profitti. È indicativo il fatto che grandi brand come ad esempio Nike, Zalando, H&M, ecc., abbiano investito ingenti somme nell’adozione di nuove tecnologie di predizione intelligente con algoritmi integrati di apprendimento automatico per proporre capi e look pertinenti ai gusti di ogni cliente. Questo approccio, la collaborative intelligence, attinge a database immensi e in costante crescita, dove il sapere – big data – e le informazioni provenienti da network eterogenei di persone vengono messi a disposizione di un grande ecosistema intelligente.

L’industria fashion sta sfruttando a pieno regime i vantaggi portati delle tecnologie A.I., implementando la collaborative intelligence ed il Machine Learning nei propri processi di design, produzione e vendita, ed ottenendo così miglioramenti sensibili in termini di UX e profitto.

La capacità di organizzare tutte le informazioni a disposizione e renderle accessibili in ogni ambito è, a tutti gli effetti, un proposito sofisticato, nobile e utile; rappresenta l’approccio del futuro, in cui al concetto di “smart factory” si affiancheranno quelli di “smart network” e “smart product”, protagonisti dell’industria della Moda 4.0 nei prossimi anni.

Valentina De Stefani
Innovation Consultant– Leyton Italia

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Valentina De Stefani

Innovation Consultant

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