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Negli ultimi anni, il tema della sostenibilità è passato dall’essere una scelta etica o reputazionale a diventare un elemento strutturale dellastrategia aziendale. Anche per le Piccole e Medie Imprese (PMI), rendicontare gli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG) non è più un’opzione secondaria, ma una condizione sempre più richiesta da clienti, fornitori, banche e stakeholder pubblici.
Tuttavia, molte PMI faticano ad approcciarsi alla rendicontazione di sostenibilità, spesso a causa della complessità degli standard internazionali, della scarsità di risorse interne o della mancanza di know-how tecnico. Proprio per rispondere a questa esigenza, nasce il modello VSME (Voluntary Sustainability Measurement for Enterprises): uno schema semplificato, pensato per avviare un percorso di misurazione e comunicazione della sostenibilità in modo proporzionato, accessibile e progressivo.
Il VSME è un modello volontario di rendicontazione di sostenibilità sviluppato per le micro, piccole e medie imprese, con l’obiettivo di:
A differenza degli standard complessi come GRI o ESRS, lo schema VSME si basa su una logica di gradualità e accessibilità: parte da pochi indicatori chiave e lascia spazio alla personalizzazione.

Lo schema VSME rappresenta una soluzione concreta per le PMI che vogliono iniziare a misurare e comunicare la propria sostenibilità senza dover affrontare, da subito, la complessità delle normative europee.
I principali vantaggi sono:
Il Bilancio di Sostenibilità secondo lo schema VSME è suddiviso in quattro aree principali:
1. Identità aziendale
Include una descrizione sintetica dell’impresa: ragione sociale, sede, attività svolta, dimensioni, governance, valori aziendali. Questa sezione serve a fornire il contesto e a collocare l’azienda all’interno del proprio settore e mercato.
2. Analisi di materialità semplificata
L’azienda identifica i temi di sostenibilità più rilevanti per sé e per i propri stakeholder, tramite un’analisi qualitativa interna (non è richiesta una consultazione esterna formale). Alcuni esempi di temi materiali: gestione energetica, emissioni, sicurezza sul lavoro, parità di genere, governance etica.
3. Indicatori ESG semplificati
Questa è la parte centrale del bilancio. Lo schema VSME propone una griglia di indicatori minimi per ciascuna dimensione:
Ambiente (E):
Sociale (S):
Governance (G):
I dati sono richiesti in forma aggregata e facilmente reperibile, senza obbligo di audit esterni.
4. Impegni e roadmap di miglioramento
Questa sezione permette all’azienda di definire obiettivi di sostenibilità concreti, anche di breve periodo. Ad esempio: ridurre del 10% i consumi energetici in due anni, avviare un piano di formazione, adottare una policy ESG entro l’anno. Questo orienta l’azione futura e dimostra un impegno progressivo e verificabile.

Anche se non è obbligatorio, il bilancio VSME è perfettamente allineato al principio di doppia materialità richiesto dalla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che entrerà in vigore per molte grandi imprese a partire dal 2025, ma che avrà ricadute anche sulle PMI fornitrici. Anticipare il percorso con uno schema semplificato può quindi:
Il Bilancio di Sostenibilità secondo il modello VSME è uno strumento accessibile, concreto e strategico per le PMI italiane che vogliono iniziare a misurare e raccontare il proprio impegno verso un’economia più responsabile. Non si tratta solo di adempiere a una richiesta formale, ma di attivare un processo interno di consapevolezza, miglioramento continuo e dialogo con il mercato.
Investire oggi nella rendicontazione, anche in forma semplificata, significa costruire una reputazione solida, attrarre clienti consapevoli, facilitare l’accesso a nuove opportunità e prepararsi alle evoluzioni normative in arrivo.

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