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La finanza sostenibile sta emergendo come una delle forze trainanti del cambiamento nel panorama economico globale. In un contesto caratterizzato da crescenti sfide ambientali, sociali e di governance, investitori, aziende e governi stanno riconoscendo l’importanza di integrare criteri di sostenibilità nelle decisioni finanziarie. Questo approccio non solo mira a generare rendimenti economici, ma anche a creare valore duraturo per la società e il pianeta. La finanza sostenibile si fonda su principi che abbracciano la responsabilità ambientale, l’inclusione sociale e la trasparenza, promuovendo investimenti che favoriscono la crescita economica senza compromettere le risorse per le generazioni future.
La crisi che stiamo vivendo testimonia la dirompenza con cui le dinamiche socio-ambientali possono abbattersi sull’economia.
E’ necessario contenere queste minacce e finanziare modelli di crescita più verdi ed inclusivi, producendo valore sia per gli investitori, sia per la comunità attraverso l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (principi ESG) e di un orizzonte di lungo periodo negli investimenti.
La finanza sostenibile, ormai un fenomeno di portata globale, viene annoverata tra gli strumenti volti a stimolare la crescita economica, con il beneficio ulteriore di apportare inclusione sociale e rigenerazione ambientale, e sarà dunque un attore chiave per rilanciare l’economia.
Anche l’Agenda 2030, proposta dalle Nazioni Unite, indica ad aziende e investitori pubblici e privati linee guida e parametri condivisi a livello internazionale, fondamentali per allineare le strategie di investimento al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e orienta il sistema finanziario verso un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile.

Per finanza sostenibile, si intende quindi l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile all’attività finanziaria, con l’obiettivo di creare valore nel lungo periodo.
Il connubio tra finanza e sostenibilità che si è venuto a creare è molto forte e sembra che stia funzionando: le aziende che devono raccogliere capitale sul mercato oggi sempre di più sono misurate dagli investitori per il modo in cui si confrontano con tematiche che riguardano l’ambiente e l’aspetto sociale.
La Commissione UE inoltre è impegnata a produrre una tassonomia, un lessico comune per consentire agli Stati, alle imprese, e agli investitori di identificare le attività economiche che contribuiscono agli obiettivi ambientali dell’Ue.
È importante che i programmi di rilancio dell’economia facciano proprio questo strumento.
Per introdurre un cambiamento radicale nei modelli economici la sinergia tra istituzioni, imprese e operatori finanziari è centrale.
Oltre alle misure di sostegno previste dal Next Generation EU, occorre prevedere quindi un robusto piano d’investimenti di medio-lungo periodo e l’impegno delle imprese per sostenere una ripresa verde ed inclusiva.
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