Dazi americani: come può reagire il settore vinicolo italiano?

  • Di Andrea Belvedere
    • 7 Mag 2025
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Tre donne con cappelli lavorano in un vigneto, curate e concentrate nella raccolta dell'uva.

Si è conclusa la 57ª edizione di Vinitaly a Veronafiere con oltre 32.000 buyer da 130 nazioni. Il mercato vitivinicolo è oggi particolarmente complesso, a causa dell’inasprimento dei dazi nel settore vinicolo imposti dagli USA e delle crescenti tensioni geopolitiche.

Il presidente di Veronafire, Federico Bricolo, ha evidenziato che “Vinitaly 2025 chiude con un’edizione di successo, in cui il mondo del vino italiano ha saputo esprimere unità e capacità di reazione, anche di fronte alle difficoltà iniziali legate all’introduzione dei dazi. Verona si è riaffermata come capitale europea del vino, grazie alla partecipazione di due Commissari Ue, che proprio da Vinitaly hanno annunciato nuove iniziative concrete a sostegno della filiera, insieme ai ministri e alle tante presenze istituzionali a Verona nei giorni di manifestazione. Un segnale forte, in un momento che richiedeva chiarezza, coesione e visione strategica”.

Crescono i compratori nei primi tre mercati di riferimento per il vino italiano: Stati Uniti (+5%), Germania (+5%) e Regno Unito, che segna un incremento del +30%, mentre si osserva una diminuzione dalla Cina (-20%).

L’atmosfera che si è percepita tra gli stand è stata caratterizzata da un’attenzione strategica: come gestire le nuove tariffe doganali introdotte dagli USA e salvaguardare uno dei settori più vivaci del Made in Italy?

I dazi nel settore vinicolo e l’incertezza globale

L’amministrazione statunitense ha introdotto dazi su diversi prodotti europei, compreso il vino. Questa scelta ha un impatto significativo su un settore che nel 2024 ha esportato oltre 2 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, il principale mercato extra-UE per l’Italia. Le prime valutazioni dell’Unione Italiana Vini indicano un possibile decremento del 15% nelle vendite sul mercato statunitense, con una perdita annuale stimata di circa 330 milioni di euro.

Il mercato USA non è perso, è complesso ma è possibile gestirlo

La presenza dei numerosi buyer statunitensi al Vinitaly conferma l’interesse USA per il vino italiano. Di contro, in un contesto caratterizzato da margini ridotti e da una forte concorrenza internazionale, le imprese italiane devono agire: l’imperativo sarà “Non restare passivi”. Sarà necessaria una visione di lungo termine e implementare una serie di contromisure per ridurre l’impatto dei dazi USA e rimanere competitivi in un mercato fondamentale per il settore vitivinicolo.

Cosa possono fare le cantine toscane e nazionali?

  • Verificare l’impatto dei nuovi dazi USA sui propri prodotti.
  • Rinegoziare gli accordi di distribuzione e fornitura attualmente in essere, con l’obiettivo di condividere il nuovo onere daziario e garantire la continuità dei rapporti con gli importatori statunitensi;
  • Rivedere il posizionamento dei prodotti vitivinicoli: collocare i prodotti vitivinicoli nel segmento di mercato statunitense dove il consumatore risulta meno sensibile all’incremento del prezzo;  
  • Individuare e penetrare nuovi mercati di sbocco: ad esempio in mercati Asiatici, Sud America e Africa al fine di poter attenuare l’impatto dei dazi USA.

Supporto concreto per le imprese del settore del vino

Per affrontare le sfide legate alle politiche daziarie USA, è stata attivata una task force dedicata all’analisi dell’impatto sui produttori vitivinicoli e all’individuazione di soluzioni pratiche. L’obiettivo è facilitare l’accesso e la permanenza nei mercati extra-UE, in particolare negli Stati Uniti.

Le seguenti aree di assistenza sono attualmente operative:

  • Consulenza normativa su aspetti doganali, fiscali e regolatori a livello UE e nazionale.
  • Classificazione doganale dei prodotti e assistenza per l’ottenimento di ITV (Informazione Tariffaria Vincolante).
  • Analisi dell’origine (preferenziale e non) e supporto per marcatura “Made in” e IVO (Informazione Vincolante sull’Origine).
  • Valutazione di dazi e oneri fiscali applicabili, incluse possibili esenzioni daziarie tramite accordi preferenziali UE.
  • Verifica delle restrizioni commerciali e consulenza in materia di export control (dual use, regimi sanzionatori, due diligence e programmi ICP/PIC).
  • Etichettatura e requisiti di commercializzazione in Italia, UE e Paesi terzi.
  • Tutela del marchio attraverso gli strumenti offerti dalle Agenzie delle Dogane.
  • Pianificazione doganale e logistica della supply chain internazionale, compresi regimi doganali, trasporti, INCOTERMS e accise.
  • Accesso ai mercati esteri: supporto su dazi, documentazione doganale, certificazioni ed etichettatura per l’export.
  • Assistenza per status AEO e aggiornamenti periodici tramite newsletter doganale.

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Andrea Belvedere

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