Welfare aziendale e Agenda 2030: verso una sostenibilità sociale ed economica

  • Di Sabrina Canali
    • 03 Ott 2023
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Agenda 2030

Tematiche come la tutela delle persone, lo sviluppo economico e l’inclusività sono, al giorno d’oggi, sempre più centrali, non solo nella nostra vita quotidiana, ma anche nell’agenda politica ed economica dei vari paesi. Sulla crescente importanza di queste tematiche, nel settembre del 2015, 193 Paesi hanno sottoscritto l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, recepita come quadro di riferimenti anche dall’Unione Europea, al fine di tracciare delle linee guida condivise e globali sulle grandi sfide che ci aspettano nel prossimo decennio.

Cos’è l’Agenda 2030?

È uno quadro di riferimento globale, varato dalle Nazioni Unite che prevede 17 goal legati tra di loro, che si inseriscono in un programma molto più ampio che conta di 169 obiettivi target. Di questi 17 obiettivi 5 sono ritenuti chiave per consentire lo sviluppo economico, ovvero:

  • Persone: eliminare fame e povertà in tutte le forme, garantire dignità e uguaglianza;
  • Prosperità: garantire vite prospere e piene in armonia con la natura;
  • Pace: promuovere società pacifiche, giuste e inclusive;
  • Partnership: implementare l’Agenda attraverso solide partnership;
  • Pianeta: proteggere le risorse naturali e il clima del pianeta per le generazioni future.

Ciascun punto, quindi, non può essere considerato in maniera indipendente ma deve essere perseguito sulla base di un approccio sistemico, che tenga in considerazione le reciproche interrelazioni tra i vari obiettivi affinché le azioni intraprese su una determinata tematica non si ripercuotano negativamente su un’altra sfera di interesse.

L’attuazione dell’Agenda, la quale immagina un mondo libero dalla fame, dalla povertà, dalla paura, dalla violenza, deve essere dunque non solo una responsabilità politica dei singoli Stati ma anche una responsabilità condivisa che chiama in prima linea cittadini, privati, istituzioni e comunità scientifica.

Welfare e Agenda 2030: la situazione in Italia

In Italia, progressivamente, si sta tentando di attuare questo percorso tramite interventi normativi e iniziative pubblico/private volte a favorire da un lato lo sviluppo di un sistema economico basato sulla circular economy e dall’altro un welfare pubblico volto a migliorare il benessere dei cittadini.

Uno dei primi interventi normativi verso questa direzione nel nostro paese è rappresentato dal Collegato Ambientale (L. 221/2015), contenente “disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di Green Economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”,  il quale fa riferimento ad una serie di misure in materia di tutela della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche.

Tale intervento ha aperto la strada ad una moltitudine di iniziative che negli anni si sono susseguite, si pensi per esempio all’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile nata nel 2016 oppure alla Strategia Nazionale per l’economia circolare elaborata dal MiTe (Ministero per la Transizione Ecologica) del 2021 che hanno fatto dello slogan “nulla si spreca tutto si trasforma” un vero e proprio caposaldo.

Nuovi investimenti dedicati alla sostenibilità

Secondo l’ultimo Kaleidos Impact Watch, l’Osservatorio dei Banca Ifis redatto ad agosto 2023, le PMI Italiane hanno fatto importanti passi avanti nella elaborazione di strategie di sviluppo sostenibili. Nel report, infatti, il 42% delle PMI ha già avviato investimenti green e il 93% ha avuto un beneficio sia in termini di riduzione di costi che di reputation nei confronti dei propri stakeholder.

Dal documento si evince inoltre un altro aspetto di primaria importanza che va di pari passo con la sostenibilità ovvero l’implementazione di politiche finalizzate a migliorare il benessere e l’equilibrio tra lavoro e vita privata dei dipendenti. La sostenibilità per le PMI è anche attenzione al sociale, con il 54% degli imprenditori che ha dedicato investimenti su attività di welfare per i dipendenti.

