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La Maxi Deduzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, introdotta dall’art. 4 del D.Lgs. n. 216/2023 e prorogata fino al 2027 dalla Legge di Bilancio 2025, rappresenta un’arma strategica per le imprese che operano nel complesso e competitivo mondo degli appalti pubblici. Questa misura non solo stimola l’occupazione, ma offre un vantaggio fiscale concreto che può fare la differenza nella partecipazione alle gare, dove il prezzo non è più l’unico parametro decisivo.
La normativa prevede una maggiorazione del costo del personale deducibile per le nuove assunzioni a tempo indeterminato:
Esempio pratico: un’azienda che assume 10 nuovi dipendenti a tempo indeterminato con costo annuo lordo di €30.000 ciascuno, potrà dedurre fiscalmente €36.000 per lavoratore (€30.000 + 20% di maggiorazione). Questo si traduce in un risparmio fiscale che può essere utilizzato per finanziare nuove commesse o migliorare l’efficienza produttiva.
Sono ammessi:

Esclusi sono invece imprenditori agricoli con reddito agrario, società in liquidazione o in crisi irreversibile, e soggetti in regimi fiscali forfettari.
Per beneficiare della Maxi Deduzione, le aziende devono rispettare due condizioni fondamentali:
Non sono ammessi trasferimenti interni tra società dello stesso gruppo o conversioni di contratti a termine già esistenti. Per dimostrare il rispetto dei requisiti, è necessario predisporre:
Il D.Lgs. n. 36/2023 introduce un quadro normativo che valorizza l’equilibrio tra prezzo, qualità e sostenibilità nelle procedure di aggiudicazione. In questo contesto, la Maxi Deduzione del costo del lavoro (D.Lgs. 216/2023) si configura come uno strumento strategico per le imprese, con effetti diretti sulla competitività nelle gare d’appalto.
Tra i meccanismi di miglioramento della competitività, vi è l’ottimizzazione dei costi operativi: difatti, la deduzione fiscale del 120% (o 130% per categorie svantaggiate) riduce il peso del costo del lavoro sul reddito imponibile, consentendo di offrire ribassi migliori senza compromettere la redditività aziendale.
Questo aspetto è cruciale in un sistema dove il minor prezzo rimane un criterio ammesso, purché i costi della manodopera siano dichiarati separatamente e valutati per congruità. Inoltre, Le economie generate dalla deduzione possono essere reinvestite in:

La misura assume un’importanza ancora maggiore in un periodo di instabilità economica e crescita incerta. Le aziende si trovano a fronteggiare l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e della manodopera. In questo contesto, strumenti fiscali come la Maxi Deduzione consentono di ridurre l’impatto della tassazione sul costo del lavoro, incentivare l’assunzione di personale qualificato e migliorare la sostenibilità finanziaria dell’impresa nel lungo termine.
Per le aziende che operano negli appalti pubblici, sfruttare questa agevolazione non è più una scelta, ma una necessità strategica per rimanere competitive in un contesto normativo sempre più esigente. La capacità di ottimizzare i costi senza compromettere la qualità del lavoro e dei servizi offerti rappresenta il vero vantaggio competitivo per le imprese che vogliono affermarsi nel mercato degli appalti pubblici.
L’adozione della Maxi Deduzione può fare la differenza tra un’impresa che riesce a ottenere nuove commesse riducendo il costo fiscale effettivo del lavoro – facendo rimanere invariata la retribuzione lorda dei dipendenti – e offrendo ribassi strategici che non compromettono la sostenibilità economica dell’offerta. L’approccio vincente è quindi quello di integrare questa misura all’interno di una più ampia strategia di crescita e competitività aziendale, senza intaccare i margini di profitto degli appalti acquisiti.
In un mercato degli appalti sempre più orientato alla qualità e sostenibilità, la Maxi Deduzione rappresenta un’opportunità irrinunciabile. Un’impresa che partecipa a una gara d’appalto può utilizzare i risparmi fiscali derivanti dalla Maxi Deduzione per proporre un’offerta economicamente più vantaggiosa o migliorare gli aspetti qualitativi della propria proposta.
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