Task Force Customs: Dazi USA dichiarati illegittimi, ora è cor...
La Corte Suprema ha dichiarato illegittimi alcuni dazi USA, aprendo uno scenario rilevante per le...

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale, introduce un vasto pacchetto di misure fiscali e incentivi per sostenere la crescita economica e la modernizzazione del tessuto produttivo italiano. Con un totale di 973 commi, la manovra spazia dalla revisione delle aliquote IRPEF al rifinanziamento di strumenti storici, ma il vero pilastro per la competitività industriale è il nuovo Iperammortamento 2026-2028.
Una delle novità più significative è la limitazione del beneficio ai beni prodotti in Stati membri dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE):
L’articolo 1, commi 427-436, reintroduce la maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0. Questa misura sostituisce i precedenti regimi di Transizione 4.0 e 5.0, proponendo un meccanismo di deduzione fiscale potenziato ai fini IRES e IRPEF.
L’incentivo è applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Un aspetto fondamentale che dovrà essere chiarito dal decreto attuativo riguarda la data di avvio dell’investimento: dalle versioni non ancora approvate del decreto attuativo troverà applicazione l’art. 109 del TUIR. Rileverà, pertanto, la data di consegna o spedizione del bene e non quella dell’ordine.
In sintesi, l’iperammortamento 2026 agisce come un “turbo” applicato al motore degli ammortamenti aziendali: non cambia la destinazione del viaggio (la deduzione del costo), ma aumenta drasticamente la velocità con cui l’impresa può recuperare fiscalmente l’investimento, a patto che il carburante utilizzato (i beni acquistati) provenga interamente da raffinerie europee.

Una delle novità più significative è la limitazione del beneficio ai beni prodotti in Stati membri dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE):
Per quanto riguarda gli investimenti in energie rinnovabili, l’iperammortamento si estende agli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Per il fotovoltaico, l’agevolazione è limitata a moduli ad alta efficienza (superiore al 23,5% o 24%) prodotti in UE.
Per gli impianti FER, il decreto stabilisce che il dimensionamento non deve superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva. Sono inoltre fissati massimali di costo, come ad esempio 1.420 €/kW per piccoli impianti fotovoltaici e 900 €/kWh per i sistemi di accumulo.
L’iter per accedere al beneficio è gestito tramite la piattaforma informatica del GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Le imprese devono seguire tre passaggi obbligatori:
Sotto il profilo documentale, è necessaria una perizia tecnica asseverata redatta da ingegneri o periti industriali iscritti all’albo, che certifichi le caratteristiche dei beni e la loro interconnessione. Per investimenti inferiori a 300.000 euro, la perizia può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante. È inoltre richiesta una certificazione contabile per attestare l’effettivo sostenimento delle spese.
Il nuovo iperammortamento è cumulabile con altre agevolazioni finanziate con risorse nazionali o europee, a patto che il cumulo non superi il costo totale sostenuto. Tuttavia, è espressamente vietata la sovrapposizione con il credito d’imposta Transizione 4.0 relativo agli anni 2025-2026. In caso di cessione del bene agevolato o del suo trasferimento all’estero, il beneficio non si perde a condizione che l’impresa provveda alla sostituzione con un bene di pari o superiore livello tecnologico

Oltre all’iperammortamento, la Legge di Bilancio 2026 introduce altre misure rilevanti per cittadini e imprese:
La Legge di Bilancio 2026 rilancia l’iperammortamento come strumento centrale per sostenere investimenti, innovazione e competitività delle imprese. In un contesto più selettivo e regolato, pianificazione e corretta gestione degli incentivi diventano fondamentali per trasformare le agevolazioni in un concreto vantaggio fiscale.
I nostri articoli
Vedi altro arrow_forward
La Corte Suprema ha dichiarato illegittimi alcuni dazi USA, aprendo uno scenario rilevante per le...

La Direttiva UE 2023/1971 sull’efficienza energetica ridefinisce obiettivi, obblighi e strumenti ...

SIMEST e la "Rivoluzione USA": SIMEST e la Nuova "Misura USA": incentivi rafforzati dal 2026 Il p...

La trasparenza retributiva sta per diventare una leva concreta di gestione aziendale. La bozza de...