Startup: innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale

01-09-2022

Di Marco Di Pilla

Quando parliamo di sostenibilità sicuramente stiamo aprendo un argomento molto inflazionato e pieno di “buzzword”, con moltissimi interessi economici e di visibilità. Tantissime aziende, media e professionisti assegnano una propria interpretazione della parola sostenibilità.

Il regolamento UE 2020/852 contiene una classificazione delle attività economiche che possono essere considerate sostenibili e tale strumento è stato concepito come guida per le scelte di investitori e imprese in vista della transizione verso una crescita economica priva di impatti negativi sull’ambiente.

Fermandoci a pensare alla sostenibilità come qualcosa di netto e ben definito, commetteremmo l’errore di non vedere che in realtà è altro, è un richiamo a dare a noi stessi e ai più giovani un nuovo progetto di sviluppo, una sollecitazione alla coscienza di tutti e al dovere di ciascuno di essere in qualche modo partecipe di un nuovo tempo orientato a creare prosperità economica, sociale ed ambientale”.
Questo è quanto afferma Giuseppe De Rita – Presidente del Cenis nel libro “ESG la misurazione della sostenibilità” di Luca Dal Fabbro.

All’interno del contesto della sostenibilità ambientale troviamo le Startup e il loro modo innovativo di costruire prodotti e fare impresa. Secondo quanto viene riportato dai dati pubblici del registro delle imprese delle Startup innovative Italiane, ci sono 2.157 imprese ad alto valore tecnologico in ambito energetico (solo nel 2021 sono nate il 28,3%) e sicuramente tra le 14.780 ne possiamo ritrovare molte altre che hanno un impatto concreto sulla sostenibilità ambientale.

Sul fronte degli investimenti diretti in capitale i numeri sono altrettanto importanti. Infatti BlackRock – la più grande società di investimento nel mondo con sede a New York e che gestisce un patrimonio totale di oltre 4.000 miliardi di $, sostiene da una loro recente ricerca che il tema della sostenibilità ambientale suscita interesse per più del 89% degli investitori di 27 paesi del mondo e per un portfolio gestito di 25 trilioni di dollari.

Sul fronte degli investimenti parliamo anche del Green Deal europeo con cui l’UE si è posta l’obiettivo vincolante di conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e questo comporterà entro il 2030 l’incremento massiccio di investimenti a favore della transizione green e ambientale, portando a dedicare almeno il 30% della spesa del fondo Next Generation EU sulla sostenibilità ambientale.

Questo numero crescente di startup che stanno nascendo con la missione della sostenibilità ambientale, unito agli investimenti pubblici/privati in continuo aumento, lo sviluppo di nuove normative finanziarie orientate ad incentivare la sostenibilità, l’affermarsi di metodi differenti di misurazione della performance aziendale verso una maggiore sostenibilità (per esempio l’indice di misurazione ESG) portano a concentrare un maggiore sforzo per realizzare tecnologie abilitanti per favorire la transizione green.

La strada verso la sostenibilità passa dalla tecnologia e dal digitale. Infatti la tecnologia permette di attuare e accelerare processi di trasformazione aziendale sostenibili. Google di recente ha lanciato una ricerca su 1.491 dirigenti aziendali in più di 16 paesi (tra cui l’Italia) e mette in evidenza urgente il ruolo centrale della tecnologia nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ESG e di trasformazione aziendale.

Ora che abbiamo capito in che modo l’innovazione tecnologica impatta sulla sostenibilità e di come invece la sostenibilità dia una forte spinta verso l’innovazione tecnologica per contribuire ad una maggiore trasformazione aziendale, parliamo del ruolo che hanno le startup all’interno di questi due mondi e di come possono impattare esponenzialmente. 

Rendere la sostenibilità tangibile in pochissimo tempo.

Capacità esecutiva, struttura in grado di scalare a livello globale grazie al digitale , basso costo di soluzioni – as a service – e capacità creativa di ideare soluzioni ad alto impatto: sono queste le caratteristiche principali delle Startup e che permettono di colmare il gap che serve per accelerare la trasformazione aziendale.

Portando un caso concreto, parliamo di Evogy,  Startup che ha recentemente ottenuto la certificazione BCorp, inserendosi tra le 140 BCorp italiane e green tech company, esperta nella fornitura di servizi e soluzioni in modalità “Energy-as-a-Service” (EaaS) per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale.

1.“In che modo Evogy pensa che la tecnologia e l’essere Startup possa contribuire a migliorare la sostenibilità ambientale delle aziende?”

Evogy vede nella tecnologia uno strumento per un fine più alto ossia quello della sostenibilità ambientale. Tecnologia e Startup sono due elementi che messi insieme generano velocità e scalabilità, capacità di adattamento e flessibilità. Proprio per questo motivo è possibile dare un contributo concreto alle aziende, che vedono in noi una realtà rapida nell’esecuzione e orientata agli obiettivi.

2. “Cosa servirebbe (nel mercato italiano) alle Startup “net zero” per crescere e accelerare il raggiungimento degli obiettivi ESG delle imprese?”

Il panorama italiano delle startup net zero è in crescita e per sostenere le realtà che hanno le giuste caratteristiche per crescere servono sicuramente dei partner strategici di valore. È importante per le startup creare delle partnership strategiche e per farlo sicuramente gli incubatori e gli acceleratori devono sempre più avere un ruolo di advisoring iniziale per supportare le nuove realtà nelle scelte giuste, che saranno poi quelle che determineranno il successo o meno.

Tra i partners chiaramente vanno considerati anche gli investitori e in Italia, nel 2021, si contano investimenti in startup pari a 1,46 miliardi di euro, contro i 12,5 miliardi del Regno Unito, i 5,3 della Germania e i 5,1 della Francia, se vogliamo solo considerare gli stati a noi più vicini. Questo significa che serve una maggiore crescita di questo tessuto di investitori in Italia per aumentare la potenzialità delle realtà che nascono, anche in ambito “net-zero”.

Inoltre, in ottica di background e di budget a disposizione delle aziende, con le nuove normative iniziano ad esserci dei budget stanziati per le attività volte a migliorare la sostenibilità ambientale, questo risulta fondamentale per crescere velocemente. Iniziano anche ad essere presenti nelle aziende figure come ESG Manager e Sustainability Manager, che si occupano specificatamente di questi temi. Quando vi sono queste figure sicuramente si crea un’interlocuzione facilitata poiché guidata da obiettivi comuni.

Lato invece offerta, per quanto riguarda le Startup che sono già attive sul mercato, risulta essere fondamentale per la buona riuscita del progetto che il progetto stesso sia sostenibile anche economicamente, che abbia dei buoni tempi di ritorno, per far sì che ci sia meno difficoltà nell’investire.

Negli ultimi mesi abbiamo lavorato con numerose startup innovative e in Leyton conosciamo molto bene queste sfide. Attraverso le nostre nuove soluzioni permettiamo di sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti potenziando gli investimenti e concentrando le energie nello sviluppo della startup, gestendo l’intera filiera dei finanziamenti pubblici per colmare il gap con gli altri paesi Europei e permettere alle Startup Italiane di crescere organicamente e di non disperdere tempo nella ricerca, selezione e attivazione delle giuste opportunità di investimento pubbliche (bandi, tax credit e finanziamenti).

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Marco Di Pilla
Leyton Start-Up Manager – Leyton Italia

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Marco Di Pilla

Marco Di Pilla

Leyton Start-Up Manager