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La Nuova Sabatini Green rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità nel panorama economico italiano, offrendo alle piccole e medie imprese l’opportunità di investire in tecnologie verdi e soluzioni innovative. Questa iniziativa, che si inserisce nell’ambito del programma di finanziamento governativo, mira a supportare la transizione ecologica delle aziende, incoraggiando l’adozione di pratiche più sostenibili e rispettose dell’ambiente. In questo articolo, esploreremo i dettagli della Nuova Sabatini Green, analizzando i benefici per le imprese, le tipologie di investimenti ammissibili e le modalità di accesso ai fondi, evidenziando così come questa misura possa contribuire a un’economia italiana più sostenibile e resiliente.
Con la Circolare Direttoriale n.410823 del 6 dicembre 2022 vengono prescritti i termini e le modalità di presentazione delle domande per la concessione dei contributi per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti ed attrezzature da parte delle PMI.
Attualmente, è già disponibile una misura analoga, ma la Nuova Sabatini Green si estende agli investimenti per la transizione ecologica prevedendo un contributo maggiorato pari al 30%. Nello specifico, si fa riferimento ad investimenti finalizzati a migliorare la sostenibilità di prodotti e processi produttivi, pertanto, è necessario munirsi di idonea certificazione ambientale di processo o di prodotto.
Inoltre, non è ammesso l’acquisto di componenti e/o impianti per i quali non potrà essere soddisfatto il requisito dell’autonomia funzionale. E’ utile precisare che le spese ammissibili possono riguardare soltanto l’acquisto, anche in leasing finanziario, di beni strumentali nuovi di fabbrica destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare.
La misura è accessibile a tutte le PMI purché, al momento della presentazione della domanda abbiano la sede legale, o un’unità locale, in Italia. Non si esclude, tuttavia, la possibilità di ammettere all’agevolazione anche imprese non residenti nel territorio italiano a condizione che, in un momento successivo, debbano obbligatoriamente dimostrare il possesso di almeno un’unità locale in Italia.
Rimane comunque esclusa la possibilità di adesione per le imprese operanti nei settori delle attività finanziare ed assicurative.
Per quanto riguarda il beneficio, invece, è concesso in forma di contributo in conto impianti, il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata massima di cinque anni e di importo equivalente all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al:
Per poter accedere al beneficio, quindi, è necessaria la sussistenza di un finanziamento deliberato da un soggetto finanziatore aderente alla convezione. Tale finanziamento è da stipularsi in un momento successivo alla presentazione della domanda e avere necessariamente le seguenti caratteristiche:
Si precisa che, il programma d’investimento dovrà essere avviato in un momento successivo alla presentazione della domanda e potrà fare riferimento esclusivamente ad un’unica unità locale. Pertanto, se l’impresa intende effettuare molteplici investimenti in plurime unità locali, dovrà presentare domanda per ognuna di esse.
Infine, in caso di accoglimenti dell’istanza e di concessione dell’agevolazione, i beni oggetto dell’investimento non potranno essere alienati, ceduti o distratti dall’uso produttivo previsto per i successivi tre anni dalla data di ultimazione del programma.
La domanda di agevolazione dev’essere compilata in formato elettronico a partire dal 1 gennaio 2023 e, unitamente alla documentazione richiesta, dovrà essere inviata a mezzo di posa elettronica certificata (PEC) agli indirizzi dei soggetti finanziatori aderenti alla convezioni. Il modello da utilizzare è allegato alla circolare di riferimento (allegato 1) e dovranno essere allegati (se necessario):
Nel caso in cui l’impresa proceda ad inoltrare la domanda con modalità diverse da quelle prescritte, si verificherà una causa di non procedibilità della domanda non sanabile.
Si prevede, in conclusione, un meccanismo triangolare per accedere al finanziamento agevolato tra l’azienda, il soggetto finanziatore, e il Ministero delle imprese e del Made in Italy.
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