Tecnologia Blockchain e fiscalità: vantaggi e prospettive future

Cosa succede quando una Disruptive Technology, come la Blockchain, viene applicata alla fiscalità e al tax credit?? Ce ne parla Riccardo Biasiotto in questo interessantissimo articolo.

MAY 12, 2021

12:00 AM

Di Riccardo Biasiotto

La roadmap tecnologica è da intendersi come la tecnica di pianificazione flessibile orientata al supporto della pianificazione strategica a lungo termine, attraverso il ricorso a soluzioni tecnologiche specifiche. Essa è in continua evoluzione ed è destinata ad avere un impatto sempre più prorompente nella nostra quotidianità.

Basti pensare, ad esempio, al modo in cui l’avvento di Internet ha rivoluzionato la comunicazione, rendendone i mezzi semplici, veloci, immediati e alla portata di tutti.

Dalla rivoluzione tecnologica dei mezzi esistenti allo sviluppo di nuove tecnologie, quello che viviamo oggi è un momento storico nel quale le cc.dd. distruptive tecnology si apprestano a condizionare gli aspetti più disparati della nostra vita. Tra queste, una in particolare appare destinata a  far parlare di sé con sempre maggiore intensità. Si tratta della tecnologia Blockchain, da intendersi quale database decentralizzato e condiviso da più nodi di una rete in cui le informazioni vengono criptate e rese immutabili all’interno dei diversi blocchi.

Dalla nascita di Bitcoin nel 2008 ad oggi, abbiamo assistito ad una diffusione senza precedenti dell’utilizzo di tale tecnologia, che ha trovato terreno fertile in una moltitudine di settori, pubblici e privati.

Lo scopo del presente articolo è quello di analizzare brevemente le modalità attraverso cui la Blockchain può essere (in futuro) impiegata nel vasto e complesso ambito della fiscalità e del tax credit.

All’interno della Blockchain, la validazione delle transazioni è affidata ad un meccanismo di consenso ripartito tra nodi distanti della rete, permettendo agli utenti di trarne un gran numero di benefici, che possono essere riassunti come segue:

  • Costi: la distribuzione del database all’interno della rete è potenzialmente in grado di ridurre i costi delle transazioni e dello storage dei dati;
  • Velocità: un network decentralizzato è più veloce e più versatile rispetto ad un sistema centralizzato;
  • Protezione: è impossibile, senza il meccanismo del consenso, alterare o modificare le informazioni presenti nel “ledger”, questo permette di avere dei dati protetti da possibili frodi;
  • Sicurezza: la struttura dei dati, la criptografia e la validazione delle informazioni permettono la trasparenza e sicurezza di ogni singola transazione.

Da tale sinossi emerge chiaramente che il potenziale della tecnologia Blockchain sia destinato ad oltrepassare i confini delle criptocurrencies, come testimoniato dalle nuove modalità applicative che stanno venendo alla luce in numerosi settori, tra cui quello governativo, in cui viene utilizzato nella gestione dei registri di proprietà dei beni, delle carte d’identità e dei registri sanitari.

Durante il World Economic Forum tenutosi a Davos nel 2016, più di 800 osservatori si sono interrogati sulla possibilità per i governi nazionali di riscuotere le tasse tramite la tecnologia Blockchain ed attualmente sono già in corso diversi studi aventi ad oggetto la sua applicazione sperimentale in ambito fiscale. Questi progetti, peraltro, vedono la collaborazione di diverse università.

Un simile processo potrebbe, ad esempio, essere sviluppato attraverso l’utilizzo di smart-contracts, alias contratti digitali attraverso i quali i contraenti definiscono i termini e le condizioni del contratto che – in ciò risiede la vera innovazione – viene trascritto in linguaggio informatico e salvato all’interno della Blockchain. Alla verificazione delle condizioni contrattuali, così come definite dalle parti e cristallizzate all’interno della rete, lo smart-contract è destinato a esplicare i suoi effetti automaticamente. Tale meccanismo permetterebbe di automatizzare altresì l’intero processo di riscossione delle tasse, rendendolo più efficiente e veloce soprattutto attraverso la rimozione di sistemi terzi che fungono da intermediari con le autorità centrali.

Attraverso l’introduzione di processi quali quelli sopra illustrati, l’era digitale è destinata a plasmare il mondo della fiscalità, conferendogli un formato del tutto diverso ed innovativo. Non solo, infatti, potremmo assistere ad una rivoluzione nel rapporto tra i contribuenti e le autorità statali, ma altresì allo sconvolgimento, in senso più tecnologico ed innovativo, delle modalità attraverso cui le dichiarazione dei redditi vengono presentate, le tasse pagate e le informazioni immagazzinate.

Se da un lato gli enti preposti al controllo fiscale stanno perseguendo l’obiettivo di raggiungere una maggiore efficienza e un maggior rispetto della normativa – attraverso l’analisi dei dati e delle informazioni sui contribuenti mediante l’utilizzo di strumenti digitali – dall’altro i contribuenti si aspettano che il processo di riscossione delle tasse diventi, di conseguenza, sempre più semplice e immediato. Per tali ragioni, la Blockchain rappresenta senza dubbio una delle più promettenti tecnologie idonee a raggiungere tali ambizioni, grazie alla sua capacità di trasmettere in tempo reale dati affidabili provenienti da diverse fonti e da un ampio numero di utenti, sotto la garanzia di un sistema che concilia sicurezza e trasparenza delle transazioni.

Riccardo Biasiotto
Business Innovation Analyst – Leyton Italia

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Riccardo Biasiotto

Business Innovation Analyst

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