DNSH: le nuove FAQ del MASE chiariscono adempimenti e regole per i progetti PNRR

  • Di Clarissa Giudici
    • 4 Dic 2025
    • read
  • Twitter
  • Linkedin
Team di tre colleghi che leggono le nuove FAQ del DNSH

Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata una componente imprescindibile delle politiche di investimento pubblico. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che sostiene la modernizzazione del Paese attraverso fondi europei, integra questo principio orientando interventi e riforme verso obiettivi ambientali misurabili. In questo contesto si inserisce il DNSH, Do No Significant Harm,un requisito centrale introdotto dalla Tassonomia UE per garantire che ogni progetto finanziato non arrechi un danno significativo all’ambiente.

La sua applicazione, tuttavia, ha generato dubbi operativi tra amministrazioni, imprese e progettisti, in particolare rispetto alla selezione delle schede tecniche, alla compilazione delle check-list e alla gestione dell’analisi dei rischi climatici.

Per rispondere a queste necessità, il 22 ottobre 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato nuove FAQ dedicate al DNSH, con l’obiettivo di chiarire aspetti interpretativi e uniformare le verifiche richieste ai progetti PNRR.

Che cos’è il principio DNSH

Il DNSH è un criterio di valutazione ambientale che richiede di verificare che un investimento non produca impatti negativi significativi su sei obiettivi ambientali fondamentali:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici
  • adattamento ai cambiamenti climatici
  • gestione sostenibile delle risorse idriche e marine
  • economia circolare
  • prevenzione e riduzione dell’inquinamento
  • tutela della biodiversità e degli ecosistemi

Il principio non è un mero adempimento formale: per dimostrare la conformità è necessario analizzare gli impatti potenziali lungo l’intero ciclo di vita dell’intervento, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla gestione operativa e alla dismissione, fornendo evidenze documentali coerenti.

Nel PNRR il DNSH è obbligatorio per tutti gli interventi, indipendentemente dal settore, dall’importo o dalla natura delle attività. Inoltre, non si esaurisce con il possesso delle autorizzazioni ambientali (come VIA o AUA), che certificano la conformità normativa ma non sostituiscono le verifiche DNSH previste dalla Tassonomia UE.

Le nuove FAQ del MASE: cosa chiariscono

Le FAQ approfondiscono la Guida Operativa DNSH, aggiornata con la Circolare MEF-RGS n. 22/2024, e forniscono indicazioni sulle modalità applicative del principio nell’ambito dei progetti PNRR. Tre sono i punti principali.

1.Mappatura delle misure e schede tecniche

La Guida associa ogni misura PNRR a specifiche schede tecniche DNSH. Le FAQ chiariscono che questa mappatura ha valore orientativo: spetta al soggetto attuatore verificarne l’effettiva pertinenza in base alle attività svolte, potendo integrare o escludere schede rispetto a quelle indicate. Ciò implica una valutazione puntuale del progetto, evitando applicazioni automatiche o non motivate.

2. Compilazione delle check-list

Le check-list sono lo strumento principale per dimostrare la conformità al DNSH. Le FAQ sottolineano che le risposte devono essere puntuali, motivate, e accompagnate da documentazione. Sono considerate insufficienti formulazioni generiche o prive di riferimenti. Tra gli errori più frequenti vengono segnalati l’assenza di allegati a supporto, la mancanza di riferimenti specifici, e l’utilizzo di schede tecniche non pertinenti.

3. Analisi dei rischi climatici

L’analisi dei rischi climatici è obbligatoria per verificare coerenza con l’obiettivo dell’adattamento. Le FAQ chiariscono che può essere impostata in forma semplificata per interventi sotto i 10 milioni di euro; oltre tale soglia, richiede un’analisi più approfondita, considerando scenari climatici, vulnerabilità e misure di mitigazione. Un vademecum dedicato fornisce indicazioni tecniche a supporto della redazione.

Il perimetro di applicazione del DNSH

Il DNSH si applica a tutti gli interventi finanziati dal PNRR, inclusi lavori infrastrutturali, acquisti di tecnologie, interventi di efficientamento e investimenti immateriali.

In alcuni casi, le misure prevedono non solo il rispetto del principio (Regime 2), ma anche un contributo sostanziale agli obiettivi climatici (Regime 1). La corretta individuazione del regime aiuta a definire quali schede tecniche applicare e quale documentazione predisporre.

Focus su alcune misure specifiche

Hydrogen Valleys (M2C2-I3.1)

Per i progetti dedicati alla produzione di idrogeno, le FAQ confermano che le schede individuate dalla Guida Operativa costituiscono un riferimento valido. Tuttavia, devono essere verificate caso per caso rispetto alle tecnologie previste e alle caratteristiche dell’intervento, potendo essere integrate o ridotte.

Fognatura e depurazione (M2C4-I4.4)

Per investimenti in rete fognaria e depurazione, le FAQ ribadiscono la non ammissibilità dell’incenerimento dei fanghi. Inoltre, eliminano l’obbligo di rispettare i requisiti energetici indicati dall’Allegato VI del Reg. UE 2021/241: il passaggio è dal Regime 1 al Regime 2, che richiede il solo rispetto del DNSH.

Resta necessaria una valutazione annuale delle emissioni di gas serra del sistema integrato rete-trattamento.

Implicazioni operative

Applicare correttamente il DNSH significa integrare il principio lungo tutto il ciclo di vita del progetto. La selezione delle schede tecniche deve essere motivata; le check-list devono riflettere le scelte progettuali e includere evidenze documentali; l’analisi dei rischi climatici va calibrata sul valore dell’intervento.

Un approccio superficiale può comportare la non ammissibilità della spesa, con conseguenze rilevanti per l’esito dei progetti. Per questo è essenziale un coordinamento continuo fra competenze tecniche e amministrative, così da garantire coerenza tra progettazione, esecuzione e rendicontazione.

Le nuove FAQ rappresentano un supporto prezioso per chi gestisce progetti PNRR: semplificano l’applicazione del DNSH, chiariscono i passaggi operativi e contribuiscono a prevenire errori documentali.

In un panorama eterogeneo come quello del PNRR, una guida aggiornata consente di affrontare gli adempimenti con maggiore consapevolezza, favorendo una transizione sostenibile e trasparente.

Comprendere a fondo i requisiti e attrezzarsi per rispondere in modo documentato è oggi fondamentale per garantire il buon esito degli investimenti e contribuire agli obiettivi ambientali europei.

Author

Clarissa Giudici

Innovation Consultant

I nostri articoli

Vedi altro arrow_forward
Dazi USA: colleghi ne parlano di Dazi usa
Task Force Customs: Dazi USA dichiarati illegittimi, ora è cor...

La Corte Suprema ha dichiarato illegittimi alcuni dazi USA, aprendo uno scenario rilevante per le...

Lavoratore si interroga sulla direttiva UE 2023 1971
L’efficienza energetica come infrastruttura strategica della t...

La Direttiva UE 2023/1971 sull’efficienza energetica ridefinisce obiettivi, obblighi e strumenti ...

Colleghi parlano del SIMEST
SIMEST e la “Rivoluzione USA”: un Piano da 28 Mili...

SIMEST e la "Rivoluzione USA": SIMEST e la Nuova "Misura USA": incentivi rafforzati dal 2026 Il p...

lavoratrice discute in merito alle nuove normative legate alla trasparenza salariale
Trasparenza salariale: le novità che emergono dalla bozza norm...

La trasparenza retributiva sta per diventare una leva concreta di gestione aziendale. La bozza de...