I punti di contatto tra il Welfare aziendale e l’Agenda 2030

In questa prospettiva, il welfare aziendale, che si riferisce a quelle politiche e pratiche che un’azienda è solita adottare per poter promuovere la salute dei propri dipendenti e delle comunità in cui operano, riesce a combinare una serie di ambiti profondamente interconnessi tra loro. Questo perché la sostenibilità non riguarda solamente l’ambiente e le strategie green, ma più in generale il miglioramento della vita delle persone, sia sul luogo di lavoro sia nel loro privato.

Un focus importante sulla tematica è stato anche messo dal governo italiano che ha istituito la Cabina di regia Benessere Italia a supporto delle politiche del benessere e della valutazione della qualità della vita dei cittadini nell’ambito degli impegni sottoscritti dall’Italia con l’Agenda 2030. Le attività di “Benessere Italia” puntano a diffondere l’attitudine al benessere a tutti gli stakeholder di rilievo nazionale ed internazionale, non soltanto all’interno del perimetro delle Pubbliche Amministrazioni ma coinvolgendo anche il mondo imprenditoriale, della ricerca e del terzo settore.

Su quali obiettivi si può avere un impatto?

I punti di contatto che il welfare aziendale ha con l’Agenda 2030 e con il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile possono essere molti. Tra quelli più evidenti ci sono gli Obiettivi Lavoro dignitoso e crescita economica (8) e Imprese, innovazione e infrastrutture (9). Il welfare aziendale consente infatti di inserire all’interno dello scambio contrattuale la questione del benessere dei lavoratori e delle lavoratrici toccando entrambe le dimensioni. Un altro punto fondamentale è rappresentato anche dall’Obiettivo sulla Parità di genere (5). Questo perché, le misure di work-life balance, i congedi parentali e familiari, la flessibilità, il lavoro agile, ma anche il rimborso per le rette degli asili nido, la scuola e le attività ricreative per i bambini e i ragazzi hanno un valore fondamentale per tutta la famiglia e possono rappresentare delle opportunità per favorire l’occupazione femminile e ridurre il numero di donne che si licenziano a causa degli elevati impegni famigliari.

Alcune delle possibili azioni che le imprese possono adottare per contribuire a superare questa disparità possono essere:

  • Politiche di assunzione e promozione basate sul merito;
  • Creare un ambiente di lavoro inclusivo;
  • Equilibrio vita-lavoro;
  • Trasparenza salariale.

Infine, sul fronte della mobilità sostenibile, che possiamo ricondurre ai goal su Energia pulita e accessibile (7), Città e comunità sostenibili (11) e Lotta contro il cambiamento climatico (13) ci sono sempre più organizzazioni che stanno investendo per ridurre gli impatti generati dagli spostamenti tra le residenze dei lavoratori e la sede di lavoro.

Gli esempi sono svariati. Uno recente è quello di Breton S.p.a., azienda metalmeccanica della provincia di Treviso, che ha scelto di dare degli incentivi economici ai suoi 900 dipendenti per chi sceglie di recarsi a lavoro a piedi, in bicicletta o condividendo la macchina con uno o più colleghi tramite il carpooling oltre ad incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico.

Le strategie per un futuro sostenibile

Risulta quindi evidente come le politiche di welfare aziendale siano ormai un elemento trasversale per uno sviluppo sostenibile del sistema produttivo nel lungo periodo e le aziende sono chiamare a giocare ruolo chiave nel perseguire queste strategie, attraverso politiche aziendali mirate, che promuovono il benessere dei dipendenti e la responsabilità sociale.

I player economici hanno quindi l’onere di diffondere una maggiore consapevolezza sociale per poter incoraggiare sempre più imprese a implementare pratiche sostenibili e ad aderire agli obiettivi dell’Agenda 2030, questo non solo a favore del proprio business ma anche dei territori e della comunità all’interno della quale operano, al fine di poter garantire un futuro sostenibile per noi ma soprattutto per le generazioni che verranno.

Author

Sabrina Canali

Team Leader Business Innovation Analyst

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