Inventario GHG secondo la Norma UNI ISO 14064-1

  • Di Genny Bitella
    • 20 Apr 2023
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Due operai in tute blu si trovano accanto a tubi metallici in un ambiente di lavoro industriale.

Il cambiamento climatico è oramai un tema cruciale che coinvolge la vita del singolo cittadino e l’attività produttiva delle diverse organizzazioni.

A livello aziendale, il primo passo per affrontare questo tema è sicuramente quello di prendere coscienza del proprio impatto ambientale, attraverso la quantificazione delle emissioni di gas ad effetto serra legate alla propria attività produttiva (ovvero la Carbon Footprint o impronta di carbonio).

I gas ad effetto serra (GHG – Greenhouse Gases) sono: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) ed esafluoruro di zolfo (SF6). Questi vengono quantificati in base al loro effetto in termini di riscaldamento climatico, attraverso il relativo GWP (Global Warming Potential). Tanto più alto è questo parametro tanto più il gas risulta impattante in termini di riscaldamento globale.

Un’organizzazione che conosce la propria Carbon Footprint è in grado di mettere in pratica politiche volte a ridurla.

A partire da questa necessità, quindi, è stato elaborato lo standard UNI ISO 14064-1 relativo alla quantificazione e rendicontazione dei GHG relativo ad una azienda. Questa norma fa parte della famiglia 14064 inerente, oltre alla quantificazione e rendicontazione dei GHG, alla loro riduzione, assorbimento, validazione e verifica delle dichiarazioni volontarie relative alle emissioni GHG delle Organizzazioni.

La Norma 14064-1

La norma UNI ISO 14064-1 si articola in otto capitoli ed è, quindi, una guida per tutte le organizzazioni che vogliono valutare la propria impronta di carbonio, attraverso la quantificazione e rendicontazione dei GHG calcolati nell’ambito di un esercizio aziendale annuale.

L’azienda che decide di certificarsi deve innanzitutto identificare i confini organizzativi e operativi dell’analisi, anche in base alle proprie esigenze. Questa prima fase prevede, quindi, la scelta dei confini spaziali dell’analisi e delle categorie di emissioni associate alle operazioni dell’organizzazione. Secondo questo standard, infatti, l’inventario dei GHG può essere realizzato secondo tre diverse tipologie di emissioni (analoghe anche al GHG Protocol), che sono:

  • SCOPE 1: emissioni dirette;
  • SCOPE 2: emissioni indirette da consumi energetici;
  • SCOPE 3: altre emissioni indirette.

Definiti i confini organizzativi e operativi, si può procedere con la realizzazione dell’inventario dei GHG. Questa operazione, la più complessa, comprende un’analisi approfondita e dettagliata del processo produttivo e l’utilizzo di Software specializzati, che basano i loro algoritmi su database accreditati (es. Ecoinvent) per la quantificazione delle emissioni.

L’organizzazione dovrà predisporre una procedura di gestione dei dati, analogamente a tutti i processi ISO. Infatti, questa certificazione è integrabile con lo standard ISO 14001 (SGA – Sistema di gestione Ambientale) e ISO 50001 (SGE – Sistema di gestione dell’Energia).

Infine, i risultati dell’analisi dovranno essere riportati in un report, redatto secondo i dettami della UNI ISO 14064-1. Report che sarà poi oggetto di verifica da parte dell’organismo accreditato per ottenere la certificazione.

Perché certificarsi secondo la UNI ISO 14064?

L’ottenimento di questa certificazione porta con sé diversi vantaggi. Il più ovvio è sicuramente inerente al miglioramento della Green Reputation aziendale, che può mostrarsi attiva e coinvolta nella lotta al cambiamento climatico.

Conoscere la propria impronta ambientale permette, inoltre, di avere un vantaggio in tutte le gare pubbliche (appalti verdi) e non, che prediligono e premiano le organizzazioni certificate secondo lo standard UNI ISO 14064-1.

Questo standard permette, poi, di coinvolgere i propri stakeholder, sia interni che esterni all’organizzazione, nella rendicontazione del proprio impatto ambientale, prediligendo processi, materiali e filiere meno impattanti. Infatti, a valle dell’ottenimento della certificazione, l’azienda avrà tutte le informazioni per sviluppare un Piano strategico di Carbon Management e valutare delle azioni per ridurre il proprio impatto ambientale fino al raggiungimento della Carbon Neutrality.

Author

Genny Bitella

Energy Project Manager

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