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Con l’approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, la Legge di Bilancio 2026 è entrata in vigore dal 1° gennaio 2026, rendendo operative le disposizioni che incidono sul mercato del lavoro, sul trattamento fiscale dei redditi da lavoro e sul costo del lavoro per le imprese.
Rispetto alle anticipazioni emerse durante l’iter parlamentare, il testo definitivo conferma alcune delle linee di intervento già delineate, introducendo al contempo modifiche puntuali alla struttura dell’IRPEF e concentrando l’azione normativa prevalentemente su misure fiscali selettive, in larga parte temporanee, collegate alla contrattazione collettiva e alla produttività.
Di seguito si analizzano le principali disposizioni effettivamente introdotte, evidenziando gli elementi di continuità e le differenze rispetto al quadro normativo precedente.
Come anticipato nelle fasi preparatorie della manovra, la Legge di Bilancio 2026 interviene sul tema del cuneo fiscale attraverso la leva fiscale. A differenza di quanto inizialmente ipotizzato, l’intervento non si limita esclusivamente a regimi agevolativi applicabili a singole componenti della retribuzione, ma comprende anche una rimodulazione degli scaglioni IRPEF, con effetti diretti sull’imposizione fiscale ordinaria dei redditi da lavoro dipendente.
Il testo definitivo della Legge di Bilancio 2026 modifica l’articolo 11 del TUIR, intervenendo sulla seconda aliquota IRPEF.
A decorrere dal periodo d’imposta 2026, la struttura degli scaglioni IRPEF risulta così articolata:
La riduzione di due punti percentuali dell’aliquota applicabile al secondo scaglione determina un alleggerimento dell’imposta lorda per i contribuenti collocati nella fascia di reddito intermedia. La nuova aliquota trova applicazione già in sede di determinazione delle ritenute operate dai sostituti d’imposta sulle retribuzioni corrisposte nel corso del 2026.
La norma prevede, inoltre, un meccanismo di compensazione per i contribuenti con redditi complessivi elevati, attraverso una riduzione delle detrazioni d’imposta spettanti per specifici oneri, al fine di neutralizzare il beneficio derivante dalla riduzione dell’aliquota.
In continuità con quanto anticipato, la Legge di Bilancio 2026 introduce un regime fiscale agevolato per gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
Per il periodo d’imposta 2026, gli aumenti di retribuzione riconosciuti in applicazione di contratti collettivi rinnovati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026 possono essere assoggettati a un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5%.
L’agevolazione spetta a condizione che:
Rispetto alla disciplina previgente, l’aumento contrattuale non è più integralmente soggetto a tassazione ordinaria.

Il testo definitivo conferma quanto anticipato in materia di premi di risultato e partecipazione agli utili d’impresa.
Per i periodi d’imposta 2026 e 2027, tali somme sono assoggettate a un’imposta sostitutiva pari all’1%, entro il limite massimo di 5.000 euro annui, nel rispetto dei requisiti previsti per la contrattazione collettiva di secondo livello.
La misura si inserisce in un quadro di continuità normativa, rafforzando il trattamento fiscale già applicabile alle componenti variabili della retribuzione.
Una delle novità introdotte nel testo definitivo riguarda l’imposizione fiscale delle indennità connesse a particolari modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.
Per il solo anno 2026, le somme erogate a titolo di:
potranno essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 15%, entro il limite massimo di 1.500 euro annui, a favore dei lavoratori con reddito complessivo non superiore a 40.000 euro.
Rispetto alle anticipazioni, la Legge di Bilancio 2026 non introduce modifiche strutturali alle soglie di esenzione dei fringe benefit, né interviene sulla disciplina dei buoni pasto.
Il quadro normativo rimane pertanto invariato, demandando alla contrattazione collettiva e alle politiche aziendali l’eventuale utilizzo degli strumenti di welfare.
Sul versante occupazionale, il testo definitivo non introduce nuovi esoneri contributivi generalizzati per le assunzioni a tempo indeterminato. La manovra garantisce la copertura finanziaria degli strumenti già esistenti, rinviando eventuali nuovi interventi a successivi provvedimenti normativi.

In materia di ammortizzatori sociali, la Legge di Bilancio 2026 prevede il rifinanziamento degli strumenti ordinari e straordinari di integrazione salariale, senza introdurre nuove tipologie di prestazioni o modifiche strutturali ai requisiti di accesso.
Anche sul fronte della conciliazione tra attività lavorativa e vita familiare, il testo definitivo conferma le misure già vigenti, senza introdurre ampliamenti significativi rispetto alle ipotesi inizialmente formulate.
Le principali agevolazioni fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 risultano strettamente collegate alla contrattazione collettiva, in particolare a quella di secondo livello, che assume un ruolo centrale ai fini della corretta applicazione delle misure.
La Legge di Bilancio 2026, nel testo definitivamente approvato, consolida un impianto normativo orientato a interventi selettivi sul lavoro, combinando una rimodulazione strutturale degli scaglioni IRPEF con misure fiscali temporanee su aumenti contrattuali, premi di produttività e indennità accessorie.
Rispetto alle anticipazioni, il quadro normativo definitivo presenta un assetto più definito e circoscritto, che richiede un’attenta analisi delle dinamiche retributive e contrattuali per una corretta applicazione delle disposizioni introdotte.
La Legge di Bilancio 2026 conferma un approccio prudente ma mirato agli interventi sul lavoro, privilegiando misure fiscali selettive e in larga parte temporanee rispetto a riforme strutturali di ampia portata. La rimodulazione degli scaglioni IRPEF rappresenta l’elemento di maggiore continuità nel medio periodo, mentre le agevolazioni su aumenti contrattuali, premi di produttività e indennità accessorie rafforzano il ruolo della contrattazione collettiva come leva centrale per l’ottimizzazione del costo del lavoro e del trattamento netto dei dipendenti. In questo contesto, la Legge di Bilancio 2026 richiede a imprese e operatori un’attenta lettura delle singole disposizioni e una gestione consapevole delle politiche retributive e contrattuali, al fine di cogliere le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo e garantirne una corretta applicazione.
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