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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti dall’amministrazione Trump tramite ordini esecutivi. La pronuncia riafferma un principio cardine della separazione dei poteri: il Congresso detiene il potere esclusivo di imporre tributi, inclusi i dazi, non la Casa Bianca. Questa decisione apre concretamente la strada alle richieste di rimborso per le imprese che hanno versato tali dazi. Attenzione: il percorso non sarà né automatico né semplice.
La sentenza della Suprema Corte avrà rilevanti ricadute operative immediate per le imprese italiane ed europee che esportano negli Stati Uniti.
In particolare, l’ottenimento del rimborso dei dazi USA dipenderà in modo determinante dalle azioni già intraprese o da intraprendere immediatamente: ad esempio, come e quando sono stati presentati i ricorsi e attivate le tutele procedurali, anche davanti alla United States Court of International Trade.
La normativa doganale statunitense subordina il diritto al rimborso all’adozione tempestiva di specifici strumenti procedurali. Non è sufficiente che i dazi siano stati dichiarati illegittimi: chi non ha agito entro termini perentori rischia di perdere definitivamente la possibilità di recuperare quanto versato, nonostante la sentenza favorevole.
Possono conservare il diritto al rimborso solo le imprese che:

Le imprese che non hanno attivato tempestivamente le procedure sopra descritte potrebbero trovarsi precluse dall’accesso al rimborso, indipendentemente dalla pronuncia della Corte Suprema. La sentenza non ha effetto retroattivo automatico sulle posizioni già consolidate per mancata contestazione nei termini.
Questo significa che molte imprese, pur avendo versato dazi ora dichiarati illegittimi, potrebbero non riuscire a recuperare le somme se non hanno rispettato i termini procedurali. La finestra temporale per agire si sta chiudendo rapidamente: chi ha ancora importazioni suscettibili di correzione o contestazione deve verificare immediatamente la propria posizione e attivare le procedure necessarie prima della chiusura definitiva dei termini.
Le imprese interessate devono innanzitutto mappare tutte le operazioni di importazione effettuate negli Stati Uniti nel periodo di applicazione dei dazi dichiarati illegittimi, verificando per ciascuna:
Anche per le imprese che hanno rispettato tutti i termini procedurali, la fase di rimborso potrebbe non essere lineare. L’amministrazione doganale statunitense potrebbe sollevare eccezioni tecniche, richiedere documentazione integrativa o contestare specifiche voci di rimborso.
Per questo è fondamentale non solo aver attivato le procedure nei termini, ma anche essere pronti a gestire un contenzioso amministrativo e, se necessario, giudiziale per ottenere concretamente il recupero delle somme versate.

La decisione della Corte Suprema rappresenta un’opportunità concreta di recupero per le imprese che hanno sostenuto costi significativi a causa dei dazi USA dichiarati illegittimi. Tuttavia, questa opportunità è subordinata all’adozione immediata di azioni procedurali complesse e vincolate a termini perentori.
Chi esporta negli Stati Uniti e ha versato dazi USA ora dichiarati illegittimi non può permettersi di attendere: il momento di verificare la propria posizione e agire è adesso. Chi non ha ancora attivato le procedure rischia di vedere definitivamente precluso il diritto al rimborso, nonostante la sentenza favorevole.
Un ritardo anche di pochi giorni può compromettere in modo definitivo il diritto al rimborso.
Per questo è essenziale affidarsi a professionisti con competenze specifiche in materia doganale statunitense, in grado di gestire le procedure con la tempestività e la precisione richieste.
Leyton ha implementato sin dalla nomina di Trump a presidente una Task Force Customs per affiancare le aziende nazionali nella corretta gestione e pianificazione dei flussi di merci verso gli USA dalla prospettiva doganale.
Hai esportato negli Stati Uniti durante il periodo di applicazione dei dazi dichiarati illegittimi? Contatta i nostri esperti del dipartimento Tax, VAT and Customs arrow_outwardarrow_outwardI nostri articoli
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