Decreto Omnibus 2024: tutte le novità su fisco, investimenti e sostenibilità

  • Di Myriam Monteleone
    • 8 Mag 2025
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Un gruppo di consulenti che lavorano insieme in ufficio. Decreto Omnibus 2024

Il Decreto Omnibus 2024 si configura come un insieme articolato di misure strategiche, concepite per rafforzare la competitività del sistema economico, accelerare la transizione ecologica e digitale, e allineare la normativa nazionale alle più recenti direttive europee in materia di sostenibilità.

Presentato dal Governo il 5 febbraio 2025, il provvedimento ha seguito un lungo iter parlamentare, culminato con la conversione in legge nell’ottobre 2024 e l’introduzione di modifiche integrative nell’aprile 2025, con particolare enfasi sugli aspetti ESG.

Questo approfondimento esplora l’evoluzione del testo normativo (Legge n. 143/2024), concentrandosi sulle misure più rilevanti per cittadini, imprese e operatori istituzionali.

Il Decreto Omnibus 2024, approvato dal Governo italiano, segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema economico e l’allineamento alle normative europee in ambito fiscale, sostenibilità e transizione digitale.

Il pacchetto di misure, che include incentivi per le imprese, nuove normative sulla sostenibilità e una revisione delle politiche fiscali, ha l’obiettivo di creare solide basi per una crescita economica più inclusiva e sostenibile.

In questo articolo, esploreremo le principali novità e le implicazioni pratiche per cittadini e imprese.

Un intervento trasversale per lo sviluppo del Paese

Come suggerisce il termine “Omnibus”, il decreto racchiude una serie di disposizioni di diversa natura, pensate per rispondere in modo coordinato e tempestivo a questioni economiche, fiscali, sociali e ambientali. Si tratta di un provvedimento a tutto tondo, che tocca punti nevralgici come:

Il testo originario del 5 febbraio 2025: obiettivi e misure chiave

La versione iniziale del Decreto conteneva numerose misure significative, tra cui:

  • Transizione 5.0: avvio di un piano da 13 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, destinato a supportare la digitalizzazione e l’efficientamento energetico delle imprese;
  • Misure di ordine pubblico: inasprimento delle sanzioni per chi partecipa a blocchi stradali o ferroviari durante manifestazioni pubbliche;
  • Credito d’imposta per la ZES unica: potenziamento degli incentivi per gli investimenti nel Mezzogiorno;
  • IVA agevolata per lo sport dilettantistico: chiarimenti sull’applicazione dell’esenzione IVA per i corsi di sport invernali promossi da associazioni sportive;
  • Flat tax per nuovi residenti: ampliamento della soglia agevolata per attrarre capitali e competenze;
  • Recepimento delle normative ESG europee: prime misure di adeguamento agli standard di sostenibilità e rendicontazione.

Le modifiche approvate ad aprile 2025: cosa è cambiato

Durante l’iter parlamentare, conclusosi con la conversione in legge nell’ottobre 2024, il testo ha subito modifiche significative. Le principali novità includono:

  • Transizione 5.0: confermati gli incentivi, ma con requisiti più rigorosi. Per accedere al credito d’imposta automatico, le imprese devono dimostrare una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% sull’intero impianto, oppure del 5% sul singolo processo interessato;
  • Sicurezza pubblica: introdotte sanzioni penali più severe. I partecipanti a blocchi stradali o ferroviari rischiano fino a due anni di reclusione, oltre a multe fino a 10.000 euro;
  • Credito d’imposta ZES unica: aumento delle risorse complessive (+1,6 miliardi di euro) e obbligo di comunicazione integrativa all’Agenzia delle Entrate entro il 15 novembre 2024 per poter fruire dell’agevolazione;
  • Agevolazioni IVA per sport dilettantistico: confermata l’estensione dell’esenzione IVA ai corsi di sport invernali organizzati da enti sportivi dilettantistici;
  • Flat tax per nuovi residenti: raddoppio della soglia agevolata da 100.000 a 200.000 euro per i redditi prodotti all’estero, con l’obiettivo di rendere l’Italia più attrattiva fiscalmente per talenti e investitori.

Recepimento delle direttive europee in materia ESG

Uno degli assi principali del Decreto è il recepimento di due importanti direttive europee:

  • Direttiva (UE) 2022/2464 – CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive);
  • Direttiva (UE) 2024/1760 – CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive).

Le nuove disposizioni prevedono:

  • Estensione graduale degli obblighi di rendicontazione anche alle medie imprese non quotate;
  • Adozione di standard europei armonizzati per la reportistica di sostenibilità (ESRS);
  • Obbligo di integrare le informazioni ESG nella Relazione sulla gestione o in documenti separati, soggetti a verifica da parte di terzi indipendenti.

Meccanismo “Stop the Clock”: rinvii per l’adeguamento

Coerentemente con le raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea, il Decreto introduce il meccanismo “Stop the Clock”, che prevede:

  • Un rinvio di due anni per l’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione ESG per grandi imprese e PMI quotate;
  • Un rinvio di un anno per l’applicazione della Direttiva CSDDD.

Questa proroga ha l’obiettivo di concedere alle imprese italiane un margine temporale utile per strutturarsi, senza compromettere gli obiettivi di trasparenza, accountability e sostenibilità fissati a livello europeo.

Un decreto strategico per il futuro del Paese

Il Decreto Omnibus 2024, con la sua approvazione definitiva ad ottobre 2024 e le modifiche ESG di aprile 2025, rappresenta una delle riforme più rilevanti dell’attuale legislatura. Non si limita a introdurre incentivi e obblighi, ma delinea una visione a lungo termine per uno sviluppo più sostenibile, digitalizzato e competitivo.

Per imprese, cittadini e operatori del settore è cruciale:

  • Comprendere a fondo le opportunità offerte (in termini di agevolazioni fiscali, incentivi e investimenti);
  • Prepararsi con anticipo agli obblighi normativi, soprattutto in ambito ambientale e di governance.

In un contesto europeo sempre più integrato e regolamentato, adattarsi in tempo può fare la differenza tra resistenza passiva e crescita proattiva.

Author

Myriam Monteleone

Energy & Sustainability Analyst

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