Legge di Bilancio 2026: le anticipazioni per il mondo del lavoro

  • Di Calogero Di Benedetto
    • 17 Dic 2025
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colleghi in riunione in ufficio che discutono la nuova Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 è in fase di esame parlamentare e, come ogni anno, rappresenta uno dei principali provvedimenti in grado di incidere sulle dinamiche del mercato del lavoro, sul costo del lavoro per le imprese e sulla busta paga dei dipendenti. Pur non essendo ancora approvata definitivamente, le bozze e le prime anticipazioni delineano una serie di interventi potenzialmente significativi in materia fiscale, contributiva e di welfare lavorativo. In attesa del testo finale, è possibile tracciare un quadro delle misure più rilevanti per lavoratori e datori di lavoro.

Riduzione del cuneo fiscale e revisione della tassazione sul lavoro dipendente

Uno dei nuclei principali della manovra riguarda la riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente. L’obiettivo è intervenire sul cuneo fiscale, vale a dire la differenza tra ciò che l’azienda paga e ciò che il lavoratore percepisce. Le anticipazioni indicano diversi interventi su più livelli.

Modifiche agli scaglioni IRPEF

Viene ipotizzata una revisione dell’aliquota applicata ai redditi intermedi, con una riduzione della seconda aliquota IRPEF. Questo intervento avrebbe effetto diretto sulle buste paga di una larga fascia di lavoratori, rendendo più leggero il peso dell’imposizione fiscale.

Detassazione dei premi di produttività

Tra le misure più discusse figura la riduzione dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato, che nelle ipotesi potrebbe scendere fino all’1% entro un tetto prefissato. La finalità è incentivare i contratti aziendali che collegano parte della retribuzione ai risultati, rendendo più conveniente per le imprese riconoscere premi variabili e allo stesso tempo aumentando il netto percepito dai dipendenti.

Agevolazioni fiscali sugli aumenti contrattuali

Sono previste misure che introducono un’imposizione fiscale agevolata sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. Questa agevolazione riguarda gli aumenti erogati nel biennio di riferimento ed è finalizzata a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori riducendo il peso fiscale sui nuovi minimi.

Detassazione delle indennità accessorie

Le bozze includono l’ipotesi di un’imposizione fiscale ridotta per alcune indennità tipiche del settore produttivo e dei servizi. Parliamo di indennità per lavoro notturno, straordinario, festivo o turni particolarmente gravosi. La misura mira a valorizzare prestazioni che spesso ricoprono un ruolo operativo essenziale.

Fringe benefit e buoni pasto

Un’altra anticipazione riguarda l’aumento della soglia di esenzione fiscale per i benefit aziendali. I buoni pasto digitali potrebbero vedere un incremento della quota esente da imposte, mentre i fringe benefit ordinari avrebbero margini più ampi per l’erogazione non tassata a favore dei dipendenti. Questa misura incentiverebbe le imprese a utilizzare strumenti di welfare aziendale flessibile.

Incentivi alle assunzioni e sgravi contributivi

Il secondo grande capitolo della manovra riguarda gli interventi diretti a sostenere l’occupazione. Anche in questo caso, le bozze delineano misure di continuità rispetto agli anni precedenti, ma con risorse e criteri aggiornati.

Esoneri contributivi per assunzioni stabili

Sono previsti fondi dedicati agli esoneri parziali dei contributi previdenziali dovuti dalle imprese per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026. L’esonero è destinato in particolare a favorire la stabilizzazione dei giovani, delle donne e dei lavoratori appartenenti a categorie con minori tassi di occupazione. In alcune aree territoriali potrebbe essere introdotto un esonero rafforzato, collegato alla promozione dello sviluppo locale.

Incentivi per la trasformazione dei contratti a termine

La manovra intende sostenere anche la conversione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, tramite sgravi contributivi specifici. La misura ha l’obiettivo di ridurre la precarietà e alleggerire il costo del lavoro in fase di trasformazione.

Contributi per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate

Potrebbero essere confermate o rimodulate misure territoriali a favore delle regioni con minori tassi di occupazione, attraverso incentivi economici per chi assume, con particolare attenzione alle fasce più giovani della popolazione lavorativa.

Ammortizzatori sociali e sostegno al reddito

Le anticipazioni della finanziaria comprendono un pacchetto di risorse destinato al rafforzamento degli strumenti di tutela del reddito.

Rifinanziamento degli ammortizzatori sociali

Le bozze prevedono stanziamenti aggiuntivi per strumenti come la Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria, destinati a sostenere imprese e lavoratori nei momenti di difficoltà produttiva o di crisi aziendale. L’obiettivo è garantire continuità negli strumenti di tutela già esistenti.

Proroghe di misure temporanee

Sono allo studio proroghe di misure specifiche in scadenza, tra cui interventi su percorsi lavorativi discontinui o su categorie con particolare fragilità occupazionale. Le proroghe hanno lo scopo di assicurare continuità e di evitare vuoti normativi nell’accesso ai trattamenti.

Conciliazione tra lavoro e vita familiare

Il tema della conciliazione rappresenta un altro pilastro della manovra, con interventi orientati a sostenere i lavoratori con figli.

Misure a favore delle lavoratrici madri

La bozza include agevolazioni per le madri lavoratrici con più figli, attraverso contributi, detrazioni o bonus collegati alla partecipazione al mercato del lavoro. Gli importi e i criteri saranno definiti nel testo definitivo, ma l’indicazione di fondo mira a sostenere la continuità occupazionale dopo la maternità.

Modifiche ai congedi parentali

Si valuta un ampliamento della flessibilità dei congedi parentali, sia in relazione al periodo fruibile sia alle modalità di retribuzione. L’intento è migliorare la conciliabilità tra esigenze familiari e orario di lavoro, rendendo i congedi più accessibili anche per i padri.

Misure legate alla contrattazione collettiva

La contrattazione collettiva, soprattutto quella di secondo livello, viene valorizzata attraverso una serie di agevolazioni fiscali collegate alla componente variabile della retribuzione.

Detassazione della contrattazione decentrata

La manovra propone di incentivare gli accordi aziendali e territoriali che prevedono premi di produttività, flessibilità organizzativa e strumenti di partecipazione dei lavoratori ai risultati aziendali. L’agevolazione fiscale su questi premi rappresenta un incentivo per le imprese a utilizzare strumenti retributivi variabili.

Detassazione di straordinari e indennità particolari

Alcune ipotesi prevedono aliquote ridotte per compensi collegati al lavoro straordinario e al lavoro notturno o festivo. Questi elementi retributivi, spesso essenziali in diversi settori produttivi, verrebbero così resi meno onerosi sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro.

Legge di Bilancio 2026: le priorità del prossimo futuro

In conclusione, le anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2026 mostrano le principali linee di intervento per il mondo del lavoro. Tra le novità più rilevanti ci sono la revisione dell’imposizione fiscale sul lavoro, incentivi per assunzioni stabili, potenziamento degli ammortizzatori sociali, misure per conciliare lavoro e famiglia e sostegno alla contrattazione aziendale. Nel complesso, la manovra traccia un quadro chiaro delle priorità che interesseranno lavoratori e imprese nel corso del 2026.

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Calogero Di Benedetto

Consulente del Lavoro

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