Modello 231 e Sostenibilità: governance integrata e compliance strategica per le imprese

  • Di Alessia Faraci
    • 22 Gen 2026
    • read
  • Twitter
  • Linkedin
Team di lavoro studia il modello 231

Modello 231: Quadro normativo ed evoluzione

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo trova il proprio fondamento normativo nell’articolo 6 del D.Lgs. 231/2001, che prevede l’esclusione della responsabilità amministrativa dell’ente qualora sia dimostrata l’adozione e l’efficace attuazione di un modello idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi. Tale previsione implica non solo l’adozione formale del Modello 231, ma anche la sua concreta implementazione, il monitoraggio continuo e l’aggiornamento sistematico in funzione dei rischi specifici cui l’ente è esposto.

In questo contesto evolutivo, il Modello 231 ha progressivamente assunto il ruolo di strumento di governance integrata, allineato ai principi ESG (Environmental, Social, Governance). La sua struttura consente infatti di presidiare non solo i rischi penalistici tradizionali, ma anche quelli connessi alla sostenibilità ambientale, alla responsabilità sociale e alla qualità dei processi decisionali.

In particolare, l’integrazione della disciplina ambientale (D.Lgs. 152/2006) e della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) rappresenta un elemento imprescindibile per la solidità del Modello, imponendo agli enti una rigorosa analisi dei rischi, la definizione di procedure operative dedicate e l’adozione di sistemi di controllo interno idonei a prevenire violazioni normative.

L’integrazione delle tematiche ESG nel Modello 231 richiede un approccio metodologico strutturato e multidisciplinare, che coniughi competenze giuridiche, organizzative, ambientali e sociali. La fase iniziale consiste in una mappatura dei rischi condotta sui processi aziendali, volta a individuare le aree sensibili rispetto alla possibile commissione di reati ambientali, sociali o di governance.

Tale analisi deve essere dinamica e periodicamente aggiornata in funzione dell’evoluzione normativa, delle prassi di settore e delle trasformazioni operative dell’ente.

A valle della mappatura dei rischi, il Modello deve prevedere protocolli operativi specifici, comprensivi di procedure di controllo interno, sistemi di monitoraggio continuo, flussi informativi strutturati e strumenti di reporting coerenti con le esigenze dell’Organismo di Vigilanza.

Tali presìdi consentono di intercettare tempestivamente anomalie o comportamenti a rischio, garantendo un intervento immediato, tracciabile e documentato. La formalizzazione dei protocolli deve includere regolamenti interni, codici etici aggiornati, procedure operative, sistemi disciplinari proporzionati e programmi di formazione continua del personale.

Inquadramento ESG del Modello 231

Nel quadro dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance), il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 rappresenta uno strumento trasversale di integrazione della sostenibilità nella governance aziendale.

La dimensione Environmental è presidiata attraverso l’identificazione e la prevenzione dei rischi ambientali, il rispetto della normativa di settore e il controllo sistematico degli impatti generati dai processi produttivi.

La dimensione Social trova attuazione nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, nel rispetto dei diritti umani lungo l’intera catena del valore e nella promozione di una cultura aziendale fondata su formazione, responsabilità e inclusione.

La dimensione Governance, infine, si concretizza in sistemi di controllo interno efficaci, trasparenza decisionale, tracciabilità dei processi e responsabilizzazione degli organi aziendali, costituendo l’architrave del sistema di compliance e rendicontazione ESG.

L’adozione di tali strumenti non solo consente all’ente di beneficiare dell’esimente prevista dall’articolo 6 del D.Lgs. 231/2001, ma costituisce anche la base di una governance orientata alla sostenibilità e alla creazione di valore nel lungo periodo.

Sinergia normativa e prospettive del Modello 23

L’introduzione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), insieme alle ulteriori evoluzioni del quadro normativo europeo e nazionale in materia di sostenibilità, ha rafforzato il ruolo della rendicontazione ESG come strumento di trasparenza, accountability e valutazione delle performance aziendali. In tale scenario, risulta centrale l’integrazione strutturata delle tematiche di sostenibilità all’interno del Modello 231, al fine di garantire coerenza tra presìdi di compliance, strategie aziendali e obblighi di reporting non finanziario.

La funzione di governance è quindi chiamata a dotarsi di strumenti documentali, procedure interne e sistemi di reporting idonei a dimostrare non solo la conformità normativa, ma anche l’effettiva integrazione dei fattori ESG nei processi decisionali e operativi.

In questa prospettiva, il Modello 231 può fungere da infrastruttura organizzativa di supporto alla CSRD, assicurando la tracciabilità delle responsabilità, l’affidabilità dei dati rendicontati e la coerenza tra politiche aziendali, sistemi di controllo interno e obiettivi di sostenibilità dichiarati.

Il Modello 231 come leva strategica di governance e sostenibilità d’impresa

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001, originariamente concepito come strumento di prevenzione dei reati societari, si configura oggi come un elemento strategico di governance integrata e di sostenibilità d’impresa.

La sua evoluzione normativa e applicativa consente alle organizzazioni di allineare in modo sistematico la gestione dei rischi, la responsabilità sociale e la compliance ambientale, dando origine a un sistema di controllo interno strutturato e coerente con i principi ESG. In questa prospettiva, il Modello 231 assume il ruolo di framework abilitante per l’integrazione della sostenibilità nei processi decisionali e operativi, supportando l’impresa nell’affrontare le sfide normative, reputazionali e di mercato.

L’adozione di un modello efficace e costantemente aggiornato contribuisce a rafforzare la resilienza organizzativa, la qualità della governance e il rapporto fiduciario con gli stakeholder, favorendo la creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo.

Author

Alessia Faraci

Energy & Sustainability Analyst

I nostri articoli

Vedi altro arrow_forward
Dazi USA: colleghi ne parlano di Dazi usa
Task Force Customs: Dazi USA dichiarati illegittimi, ora è cor...

La Corte Suprema ha dichiarato illegittimi alcuni dazi USA, aprendo uno scenario rilevante per le...

Lavoratore si interroga sulla direttiva UE 2023 1971
L’efficienza energetica come infrastruttura strategica della t...

La Direttiva UE 2023/1971 sull’efficienza energetica ridefinisce obiettivi, obblighi e strumenti ...

Colleghi parlano del SIMEST
SIMEST e la “Rivoluzione USA”: un Piano da 28 Mili...

SIMEST e la "Rivoluzione USA": SIMEST e la Nuova "Misura USA": incentivi rafforzati dal 2026 Il p...

lavoratrice discute in merito alle nuove normative legate alla trasparenza salariale
Trasparenza salariale: le novità che emergono dalla bozza norm...

La trasparenza retributiva sta per diventare una leva concreta di gestione aziendale. La bozza de...