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Al termine di un lungo confronto tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Commissione Europea, dall’uscita del Decreto Legge 19 del 2 marzo 2024 ad agosto 2024 è stato pubblicato il decreto attuativo che disciplina in dettaglio le norme applicative del nuovo Piano Transizione 5.0.
Tra le varie novità introdotte, quella sulla quale ci soffermeremo a parlare in questo articolo riguarda la disciplina del DNSH, che è stata “ammorbidita” dopo un apposito accordo con la Commissione Europea.
Ricordiamo che il principio del DNSH (Do No Significant Harm) prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino un danno significativo all’ambiente. Dal momento che il Piano Transizione 5.0 fa parte del PNRR, precisamente della Missione 7, è pertanto soggetto al rispetto di questo principio.
Il DNSH nasce per coniugare crescita economica e tutela dell’ecosistema, garantendo che gli investimenti siano realizzati senza pregiudicare le risorse ambientali. Il rispetto del DNSH è sancito dal Regolamento (UE) 241/2021, istitutivo del Dispositivo di Ripresa e Resilienza, che dispone che possano essere finanziate, nell’ambito dei singoli Piani nazionali, soltanto le misure che rispettino il principio DNSH introdotto dal Regolamento (UE) 2020/852 (Regolamento Tassonomia).

A novembre 2024, l’alleggerimento normativo in Italia relativo alla transizione 5.0 e al principio DNSH continua a evolversi, con l’intento di rendere la transizione ecologica e digitale più fluida per le imprese, soprattutto per le PMI.
Tra le iniziative sulle quale sta lavorando il governo italiano, una delle principali riguarda la semplificazione delle procedure di certificazione della sostenibilità. Con l’introduzione di una nuova riforma normativa, le linee guida per la sostenibilità ambientale diventeranno più chiare e meno burocratiche, permettendo alle aziende di accedere più facilmente ai finanziamenti green e di allinearsi al principio DNSH.
Inoltre, sono stati previsti incentivi fiscali per le imprese che investono in tecnologie digitali e soluzioni green. Le PMI potranno beneficiare di crediti d’imposta per favorire la transizione verso pratiche più sostenibili, specialmente quelle in grado di ridurre il loro impatto ambientale in linea con gli obiettivi europei.
L’aggiornamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) include anche l’allocazione di nuovi fondi per promuovere la digitalizzazione e l’adozione di soluzioni ecologiche nelle imprese. Le procedure per l’accesso a questi fondi sono state semplificate, in modo da rendere più rapida e diretta la fruizione delle risorse disponibili.
Saranno pubblicate anche nuove linee guida per la tassonomia verde dell’Unione Europea, che forniranno alle imprese italiane indicazioni più precise su come applicare il principio DNSH nelle loro strategie, con un focus particolare sul rendere questi criteri più accessibili, soprattutto per le piccole imprese, in modo da promuovere una transizione equa e inclusiva.
Infine, il governo ha introdotto incentivi specifici per le startup che sviluppano soluzioni green e digitali. Queste imprese innovative, se in grado di rispettare i criteri DNSH, avranno accesso a trattamenti fiscali favorevoli, stimolando ulteriormente l’innovazione sostenibile nel paese.
Nel dettaglio, la recente approvazione delle modifiche normative relative al principio DNSH e alla Transizione 5.0 ha confermato l’ammissibilità dei progetti di innovazione nel settore della logistica, in particolare per quanto riguarda l’ottimizzazione delle rotte e l’implementazione di soluzioni digitali per migliorare l’efficienza energetica e l’impatto ambientale.

Le imprese operanti nel settore della logistica possono ora beneficiare delle misure di incentivo previste dalla Transizione 5.0 per i progetti che riguardano l’ottimizzazione dei percorsi della flotta aziendale e la gestione dei flussi logistici tramite l’implementazione di software e soluzioni digitali.
Questi progetti possono includere:
Questi investimenti digitali non solo ottimizzano i processi aziendali, ma contribuiscono anche al miglioramento della sostenibilità ambientale, riducendo l’impatto ecologico delle operazioni logistiche.
Indicatori di Consumo Energetico
La circolare operativa “Transizione 5.0” prevede l’uso di indicatori per misurare il consumo energetico delle imprese logistiche. In particolare, si considera:
Questi parametri consentono di valutare in modo più accurato l’efficienza energetica delle operazioni logistiche e l’impatto delle innovazioni implementate.
Veicoli a Motore e Beni Materiali
Riguardo ai beni materiali, la normativa chiarisce che possono essere inclusi i veicoli a motore che rientrano nell’ambito del regolamento (UE) 2018/858, che riguarda l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi. In particolare, si prevede che:
Esclusione delle Macchine a Combustibili Fossili
Un aspetto importante della normativa riguarda il rispetto del principio DNSH, che vieta che gli investimenti danneggino in modo significativo l’ambiente. A tal fine:
Queste misure si inseriscono nell’ambito degli obiettivi di sostenibilità del programma Transizione 5.0, volto a incentivare la digitalizzazione e a ridurre l’impatto ambientale delle attività aziendali. L’ottimizzazione delle rotte e l’adozione di tecnologie digitali per la gestione dei flussi logistici sono strumenti chiave per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di CO2.
In conclusione, le nuove disposizioni normative confermano che le imprese logistiche che adottano soluzioni digitali per migliorare l’efficienza energetica e ottimizzare i percorsi possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla Transizione 5.0. Questi progetti non solo miglioreranno l’efficienza operativa, ma contribuiranno anche a una logistica più sostenibile, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale europei.
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