Task Force Customs: Dazi USA dichiarati illegittimi, ora è cor...
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Si è conclusa la 57ª edizione di Vinitaly a Veronafiere con oltre 32.000 buyer da 130 nazioni. Il mercato vitivinicolo è oggi particolarmente complesso, a causa dell’inasprimento dei dazi nel settore vinicolo imposti dagli USA e delle crescenti tensioni geopolitiche.
Il presidente di Veronafire, Federico Bricolo, ha evidenziato che “Vinitaly 2025 chiude con un’edizione di successo, in cui il mondo del vino italiano ha saputo esprimere unità e capacità di reazione, anche di fronte alle difficoltà iniziali legate all’introduzione dei dazi. Verona si è riaffermata come capitale europea del vino, grazie alla partecipazione di due Commissari Ue, che proprio da Vinitaly hanno annunciato nuove iniziative concrete a sostegno della filiera, insieme ai ministri e alle tante presenze istituzionali a Verona nei giorni di manifestazione. Un segnale forte, in un momento che richiedeva chiarezza, coesione e visione strategica”.
Crescono i compratori nei primi tre mercati di riferimento per il vino italiano: Stati Uniti (+5%), Germania (+5%) e Regno Unito, che segna un incremento del +30%, mentre si osserva una diminuzione dalla Cina (-20%).
L’atmosfera che si è percepita tra gli stand è stata caratterizzata da un’attenzione strategica: come gestire le nuove tariffe doganali introdotte dagli USA e salvaguardare uno dei settori più vivaci del Made in Italy?
L’amministrazione statunitense ha introdotto dazi su diversi prodotti europei, compreso il vino. Questa scelta ha un impatto significativo su un settore che nel 2024 ha esportato oltre 2 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, il principale mercato extra-UE per l’Italia. Le prime valutazioni dell’Unione Italiana Vini indicano un possibile decremento del 15% nelle vendite sul mercato statunitense, con una perdita annuale stimata di circa 330 milioni di euro.

La presenza dei numerosi buyer statunitensi al Vinitaly conferma l’interesse USA per il vino italiano. Di contro, in un contesto caratterizzato da margini ridotti e da una forte concorrenza internazionale, le imprese italiane devono agire: l’imperativo sarà “Non restare passivi”. Sarà necessaria una visione di lungo termine e implementare una serie di contromisure per ridurre l’impatto dei dazi USA e rimanere competitivi in un mercato fondamentale per il settore vitivinicolo.
Cosa possono fare le cantine toscane e nazionali?

Per affrontare le sfide legate alle politiche daziarie USA, è stata attivata una task force dedicata all’analisi dell’impatto sui produttori vitivinicoli e all’individuazione di soluzioni pratiche. L’obiettivo è facilitare l’accesso e la permanenza nei mercati extra-UE, in particolare negli Stati Uniti.
Le seguenti aree di assistenza sono attualmente operative:
Affidati al nostro dipartimento Tax per affrontare i dazi e cogliere nuove opportunità nei mercati esteri.
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