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Il “caro energia” è diventato uno dei temi più discussi degli ultimi anni, con impatti profondi su famiglie, imprese e interi settori economici. L’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia, dovuto a una combinazione di fattori geopolitici, crisi di approvvigionamento e transizione energetica, sta mettendo sotto pressione le economie globali e accentuando le disuguaglianze sociali. In Europa, in particolare, la dipendenza da fonti energetiche esterne e l’incertezza legata alle forniture di gas naturale hanno reso evidente la fragilità del sistema energetico attuale. Mentre i governi cercano soluzioni per mitigare l’impatto di questa crisi, il caro energia si riflette su ogni aspetto della vita quotidiana, dal costo della bolletta elettrica fino all’aumento dei prezzi di beni e servizi. Questo articolo esplora le cause principali dell’incremento dei costi energetici, le sue ripercussioni sull’economia e le possibili soluzioni per fronteggiare una sfida che appare destinata a perdurare.
Il Consiglio dei Ministri ha emanato ad inizio settimana un decreto che proroga fino a settembre le misure contenitive legate ai prezzi di luce e gas. Lo stesso provvedimento fornisce nuove garanzie per le imprese che effettuano stoccaggi gas.
Il decreto prevede la dotazione di 2 miliardi di euro per portare a zero gli oneri di sistema, ovvero i costi sostenuti per mantenere l’infrastruttura della rete elettrica.
Per quanto riguarda il gas invece, sono previsti:
480 milioni per diminuire il tasso dell’Iva, 470 milioni per azzerare gli oneri di sistema ed un’ultima porzione di sostegni, che ammonta a 240 milioni, per gli scaglioni dei clienti, tipicamente famiglie e piccolo terziario che consumano fino a 5.000 metri cubi all’anno.
In linea con le raccomandazioni della Commissione Europea, la tassazione sugli extraprofitti delle società energetiche che importano e commercializzano gas è stata prorogata sino al 31 marzo 2023. Viene altresì estesa alle imprese dello stoccaggio, principalmente Stogit, Edison stoccaggio e Ital Gas Storage fino al 31 dicembre 2022 la garanzia finanziaria di Sace.
Tale società, appartenente al gruppo Cassa Depositi e Prestiti, ha per propria mission l’accompagnamento alle imprese italiane con specifici servizi assicurativi e finanziari. Questa misura era già prevista dal decreto Aiuti per le aziende danneggiate dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia. Viene quindi confermata l’utilità di tale provvedimento ed estesa fino alla fine dell’anno.

Sul mercato italiano le imprese che importano gas sono all’incirca 20. Oggigiorno tali operatori del mercato faticano a riempire gli stoccaggi e a causa dei prezzi di mercato elevati è arduo trovare la liquidità necessaria per comprare i volumi necessari. Da tale constatazione viene quindi l’intervento di Sace a garanzia dei crediti. Secondo Snam, leader di mercato delle stoccaggio gas in Italia grazie alla sua filiale Stogit, ogni giorno si riescono a stoccare 28 milioni di metri cubi di gas circa. La domanda è però ben superiore, poco sotto i 50 milioni di metri cubi di gas.
Questa disposizione governativa non riguarda invece le accise sui carburanti, alle quali fino al prossimo 8 luglio viene applicato uno sconto di circa 30 centesimi al litro.
Gli stoccaggi del gas sono quindi ora al centro di un incontro al ministero della Transizione ecologica tra il ministro Roberto Cingolani e i rappresentanti di alcune delle società importatrici di gas. Gli stoccaggi sono al momento pieni al 55% ma l’obiettivo è di raggiungere quota del 90% entro la fine dell’anno corrente.
Questa condizione è necessaria per prevedere un inverno coperto dalle forniture necessarie per famiglie ed imprese. Questo obiettivo risulta in ogni modo raggiungibile anche considerando il già anticipato taglio delle forniture di gas provenienti dalla Russia.
Riccardo Rastelli
Energy Business Developer – Leyton Italia
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