Recovery Plan: un fondo sovrano pubblico-privato per la patrimonializzazione delle imprese

Per sostenere la crescita delle imprese una delle novità più interessanti è rappresentata dalla creazione di un Fondo Sovrano italiano pubblico-privato e di un Fondo di Fondi, volta a coinvolgere capitali privati e massimizzare l'impatto dei fondi pubblici. Ce ne parla Guido Micci.

APRIL 21, 2021

12:00 AM

Di Guido Micci

Ultimi passaggi prima della stesura definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che dovrà essere inviato alla Commissione europea entro il 30 aprile.

Tra le proposte avanzate per migliorare il Piano dalla commissione Bilancio della Camera e dalle commissioni Bilancio e Politiche europee del Senato, merita attenzione l’indicazione di stimolare l’afflusso di capitali privati sugli investimenti finanziati dal Recovery attraverso tre strumenti: l’utilizzo del Project financing, un Fondo Sovrano italiano, il coinvolgimento della BEI negli investimenti di CDP e delle banche.

RECOVERY PLAN, IL QUADRO DELLE RISORSE DA INVESTIRE PER LA CRESCITA DEL PAESE

Per il finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso le risorse del pacchetto Next Generation EU (NGEU) l’Italia può contare su:

  • 196,5 miliardi di euro, tra sovvenzioni (68,9 miliardi) e prestiti (127,6 miliardi) a valere sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF);
  • 13 miliardi di euro a valere sul programma REACT-EU, che assegna risorse supplementari, per gli anni 2021- 2022, alla Politica di coesione, allo scopo di rafforzare l’economia e l’occupazione nelle regioni maggiormente colpite dalla pandemia Covid-19, fungendo allo stesso tempo da ponte fra il ciclo 2014-2020 e il ciclo 2021-2027.

Nell’ambito degli interventi riconducibili al primo programma, il documento effettua una distinzione tra interventi “nuovi” ed interventi “in essere”.

Per interventi “in essere” si intendono le misure disposte da provvedimenti già emanati nel corso del 2020, a partire da febbraio e ad esclusione degli interventi adottati dalla Legge di Bilancio 2021. L’importo di questo tipo di interventi è indicato nella bozza di PNRR del Governo Conte in 65,7 miliardi.

Gli interventi “nuovi”, contenuti nel Piano, ammonterebbero complessivamente a 158,22 miliardi, di cui 145,22 miliardi relativi al programma RRF e 13 miliardi concernenti il programma REACT-EU. Concorrerebbero a formare questa categoria, sia gli interventi individuati con la Legge di Bilancio 2021 a valere sulle risorse europee, sia ulteriori misure ancora da individuare.

Il PNRR evidenzia, inoltre, che concorrono a formare l’ammontare degli interventi “nuovi” anche interventi per 21,2 miliardi a fronte dei quali nella legislazione vigente sono già stanziati i fondi necessari al relativo finanziamento, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC).

CAMERA, TRE PROPOSTE PER MASSIMIZZARE L’IMPATTO DEI FONDI PNRR

A partire da questo quadro finanziario, la relazione della commissione Bilancio della Camera suggerisce di prevedere un forte coinvolgimento dei privati attraverso l’utilizzo di strumenti che favoriscano l’apporto di ulteriori capitali per il raggiungimento degli obiettivi del Piano, anche attraverso l’utilizzo del Project financing.

I deputati suggeriscono inoltre di istituire un Fondo Sovrano italiano pubblico-privato e Fondo dei Fondi per favorire la patrimonializzazione delle imprese in cui possano confluire parte delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre al risparmio privato fiscalmente incentivato.

Ad avanzare questa proposta è stato il presidente della commissione di vigilanza sulla CDP, Sestino Giacomoni, che ha affermato: “In questo modo si invita il governo a potenziare le nuove forme di incentivazione fiscale del risparmio, in analogia con quanto previsto per i Piani individuali di risparmio (PIR), anche raddoppiando il tetto della somma massima investibile per persona fisica nei PIR ordinari. Due strumenti attraverso i quali gli italiani possano investire non più sul debito del Paese ma sulla crescita”.

La terza proposta avanzata nella relazione riguarda l’ipotesi di un coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti (BEI) ad iniziative di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e delle banche del territorio per fornire linee di finanziamento agevolato alle micro-imprese supportandole nella transizione ecologica e digitale.

SENATO, FONDO SOVRANO ITALIANO E FONDO DI FONDI

Nel capitolo relativo alla Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” del PNRR, la relazione delle commissioni Bilancio e Politiche europee del Senato prende in considerazione la possibilità di istituire un Fondo sovrano italiano pubblico-privato, finalizzato a favorire la patrimonializzazione delle imprese italiane.

A tal proposito, si legge nel documento, “si potranno potenziare forme di incentiva­zione fiscale del risparmio a medio-lungo termine investito in economia reale, in analogia con quanto previsto per i piani individuali di risparmio (PIR), anche aumentando il tetto della somma massima investibile per persona fisica nei PIR ordinari”.

Per ottimizzare l’uso delle risorse, alla luce del momento di crisi, la relazione suggerisce poi di considerare con attenzione alcuni aspetti, in particolare:

  • la struttura di erogazione delle risorse europee, facendo in modo che i tutti i fondi a disposizione abbiano un fattore comune al fine di ottimizzare metodi, procedure, tempi, facilitazioni nell’erogazione e quindi si potrebbe pensare alla struttura tipo Fondo di Fondi;
  • la necessità che il finanziamento delle politiche di cui al PNRR derivi da un mix di fondi a provenienza pubblica e privata;
  • la predisposizione di un quadro di regole in materia di crisi di impresa in cui trovi spazio anche la prospettiva di un raccordo tra composizione negoziale della crisi e supporto pubblico alla ristrutturazione di comparti o filiere industriali.

Guido Micci
Research&Service Specialist – Leyton Italia

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Guido Micci

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