Patent box e startup: perchè è importante per gli investitori

  • Di Carla Bertamino
    • 22-11-2022
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Patent box per le startup

Come la fruizione del Patent Box può aiutare una start up a migliorare la valutazione economico-finanziaria agli occhi di possibili compratori

Nella fase di exit di una start up, per renderla appetibile al mercato degli investitori, è importante che tutte le caratteristiche economico finanziarie siano corrette e logicamente sensate tra di loro.

Bisogna partire dall’assunto che il compratore non guarda solo l’idea, il team, i ricavi, il profitto ma anche gli asset immateriali. Per asset immateriali si intendono quelle risorse dell’azienda non facilmente traducibili in termini finanziari, ma ugualmente capaci di creare valore. In quanto tali, possono essere oggetto di agevolazioni fiscali e non.

Ed è qui che interviene, ad esempio, il Patent Box. Grazie alle ultime modifiche normative, è attualmente la normativa più appetibile in termine di agevolazione fiscale.

Nel caso delle start up innovative, la percentuale della presenza di una proprietà industriale registrata è molto alta quindi è possibile accedere ad un regime fiscale altamente agevolativo.

Il Patent Box è un regime di tassazione agevolata che permette una parziale esenzione tributaria per i redditi che provengono dall’utilizzo, diretto o indiretto, di alcuni beni immateriali.

In particolare, il regime del Patent Box rappresenta un’agevolazione fiscale da valutare con attenzione per le Start up innovative che, per essere considerate tali, in alternativa all’impiego di personale altamente qualificato, devono aver sostenuto spese in ricerca e sviluppo e innovazione (pari al 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione) o devono essere titolari, depositarie o licenziatarie di almeno un brevetto oppure titolari di un software registrato.

Patent box per le startup

Le Start up innovative, pertanto, anche in considerazione dell’oggetto sociale che ex lege devono avere ad oggetto esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico, rientrano verosimilmente tra i soggetti potenzialmente beneficiari del regime agevolativo in esame.

Inoltre, l’opportunità di determinare direttamente il reddito agevolabile predisponendo a regime la Patent Box documentation, in alternativa alla dispendiosa e lenta procedura di ruling, deve considerarsi un ulteriore incentivo allo studio di fattibilità (e se del caso di predisposizione) di un dossier di Patent Box, così come avviene in materia di Transfer Pricing.

Il Patent Box è quindi un’agevolazione fiscale tutt’altro che desueta, specie per Start up innovative di nuova costituzione che concedono in uso o utilizzano direttamente nello svolgimento della loro attività uno o più beni immateriali agevolabili.

La fruizione del Patent Box è quindi molto importante perché il compratore quando “compra” una start up effettua una negoziazione vera e propria, basata su un multiplo: l’EBITDA (Earnings Before Interest Taxes Depreciation and Amortisation). Partendo da dati di bilancio, attua dei calcoli molto semplici e pagherà perciò X volte il valore dell’EBITDA. Ad esempio, se si fatturano 2 milioni e si ha un EBITDA di 200K, la vendita si concluderà con un valore che va tra le otto e le dieci volte quest’ultimo valore.

Un modo per poter aumentare questo valore quindi è collegato alla capacità di “migliorare” quanto più è possibile questo EBITDA. Inoltre, investendo in tecnologia e in costi legati alla proprietà industriale sarà possibile insistere con il “compratore” che la vendita aumenta di valore perché legata ad un investimento in “ricerca e sviluppo”.

Lo step successivo da parte del compratore, dopo l’analisi dell’EBITDA, è capire se questo è vero oppure è stato modificato e riadattato per la compravendita (ad esempio abbassare lo stipendio del socio per aumentare l’EBITDA). Quindi il compratore passerà alla manovra successiva che è la neutralizzazione dell’EBITDA, va a capire cioè se ci sono stati degli abbassamenti dei costi forzati e riporta, in base ai dati di mercato, il valore dell’EBITDA al suo standard.  

Nel caso in cui l’idea imprenditoriale non sia sostenibile da sola (ad esempio un’app già funzionante e che è richiesta sul mercato), il compratore può decidere di pagare solo la prima metà e terminare l’acquisto solo dopo che sono stati raggiunti gli obiettivi del secondo e terzo anno. In questo caso si chiama “deal earn-out” e anche qui interviene l’importanza di investire in costi di ricerca e sviluppo e di fruire del Patent Box (al netto della presenza di tutte le caratteristiche necessarie).

È quindi importante attuare tutte le strategie per poter rendere appetibile il proprio business. Non bisognerà fermarsi al know how interno, o alla semplice tecnologia, ma bisognerà insistere quanto più possibile sulla sostenibilità economica utilizzando tutti gli strumenti a proprio disposizione.

Carla Bertamino
Startup Consultant Coordinator – Leyton Italia

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Carla Bertamino

Startup Consultant Coordinator

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