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Il Governo sta lavorando per definire il contenuto dell’imminente Legge di Bilancio per l’anno 2025. Tra le varie proposte ed emendamenti presentati, affiora la possibilità di introdurre un taglio dell’IRES di circa 4 punti percentuali (si passerebbe dall’attuale 24% al 20%).
Si tratta, nello specifico, di un intervento di sostegno agli investimenti che non appare più rimandabile in favore del settore imprenditoriale, soprattutto tenuto conto degli ultimi dati ISTAT che confermano le difficoltà affrontate dal settore industriale: a ottobre 2024 si è registrata una diminuzione complessiva dell’indice del 3,6% che ha interessato quasi tutti i comparti.
Uno dei principali aspetti peculiari di questo nuovo strumento a supporto delle imprese riguarda il reperimento delle risorse necessarie. È molto probabile che una parte delle risorse arriverà dal settore bancario (circa 400 milioni di euro), ma è ancora lunga la strada che porterà a delineare le regole con le quali queste potranno essere recuperate le somme richieste.
Una prima ipotesi del Governo, a copertura della sola spesa prevista per l’anno 2025, è quella di limitare per le banche la possibilità di compensare il maggior reddito imponibile, dovuto al rinvio delle deduzioni con le perdite pregresse e le eccedenze Ace. La riduzione della percentuale da compensare dovrebbe ridursi al 54%, determinando, così, un gettito di circa 500 milioni di euro.

Per poter beneficiare dello “sconto” IRES, è necessario soddisfare alcune condizioni:
All’interno dell’emendamento sono state previste anche due casistiche che, al verificarsi, comportamento la decadenza dal beneficio con conseguente recupero dello stesso:
Se da un lato il Governo mette a disposizione delle imprese italiane un valido supporto per incentivare i progetti d’investimento, dall’altra parte viene richiesto un impegno imprenditoriale per incrementare il livello occupazione. Tutto ciò promesso, non risulta una casualità l’aver introdotto questa novità all’interno dell’emendamento che prevede una revisione del Piano Transizione 4.0 e 5.0. (72.033), recentemente approvato.
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