Intelligent Industry: binomio tra mondo digitale e ingegneria

27-01-2022

Di Carlo Martelli

Possiamo senza dubbio affermare che è iniziata la nuova era dell’Intelligent Industry, in cui mondo fisico e virtuale convergono attraverso la tecnologia.

Stiamo parlando di una nuova era della digital transformation, un’evoluzione dell’Industry 4.0: ovvero di quello che rappresenta il successivo step rispetto all’attuale contesto e che ci accompagnerà senza indugi ad Industria 5.0.

Referenti di spicco dell’industria e della tecnologia, infatti, sottolineano come la crescente sinergia tra prodotti, software e servizi rappresenti la prossima grande opportunità di trasformazione per le organizzazioni.

L’Intelligent Industry consiste nel favorire le sinergie tra il mondo digitale e quello ingegneristico, consentendo alle aziende di creare prodotti, servizi e processi intelligenti su larga scala”, ha affermato Roshan Gya, Managing Director, Intelligent Industry di Capgemini.

ll rapido incremento di specifiche tecnologie come intelligenza artificiale (AI), Internet of Things (IoT), cloud, 5G e edge computing è fondamentale per guidare la prossima fase di trasformazione in tutti gli aspetti legati all’interazione con i clienti, alle operations, alla produzione industriale e alla supply chain.

Sono tutti elementi che rappresentano l’inizio di una nuova era per l’Intelligent Industry, che inevitabilmente ci proietterà ben oltre l’Industry 4.0.

Non parliamo soltanto di una sensazione o di un pensiero di pochi, ma si tratta di evidenze da parte di leader aziendali, imprenditori, esperti di tecnologia ed esponenti del mondo accademico, che ci indicano come lo sviluppo di tre aree chiave, quali software, connettività e semiconduttori, stia assolutamente riconfigurando le industrie tradizionali.

L’esperienza ci mostra come stanno ulteriormente evolvendo i processi aziendali con un forte incremento dei prodotti interconnessi grazie soprattutto a tecnologie come 5G ed edge.

Tutto ciò consente di applicare un insieme di processi che non era assolutamente immaginabile in un recente passato, l’autonomus driving  (veicoli a guida autonoma) e altri tipi di robot automatizzati, la gestione delle operations da remoto risultano essere sempre più la norma in un sistema che si indirizza inequivocabilmente al continuo cambiamento.

Si pensi ai digital twins che stanno attuando una energica e costante convergenza riducendo il divario tra sistemi virtuali e mondo fisico grazie a modelli real time che possono essere sistematicamente aggiornati e ottimizzati.

È indubbio che le organizzazioni (a più livelli) devono sfruttare il potenziale dei dati per far sì che il cammino già avviato verso l’Intelligent Industry abbia successo, conseguendo prodotti smart nuovi e differenziati, supply chain ancor più snelle ed efficienti e customer experience di qualità maggiore.

Per fare ciò, si necessita, però, di un ulteriore spinta all’innovazione che possa far registrare una continuità nel processo di evoluzione avviato in questi ultimi anni.

“Negli ultimi decenni, le organizzazioni si sono focalizzate su cambiamenti incrementali e sul potenziamento delle tradizionali efficienze operative, ma ritengo che questo approccio abbia fatto il suo corso. Presto sarà necessaria una trasformazione molto più profonda, che vedrà un utilizzo completamente nuovo delle tecnologie emergenti e provocherà la digitalizzazione della produzione e la reingegnerizzazione di interi processi”, ha dichiarato Börje Ekholm, President e CEO di Ericsson.

A ben vedere l’Intelligent Industry rappresenta la prossima generazione della trasformazione digitale, con diverse possibilità di innovazione per un futuro in cui progresso e sostenibilità vanno di pari passo.

Si tratta di un’occasione di sviluppo che per forza di cose dovrà tenere in debita considerazione una crescita che non potrà fare a meno di monitorare gli aspetti ambientali che mai come oggi si impongono come parametri fondamentali da cui non si può prescindere.

I 191,5 miliardi di euro attribuiti all’Italia nell’ambito del programma Next Generation Europe assumono una connotazione davvero importante. Le sei missioni del PNRR italiano implicano che le aziende e le Pubbliche Amministrazioni debbano progredire in maniera sostenibile così da fare registrare un cambiamento realmente contestualizzato alle esigenze attuali.

Considerando infine, come queste tematiche siano parte fondante dei piani di supporto alle aziende messi in atto da parte degli organi governativi (il PNRR è solo uno degli esempi in tal senso), risulta evidente come l’essere aperti a queste ulteriori opportunità possa rappresentare per tutto il mondo imprenditoriale (e non solo) un efficace strumento che ci permetterà di essere al passo con il cambiamento e di goderne appieno per un ulteriore miglioramento della realtà che ci circonda.

Carlo Martelli
Senior Business Developer – Leyton Italia