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Il governo ha approvato un Decreto Legislativo preliminare (cdm 7 agosto 2024) portante anche novità sulla territorialità ai fini del regime IVA degli eventi in streaming.
L’emergere degli eventi streaming ha rivoluzionato il panorama delle manifestazioni, consentendo a organizzatori e partecipanti di connettersi in modi nuovi e innovativi. Tuttavia, con la crescita di questa modalità, si è aperta anche una serie di interrogativi legati alla normativa fiscale, in particolare per quanto riguarda il regime IVA. Questo articolo si propone di analizzare le specificità del regime IVA applicabile agli eventi in streaming, esaminando le disposizioni normative vigenti, le differenze rispetto agli eventi tradizionali e le implicazioni fiscali per gli organizzatori. Attraverso un’analisi approfondita, forniremo indicazioni pratiche per garantire la conformità fiscale e ottimizzare la gestione degli eventi digitali.
In particolare, le attività culturali, artistiche, sportive etc. trasmesse in streaming o altrimenti rese virtualmente disponibili, si considerano effettuate nel territorio dello Stato – e, pertanto, assoggettate a regime IVA – se il committente non soggetto passivo IVA è domiciliato o residente (senza domicilio all’estero) in Italia.
Pertanto, la nuova disciplina fiscale deroga al principio secondo cui le sopramenzionate attività si considerano effettuate nel luogo in cui si svolge la manifestazione.
Inoltre, si evidenzia che per i servizi B2B relativi all’accesso a eventi, quando questi sono fruibili in modo virtuale, continuerà ad essere applicabile l’articolo 7-ter del DPR 633/72. Conseguentemente, il servizio dovrà essere assoggettato ad IVA nel luogo dove è situato il committente.

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