Imprenditoria Femminile: cos’è e quali sono le agevolazioni per sostenerla

L’imprenditoria femminile registra un timida ripresa dopo l’emergenza COVID-19. In questo articolo Chiara Uboldi ci spiega cosa si intende per imprese al femminile e quali sono gli incentivi che verranno messi in atto per supportarne la crescita e lo sviluppo.

SEPTEMBER 10, 2021

12:00 AM

Di Chiara Uboldi

Una lato importante del tessuto economico italiano è rappresentato dal mondo imprenditoriale femminile.

Ma cosa si intende con impresa femminile?

Possono essere considerate tali tutte quelle micro, piccole e medie aziende che presentano le seguenti caratteristiche:

  • Sono imprese individuali gestite da donne;
  • Sono società cooperative e società di persone costituite almeno al 60% da donne;
  • Sono società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne.

I dati mostrano come le imprese femminili siano estese in tutta Italia (con una concentrazione maggiore nel Mezzogiorno), abbiano prevalentemente una dimensione “micro” e siano maggiormente concentrate nel settore dei servizi. Nel 2020 le attività a conduzione femminile erano il 21,86% del totale imprese sul territorio italiano.

A partire dal 2014, con la costituzione del Fondo Centrale di Garanzia per le PMISezione Pari opportunità, sono state introdotte diverse misure per incentivare e supportare la nascita di nuove “imprese rosa” e garantire condizioni agevolate di accesso al credito (come ad esempio mutui a tasso zero per micro e piccole imprese femminili). Proprio in questo ambito infatti, che rappresenta uno dei freni principali alla loro nascita e crescita, queste imprese avevano mostrato maggiori difficoltà.

Con l’introduzione ed il supporto di questi primi strumenti agevolativi, le imprese femminili hanno sperimentato una crescita costante negli anni fino a raggiungere a dicembre 2019, come riportato da Unioncamere, 1 milione e 340mila, il 22% del totale, iscritte al Registro delle Camere di commercio, mostrando un aumento rispetto al 2014.

Questa crescita tuttavia ha subito una battuta d’arresto nel corso del 2020 a causa della crisi economica causata dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Per l’imprenditoria femminile, si è registrata così una perdita di unità e una diminuzione di fatturato, in particolare tra le imprenditrici under 35.

Ad ogni modo, nel primo semestre del 2021 si è registrata una timida ripresa della crescita del settore ma, ora più che mai, sono necessari strumenti in grado di supportare queste imprese con l’obiettivo di ritornare ai livelli pre-covid, nonchè misure più specifiche volte al consolidamento di una parte imprenditoriale così importante del contesto economico, anche in linea anche con i cambiamenti che le imprese si trovano ad affrontare in tema di sostenibilità e digitalizzazione.

Per questo motivo, alle agevolazioni già esistenti, da quest’anno, si aggiunge il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, documento predisposto dal governo Draghi per illustrare come l’Italia investirà i fondi europei nell’ambito del più grande strumento finanziario temporaneo denominato “NextGenerationEU”, che ha come obiettivo nuovi interventi.

All’interno di questo vasto progetto di riforme l’empowerment femminile spicca come elemento trasversale perché, tramite ogni Missione presentata nel documento, l’obiettivo è quello di sviluppare le priorità della strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 sulle orme della UE Gender Equality Strategy 2020-2025.

In particolare, il PNRR vuole riorganizzare e ristrutturare gli schemi di agevolazioni già vigenti, cercando di ottimizzarli attraverso investimenti finanziari e di supporto all’imprenditorialità sia per le donne che vogliono avviare un’attività da zero, sia per progetti aziendali già avviati e che hanno bisogno di un sostegno per consolidarsi e innovarsi.

Nello specifico, verrà creato e reso operativo il “Fondo Impresa Donna”, strumento che avrà il compito di sostenere a livello finanziario agevolazioni già esistenti (ad esempio “Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero” e Smart&Start) e il nuovo Fondo per l’Imprenditoria Femminile per il quale la Legge di Bilancio 2021 ha previsto una dotazione di 20 milioni di euro per il 2021 e il 2022. 

Questi fondi serviranno sia a mettere a disposizione risorse per agevolazioni utili ad avviare e far crescere le imprese (contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero o agevolati, investimenti nel capitale), sia a finanziare parallelamente attività di cultura imprenditoriale e programmi di formazione in modo da avvicinare le giovani generazioni  al “fare impresa” e alle materie STEM, ambito in cui la presenza femminile sta prendendo piede solo di recente.

Il lavoro da fare è ancora molto ma possiamo ritenere che le prime basi siano state gettate per sostenere, durante questa crisi da COVID-19 e il periodo immediatamente successivo, le potenzialità, la formazione e le attività di uno dei motori per lo sviluppo e la ripresa del tessuto economico e produttivo italiano.

Chiara Uboldi
Business Innovation Analyst – Leyton Italia

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Chiara Uboldi

Business Innovation Analyst

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