Crediti di Carbonio: combattere il cambiamento climatico e raggiungere la Carbon Neutrality

  • Di Matteo Semeraro
    • 09 Apr 2024
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Crediti di carbonio

Nel mondo di oggi, la questione del cambiamento climatico è diventata una delle principali preoccupazioni globali, è qui che entrano in gioco i Crediti di carbonio. La neutralità del carbonio, o Carbon Neutrality, è un obiettivo fondamentale per combattere il cambiamento climatico e promuovere uno sviluppo sostenibile.

Essa si può descrivere come uno stato di equilibrio tra le emissioni di anidride carbonica (CO₂) di origine antropica e la loro rimozione all’atmosfera. L’Unione Europea, attraverso il suo European Green Deal, si è impegnata a raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050, rappresentando un impegno legale per l’UE. Questo risultato può essere ottenuto bilanciando le emissioni di anidride carbonica con la sua rimozione, spesso attraverso la compensazione del carbonio. Infatti, nella pratica, il bilanciamento delle emissioni si traduce in progetti di compensazione del carbonio, quali la piantumazione di nuovi alberi, l’investimento in energia rinnovabile, o la cattura e lo stoccaggio del carbonio bioenergetico (BECCS).

Cosa sono i Crediti di Carbonio e come funzionano

In questo contesto, i crediti di carbonio sono emersi come uno strumento finanziario importante, e rappresentano una tonnellata di CO2 equivalente assorbita o evitata. Questi crediti possono essere generati da progetti che riducono o evitano le emissioni di gas serra o che assorbono CO2 dall’atmosfera. Il concetto alla base dei crediti di carbonio è quello di creare un incentivo economico per le aziende a ridurre le proprie emissioni di gas serra.

Esistono due tipi principali di mercati il cui fine è la riduzione delle emissioni: il mercato volontario e il mercato obbligatorio. Il mercato obbligatorio è regolato da sistemi come l’EU Emissions Trading System (EU ETS), la cui moneta di scambio è l’ETS, un sistema di scambio chiuso (definito Cap and Trade) in cui gli emettitori sono obbligati a partecipare. In un sistema del genere, basato sullo scambio di emissioni, i governi o i gruppi di governi limitano le emissioni a un certo livello complessivo e assegnano limiti alle entità coperte dalle regole. Di conseguenza, un’entità che non ha bisogno di utilizzare tutti i crediti che le sono stati assegnati può venderli a un’entità che prevede di superare i suoi limiti.

D’altra parte, il mercato volontario dei crediti di carbonio permette a investitori privati, governi, organizzazioni non governative e imprese di acquistare volontariamente crediti di carbonio per compensare le loro emissioni. Gli emettitori di carbonio possono decidere di compensare le loro emissioni acquistando crediti emessi da progetti mirati a rimuovere o ridurre i gas serra dall’atmosfera. Tuttavia, il prezzo dei crediti di carbonio varia ampiamente a seconda dei progetti in cui si investe, del tipo di progetto e di altri fattori. Per certificare i propri progetti sostenibili e generare crediti di carbonio, una società deve prima registrare un progetto la cui tecnologia e metodologia permettano l’assorbimento di CO2 atmosferica o un mezzo per evitare l’emissione di CO2 nell’atmosfera.

In questo mercato, le aziende possono utilizzare i crediti di carbonio, generati o acquistati, per compensare le loro emissioni di gas serra e intraprendere azioni virtuose per l’ambiente. Nel 2021, il mercato volontario è cresciuto a un ritmo record, raggiungendo un valore di $2 miliardi, quattro volte il suo valore nel 2020.

Le sfide del mercato

Tuttavia, ci sono alcuni problemi con il mercato volontario dei crediti di carbonio. In primo luogo, le aziende spesso acquistano i crediti senza valutare la qualità del progetto, che è considerato un criterio di scelta solo per l’azienda virtuosa. Questo atteggiamento può portare all’acquisto di crediti di bassa qualità che offrono benefici limitati o addirittura inefficaci nella riduzione complessiva delle emissioni di gas serra.

In secondo luogo, le grandi aziende incontrano difficoltà nel ridurre le proprie emissioni o mostrano una mancata volontà di applicare la riduzione prima della compensazione. Questo può essere attribuito a una mancanza di incentivi o a ostacoli strutturali che rendono difficile per le aziende attuare misure significative di riduzione delle emissioni. Inoltre, potrebbe riflettere una strategia di greenwashing in cui le aziende cercano di migliorare la propria immagine ambientale attraverso la compensazione anziché affrontare direttamente le cause delle emissioni.

Queste due problematiche mettono in luce la necessità di maggior trasparenza, regolamentazione e responsabilità nel mercato dei crediti di carbonio. Superare questi ostacoli richiede un impegno congiunto da parte delle aziende, dei governi e delle organizzazioni internazionali per garantire che i crediti di carbonio siano veramente efficaci nel contribuire alla riduzione complessiva delle emissioni e nel raggiungimento degli obiettivi climatici globali.

Le opportunità per il futuro

Nonostante le sfide, i crediti di carbonio rappresentano uno strumento importante per l’ambiente e per le aziende che cercano di ridurre il loro impatto ambientale e raggiungere la Carbon Neutrality. Con ulteriore sviluppo e regolamentazione del mercato dei crediti di carbonio, si spera che possano diventare un mezzo efficace per combattere il cambiamento climatico. La ricerca pubblicata da Ecosystem Marketplace evidenzia un cambiamento di tendenza nei mercati volontari di carbonio (VCM), con la domanda che si concentra su crediti di carbonio di alta integrità e qualità, che hanno benefici olistici oltre alla mitigazione delle emissioni di gas serra.

I dati delle transazioni analizzati nel rapporto mostrano un enorme salto dell’82% nei prezzi medi dei crediti di carbonio tra il 2021 e il 2022, accoppiato con una diminuzione dei volumi di transazione complessivi. Queste dinamiche suggeriscono un mercato che si consolida attorno a un insieme più piccolo ma impegnato di acquirenti disposti a pagare prezzi premium per crediti di qualità superiore.

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Matteo Semeraro

Technical Analyst

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