Green New Deal italiano: le novità in arrivo

01-02-2022

Di Alessandra Gallini

Da qualche anno, l’Europa ha espresso il desiderio di diventare il primo continente al mondo a impatto climatico zero. A dicembre 2019, la Commissione europea ha adottato il Green Deal Europeo, ovvero una “strategia” costituita da una serie di misure per trasformare tutte le politiche dell’UE in materia di clima, energia, trasporti e fiscalità, in modo da ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Tali proposte intendono fare in modo che tutti i settori dell’economia dell’UE siano in grado di far fronte a questa sfida. Preparano la strada affinché l’UE possa realizzare i suoi obiettivi climatici entro il 2030 in modo equo, competitivo ed efficiente in termini di costi.

Essendo che tutti gli Stati membri hanno assunto l’impegno di raggiungere questa neutralità, anche l’Italia ha dovuto mettere in campo una propria strategia, il “Green New Deal Italiano”.   

La sostenibilità ambientale è, chiaramente, un obiettivo da raggiungere tenendo in considerazione tutti costi che ne derivano, sia in termini sociali che economici. È per tale motivo che i prossimi anni dovranno essere considerati come una delicatissima fase di transizione nella quale risulterà necessario sostenere le imprese italiane con tutti gli strumenti e tutte le risorse, sia nazionali che europee, a disposizione per favorire la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative, i processi di riconversione industriale e gli investimenti per la decarbonizzazione in settori strategici come quelli della siderurgia e dell’automotive.

Il Decreto interministeriale del 1 dicembre 2021 del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, interviene sul Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS) prevedendo agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare. Complessivamente, vengono stanziati 750 milioni di euro a valere sul Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS) e sul Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

Il decreto è attualmente in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ma, mentre si attendono successivi provvedimenti ministeriali indicatori dei termini e delle modalità di presentazione delle domande, sono già disponibili le prime informazioni sulle possibilità di accesso e sulle tipologie di intervento ammissibili.

Green New Deal italiano: soggetti ammessi e obiettivi

Potranno richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione che:

  • svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane e centri di ricerca,
  • svolgono attività di servizi all’industria e che presentano progetti – anche in forma congiunta tra loro – di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento.

L’obiettivo è quello di finanziare buone pratiche green in vari settori quali, a titolo esemplificativo, la decarbonizzazione dell’economia e l’economia circolare, la riduzione dell’uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi, la rigenerazione urbana (con conseguenti azioni verso il turismo sostenibile). In generale, si cercherà di mitigare il più possibile i rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ammesse dovranno avere come obiettivo la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi; solo in alcuni casi potranno riguardare prodotti, processi o servizi esistenti (purché in questo caso si verifichi almeno un miglioramento degli stessi).

I progetti dovranno prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro, oltre che essere realizzati sul territorio nazionale e avere una durata non inferiore a 12 mesi. Inoltre, l’avviamento delle attività strettamente connesse al progetto dovrà avvenire successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Ministero dello Sviluppo economico.

Nel rispetto delle limitazioni previste dal Regolamento di esenzione generale per categoria, a sostegno della realizzazione dei programmi potranno essere concesse agevolazioni sia nella forma di finanziamenti agevolati del FRI, accompagnati da finanziamenti bancari e in presenza di idonea attestazione creditizia, sia contributi a fondo perduto, tenendo in questo caso conto di percentuali massime delle spese e dei costi ammissibili di progetto.

Si attendono, per ora, successivi provvedimenti ministeriale che indicheranno termini e modalità di presentazione delle domande delle imprese, risolvendo anche gli ultimi dubbi che ancora permangono.

Alessandra Gallini
Research and Services Intern – Leyton Italia