Programmazione 2021-2027 Regione Puglia: le nuove misure del secondo semestre 2023

  • Di Centro Studi
    • 10 Ott 2023
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Persone d'affari sedute ad un tavolo cooperano insieme.

La Programmazione della Regione Puglia introduce nuove misure per intensificare e rafforzare gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese pugliesi durante l’arco temporale 2021-2027. Le azioni previste hanno come principali obiettivi:

  • La creazione ed il consolidamento di start-up innovative;
  • Ampliare e garantire il consolidamento del sistema imprenditoriale delle PMI: alle imprese viene data la possibilità di essere accompagnate negli investimenti di reingegnerizzazione dei processi di lavoro e dei modelli di business, soprattutto se a sostegno di processi di innovazione e competizione. Rientrano anche i progetti inerenti nuove strategie di transizione ecologica ed economia circolare;
  • Garantire alle imprese l’accesso al credito con modalità semplificate e flessibili, cercando di promuovere maggiormente il microcredito per le microimprese.

La Programmazione della Regione Puglia

La prima delibera della Giunta Regione, che introduce un primo pacchetto di nuove misure, è quella datata 8 agosto 2023, n. 1216, e prevede i seguenti interventi:

TECNONIDI

La misura è rivolta alle piccole imprese che intendono avviare o sviluppare piani di investimenti a contenuto tecnologico. Si rivolge, pertanto, alle piccole realtà imprenditoriali innovative che contribuiscono ad aumentare la competitività, l’occupazione territoriale e ad accrescere la valorizzazione industriale del contenuto innovativo. La spesa minima ammissibile è di 25.000€, mentre, quella massima è di 250.000€.

Le aree di innovazione d’interesse sono:

  • Manifattura sostenibile;
  • Salute dell’uomo e dell’ambiente;
  • Comunità digitali, creative ed inclusive.

L’agevolazione prevista si concretizza in un contributo misto composto da un contributo a fondo perduto (contributo in conto impianti pari all’80% delle spese ammissibili) e da un mutuo a tasso agevolato.

NIDI

La misura offre supporto per l’avvio di una nuova impresa purché operi in settori ben definiti (manifatturiero, ristorazione, sanità ed assistenza, commercio, commercio elettronico, ecc.).

Possono presentare istanza anche le imprese costituite da meno di 6 mesi e quelle costituite da più di 6 mesi. Quest’ultime devono essere il risultato di un passaggio generazionale, di un rilevamento d’impresa in crisi, di impresa confiscata da parte dei dipendenti o di impresa beneficiari della misura “PIN”.

Anche in questo caso è previsto un contributo misto composto da un contributo a fondo perduto (fino al 100% delle spese ammissibili, purché l’investimento sia ricompreso tra un minimo di 10.000€ ed un massimo di 150.000€) e un mutuo a tasso agevolato.

È opportuno precisare che l’intensità dell’agevolazione varia non soltanto in base all’investimento attuato o da attuare, ma anche in riferimento alla tipologia del soggetto beneficiario;

Il secondo pacchetto di misure della Regione Puglia

Al precedente pacchetto si aggiunge anche quello introdotto dalla Delibera di Giunta Regionale n. 1145, datata sempre nello stesso giorno e prevede le seguenti misure:

CDP (CONTRATTI DI PROGRAMMA)

La finalità è quella di sostenere e promuovere gli investimenti delle imprese pugliesi in progetti di ricerca e sviluppo, purché siano attuati grazie alla stretta collaborazione tra una grande impresa ed una start-up o PMI.

In questo caso, l’investimento minimo richiesto dev’essere almeno pari a 5.000.000€ fino ad un massimo di 60.000.000€ per singolo contratto di programma.

L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto di intensità variabile, tenuto conto sia della tipologia di attività di ricerca svolta sia della dimensione d’impresa e del progetto. Si precisa che sono ammesse, se pur in determinati percentuali, anche diversi investimenti produttivi collegati a quello principale.

PIA (PROGRAMMI INTEGRATI DI AGEVOLAZIONE)

Rispetto alle altre misure, possono presentare istanza soltanto le piccole e medie imprese che investono in attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale ed innovazione tecnologica ed industriale. Rientrano, inoltre, interventi riguardanti i processi di digitalizzazione e in tema di transizione energetica ed ambientale.

L’investimento principale deve necessariamente riguardare progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale che possono essere integrati con altri progetti “accessori” (investimenti produttivi, progetti formativi, investimenti a favore della tutela ambientale, ecc.).

L’investimento e l’intensità dell’aiuto, nella forma del contributo a fondo perduto, varia a seconda della dimensione d’impresa e della tipologia di investimento (ad esempio, per le piccole imprese l’investimento minimo richiesto dev’essere pari a 1 milione di euro e massimo di 40 milioni di euro).

MINIPIA (PACCHETTI INTEGRATI DI AGEVOLAZIONE)

La misura si rivolge esclusivamente alle micro e piccole imprese purché l’investimento produttivo alla base riguardi le tecnologie abilitanti e di innovazione correlati ai temi della digitalizzazione e/o produzione dell’energia e/o dell’ecosostenibilità.  L’investimento deve necessariamente essere integrato con un progetto di innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e gestionale dell’impresa.

L’intero programma d’investimento può avere un importo complessivo compreso tra 30.000 € e 5 milioni di euro.

Anche in questo caso è previsto un contributo a fondo perduto che varia a seconda della dimensione d’impresa e alla tipologia di investimento;

PIA TURISMO (PROGRAMMI INTEGRATI DI AGEVOLAZIONE TURISMO)

Questa misura ammette la partecipazione di tutte le imprese, a prescindere dalla loro dimensionale aziendale, a patto che vengano effettuati investimenti in attività di ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione di immobili destinati o da destinarsi alle attività turistiche alberghiere per lo sviluppo di prodotti e servizi volti alla valorizzazione degli attrattori culturali e naturali del territorio.

Il programma integrato di agevolazione turismo deve essere necessariamente costituito da investimenti produttivi da integrare con investimenti di carattere digitale, tecnologico, energetico e di gestione dei rifiuti. L’impresa, in sintesi, accanto all’investimento principale deve affiancare anche un investimento che riguarda uno dei seguenti settori: innovazione, formazione e tutela ambientale.

L’investimento, per essere ammissibile, dovrà prevedere costi compresi tra 5 milioni di euro e 40 milioni di euro.

Il contributo previsto è a fondo perduto fino a 50% delle spese ammissibili.

In arrivo le pubblicazioni ufficiali

Tutte le nuove misure sopraelencate sono in prossima apertura nel secondo semestre 2023 e le relative informazioni sono state ricavate dalle delibere pre-informative approvate dalla Giunta Regione della Regione Puglia. Si attende, pertanto, la pubblicazione dei testi ufficiali che potrebbero confermare o modificare quanto già indicato.

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