SIMEST e la “Rivoluzione USA”: un Piano da 28 Miliardi per il Futuro dell’Export Italiano

  • Di Centro Studi
    • 17 Feb 2026
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Colleghi parlano del SIMEST

SIMEST e la Nuova “Misura USA”: incentivi rafforzati dal 2026

La novità più attesa è senza dubbio la “Misura USA”, approvata dal Comitato Agevolazioni il 3 dicembre 2025 e operativa dalle ore 9:00 del 14 gennaio 2026. Questa iniziativa nasce per rispondere alle esigenze delle imprese italiane che operano in un mercato strategico ma complesso, ulteriormente influenzato dalle recenti politiche dell’amministrazione americana.

Con una dotazione fino a 200 milioni di euro a valere sul Fondo 394, SIMEST ha aggiornato sei circolari operative (Inserimento Mercati, Transizione Digitale/Ecologica, Fiere, E-Commerce, Certificazioni e Temporary Manager) per introdurre condizioni di eccezionale favore per chi punta agli Stati Uniti.

Le principali agevolazioni includono:

  • Premialità a fondo perduto: Viene concessa una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% dell’importo dell’intervento, una premialità specifica per chi sceglie gli USA come Paese di destinazione.
  • Anticipi raddoppiati: La quota di anticipo del finanziamento sale dal 25% al 50%, garantendo una liquidità immediata molto più consistente.
  • Sostegno alle controllate estere: Nello strumento “Transizione Digitale o Ecologica”, la quota destinata agli “Ulteriori Investimenti” sale all’80%. Inoltre, è possibile destinare fino a 1 milione di euro per aumenti di capitale sociale o finanziamenti soci a favore delle proprie controllate negli Stati Uniti.
  • Piani di rimborso più lunghi: Per gli strumenti “Inserimento Mercati” e “Transizione Digitale o Ecologica”, le imprese possono richiedere un’estensione del periodo di rimborso di ulteriori 2 anni.

Non solo USA: la “Rivoluzione delle Filiere”

Il nuovo Piano Strategico introduce un cambiamento di paradigma fondamentale: per la prima volta, i fondi legati all’innovazione e alla duplice transizione (energetica e digitale) saranno aperti anche alle imprese delle filiere che non esportano ancora direttamente. L’obiettivo è chiaro: ampliare il target oltre le sole aziende esportatrici per coinvolgere l’intero tessuto produttivo italiano, composto per il 90% da PMI.

In questo contesto, SIMEST ha già siglato otto accordi di filiera, raggiungendo circa 2.000 imprese, dimostrando come la collaborazione tra grandi player e piccole aziende sia la chiave per raggiungere il traguardo dei 700 miliardi di euro di export entro la fine del 2027.

Sinergia SACE-SIMEST e Credito Fornitore

Un altro pilastro della nuova strategia è l’accordo con SACE per potenziare il “Credito Fornitore”. Questo strumento permette alle imprese italiane, specialmente quelle produttrici di beni strumentali, di offrire dilazioni di pagamento competitive ai buyer esteri.

Grazie a questa sinergia, l’esportatore italiano può beneficiare della copertura assicurativa SACE e di un contributo a fondo perduto di SIMEST fino al 5% del costo dell’anticipo di fatture. È un “assist” strategico che mira a rendere i prodotti Made in Italy più appetibili rispetto alla concorrenza internazionale, specialmente in settori ad alto valore tecnologico.

SIMEST e la “Rivoluzione USA”: equity e presenza fisica nel mondo

Sul fronte degli investimenti a lungo termine, SIMEST ha potenziato gli strumenti di equity puro. Per le PMI sono previsti ingressi nel capitale con orizzonti di 8 anni, mentre per le aziende impegnate in grandi gare internazionali nel settore delle infrastrutture, il supporto di SIMEST può estendersi fino a 25 anni, a condizione che venga coinvolta un’ampia filiera italiana.

Infine, SIMEST sta rafforzando la sua presenza fisica globale. Oltre alle recenti aperture a Nuova Delhi e Riad, è prevista l’apertura di un nuovo ufficio a New York, che fungerà da hub operativo per supportare direttamente le aziende sul territorio americano.

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