Sostenibilità Digitale e Agenda 2030: un imperativo globale per un futuro sostenibile

  • Di Riccardo Biasiotto
    • 18 Gen 2024
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Sostenibilità digitale

Nel contesto di un’era digitale in rapida evoluzione, la sostenibilità digitale emerge come un tema cruciale, profondamente interconnesso con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Questa agenda ambiziosa, adottata nel 2015, mira a risolvere le sfide globali attraverso 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). In mezzo a questo panorama, la sostenibilità digitale si presenta come un imperativo, poiché la tecnologia diventa sempre più intrinseca alla nostra vita quotidiana, con impatti significativi sull’ambiente e sulla società.

L’Agenda 2030 rappresenta un impegno globale per affrontare la povertà, promuovere la prosperità economica e proteggere il pianeta. I 17 SDGs abbracciano questioni fondamentali come la fame, la salute, l’istruzione, l’uguaglianza di genere e l’azione per il clima. In questo contesto, la sostenibilità digitale emerge come un filo conduttore trasversale, collegando vari settori e facilitando il raggiungimento dei diversi obiettivi.

Come agisce la sostenibilità digitale?

L’espansione delle tecnologie digitali, se da un lato ha migliorato l’accesso alle informazioni e accelerato il processo di sviluppo, dall’altro ha generato impatti ambientali significativi. La produzione e lo smaltimento di dispositivi elettronici contribuiscono alla crescita dei rifiuti elettronici, mentre l’energia necessaria per alimentare i data center genera un crescente consumo di energia, aumentando la carbon footprint.

La sostenibilità digitale si propone di mitigare questi impatti, promuovendo pratiche sostenibili, come il riciclo e l’efficienza energetica rappresentando una forza trainante per l’innovazione sostenibile. Tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’IoT e le energie rinnovabili possono giocare un ruolo chiave nel raggiungimento degli SDGs. Si prenda, ad esempio, l’uso di sensori intelligenti che permette di migliorare la gestione delle risorse idriche e la tracciabilità alimentare, contribuendo all’obiettivo di fame zero.

Le imprese svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare la sostenibilità digitale, avendo più fronti su cui intervenire, tra i quali:

  • La responsabilità sociale, che si estende all’adozione di pratiche commerciali sostenibili, dall’approvvigionamento etico all’implementazione di tecnologie a basso impatto ambientale;
  • La trasparenza digitale, la quale, attraverso la divulgazione delle pratiche aziendali, è essenziale per garantire l’accountability e stimolare il progresso verso gli SDGs;
  • La digitalizzazione, intesa come l’adozione e l’integrazione su larga scala delle tecnologie digitali nei processi aziendali e sociali, che offre molteplici vantaggi, ma presenta anche sfide e impatti ambientali e sociali significativi.

La prassi UNI/PdR 147:2023 per la sostenibilità digitale

Affinché la sostenibilità digitale diventi una realtà, è cruciale, tuttavia, che gli investimenti siano effettuati non solo da parte delle imprese ma anche da parte dei governi mediante lo sviluppo di strumenti e quadri di riferimento normativi in grado di supportare le aziende nell’adozione di modelli sostenibili, come la riduzione del consumo energetico e la corretta gestione dei rifiuti elettronici.

Un importante passo in avanti in Italia è stato fatto, a tal proposito, nella composizione del quadro di riferimento degli standard per la governance della sostenibilità, tramite la nuova prassi UNI/PdR 147:2023 per la sostenibilità digitale, mediante la realizzazione del primo documento a livello europeo per la valutazione della Sostenibilità Digitale dei progetti di trasformazione digitale.

La prassi si prefigge infatti l’obiettivo di creare un quadro di riferimento affinché le organizzazioni possano attuare progetti di trasformazione digitale in modo coerente con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. La UNI/PdR 147:2023, nello specifico, si sviluppa prendendo in considerazione 11 dei 17 Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030, identificando 58 indicatori (KPI), applicati a tutte le fasi progettuali, ovvero: avvio, pianificazione, esecuzione e monitoraggio.

Gli indicatori possono essere aggerati e valutati in funzione degli SDGs allo scopo di rappresentare al meglio come il progetto di trasformazione digitale sia nella condizione di implementare i criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale dell’Agenda 2030. La norma propone inoltre un approccio di implementazione a 3 passaggi volta ad analizzare gli impatti dei progetti in termini di:

  • risultati: al fine di identificare quali siano gli impatti di sostenibilità del progetto nei suoi obiettivi generali e nei risultati che si propone di perseguire.
  • processi: al fine di identificare e comprendere a livello generale quali siano gli elementi di processo con impatti rilevanti di sostenibilità.
  • obiettivi: al fine di identificare in maniera specifica i singoli obiettivi di sviluppo sostenibile toccati dal progetto, sia in ottica di impatti negativi sia in termini di impatti positivi.

Una roadmap preziosa verso un futuro sostenibile

La UNI/PdR 147:2023 emerge quindi come una guida preziosa in questo contesto, delineando chiaramente come le organizzazioni possano e dovrebbero navigare nel complesso mondo della sostenibilità digitale. Con 58 indicatori di performance chiaramente definiti, strutturati attorno agli SDG di Agenda2030, questa prassi di riferimento non solo fornisce una roadmap, ma anche una misura del progresso, assicurando che la sostenibilità sia sempre al centro delle decisioni.

Affrontare le sfide ambientali e sociali legate alla rivoluzione digitale richiede un impegno globale, coinvolgendo governi e imprese. Solo attraverso una collaborazione globale e l’adozione di pratiche sostenibili possiamo plasmare un futuro digitale che sia in armonia con il nostro pianeta e le generazioni future. La sostenibilità digitale non è solo un imperativo, è il nostro cammino verso un futuro sostenibile e inclusivo per affrontare le sfide del prossimo trentennio.

Author

Riccardo Biasiotto

Manager Business Innovation Analyst

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