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Il piano Transizione 5.0 apre una nuova fase per la competitività industriale italiana, combinando innovazione digitale ed efficienza energetica.
Con l’avvio della piattaforma del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), l’iperammortamento 2026 diventa pienamente operativo.
La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, mira a sostenere gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati alla trasformazione tecnologica e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

A partire dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026, le imprese possono presentare la comunicazione preventiva per prenotare il beneficio.
La procedura è interamente digitale e si svolge tramite la piattaforma disponibile nell’Area Clienti del sito GSE, accessibile tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Per ottenere la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni, le imprese devono completare tre passaggi obbligatori:
Il mancato rispetto dei termini o delle modalità di invio comporta la perdita del diritto al beneficio.
L’agevolazione si traduce in una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni, valida per il calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario.
Gli scaglioni stabiliti prevedono aliquote decrescenti:
Questi limiti si applicano su base annua.
Il decreto attuativo si applica ai beni materiali e immateriali nuovi elencati negli allegati IV e V della Legge n. 199/2025.
Una delle principali novità è l’autonomia dell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: tali investimenti sono agevolabili anche senza essere collegati ad altri beni strumentali.
Sono ammissibili, tra gli altri:
È previsto un limite di dimensionamento: la producibilità massima non può superare il 105% del fabbisogno energetico medio annuo dell’impresa.
Restano esclusi gli investimenti in software in modalità cloud/SaaS, così come è stata eliminata la clausola “Made in Europe”, ampliando la platea dei beni acquistabili.

Per accedere al beneficio, le imprese devono acquisire:
A fini di monitoraggio annuale, ogni impresa beneficiaria deve inoltre trasmettere al GSE:
Il beneficio decorre dal periodo d’imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento, purché i beni siano entrati in funzione.
Il GSE effettuerà verifiche documentali e in loco, con la possibilità di revoca in caso di irregolarità o dichiarazioni false.
Come anticipato, il cloud computing rimane escluso dalla misura. Tuttavia, il tema è ancora oggetto di confronto politico: il Governo sta valutando interventi normativi e nuove coperture finanziarie per estendere in futuro il beneficio anche a questi investimenti.
La soppressione della clausola “Made in Europe” rappresenta invece un’apertura importante, che amplia la libertà delle imprese nella scelta dei fornitori.
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