Resto al Sud 2021: adesso il fondo perduto arriva al 50%

Un’occasione imperdibile per tutti gli imprenditori che vogliono rimanere o andare nel Sud Italia, per creare nuove opportunità per il Sud.

MARCH 8, 2021

12:00 AM

Di Luigi Galluccio

Questa volta non ci sono scuse!

Sentenze come “al Sud non ci sono le giuste opportunità!”, “mancano i fondi e arrivano in ritardo!” o “i tempi della burocrazia non sono compatibili con quelli dell’impresa” vi hanno stancato? E’ certamente vero che il Meridione non è privo di difetti ma è altrettanto vero che esso dispone di innumerevoli e preziose risorse! Se vi è mancata sinora quella spinta iniziale, quella forza che serve a vincere l’inerzia per avviarsi alla carriera imprenditoriale, sappiate che esiste un propulsore che quest’anno è stato anche potenziato! Analizziamolo insieme.

Secondo un censimento ISTAT (07/02/2020) più della metà delle imprese italiane è attiva al Nord, circa il 20% al Centro e più di un quarto è nel Mezzogiorno, nonostante in quest’ultima area risieda oltre un terzo della popolazione (ISTAT, 28/02/ 2021). Per questa e altre ragioni, Invitalia ha deciso di ampliare lo strumento “Resto al Sud” anche a proponenti under 56 (e non solo sotto i 46 anni), accrescendo inoltre la quota di fondo perduto dal 35% al 50%! Così, sono a disposizione 1,25 miliardi di euro per chiunque abbia intenzione di costituire una nuova azienda o ne abbia già costituita una dopo il 21/06/2017.

Altro requisito indispensabile è si abbia residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in uno dei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), oppure abbiano intenzione di trasferire la residenza nelle suddette aree entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria. Inoltre, occorre che i proponenti:

  • non siano titolari di altre attività d’impresa già in esercizio alla data del 21/06/2017;
  • non abbiano ricevuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio;
  • non abbiano un lavoro a tempo indeterminato e si impegnino a non averlo per tutta la durata del finanziamento.

Ma cosa viene finanziato, di preciso? Moltissime iniziative, quali:

  • attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • turismo;
  • attività libero-professionali (sia in forma individuale che societaria).

Il finanziamento può arrivare fino a 200.000€ in caso di società composte da quattro soci, oppure fino a 60.000€ per imprese individuali con singolo proponente.

Tutte le spese ammissibili sono finanziate per il 50% a fondo perduto e il restante 50% con finanziamento bancario a tasso zero garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI (da restituire in 8 anni). Inoltre, al termine del programma di spesa, può essere concesso un ulteriore contributo a fondo perduto a supporto del fabbisogno circolante fino a 40.000€ nel caso di società e fino a 15.000€ per le ditte individuali.Le spese ammissibili al finanziamento sono le seguenti:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (per un massimo del 30% del programma di spesa);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione (per un massimo del 20% del programma di spesa per materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative).

Infine, per quanto riguarda i tempi, Invitalia valuta tutte le domande in ordine cronologico di arrivo e ne comunica l’esito entro 60 giorni (a meno di carenze progettuali e/o documentali).

Insomma, l’opportunità è molto interessante e potremmo anche dire unica per chi volesse mettersi in gioco o per chi il gioco lo conosce già e avrebbe voglia di portarlo al Sud.

In un momento così delicato è ancora più importante cogliere occasioni come questa: un finanziamento per il 50% a fondo perduto e per il resto a tasso zero per avviare o riavviare un’impresa, magari con l’acquisto di macchinari innovativi e servizi volti a promuovere la digitalizzazione. Questi incentivi, che renderanno il tessuto imprenditoriale più competitivo sul mercato globale, sono la vera spinta affinché il nostro sistema Paese possa davvero ripartire!

Luigi Galluccio
Business Developer – Leyton Italia

Autore

Luigi Galluccio

Buinsess Developer

Approfondimenti correlati