I software compresi nell’iperammortamento: guida completa all’agevolazione fiscale 2026

  • Di Alberto Baroni
    • 5 Feb 2026
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gruppo di lavoro si interroga sull'iperammortamento

L’iperammortamento rappresenta uno degli strumenti fiscali più incisivi messi a disposizione delle imprese italiane per sostenere gli investimenti in tecnologie avanzate, digitalizzazione e innovazione dei processi produttivi. Nato con l’obiettivo di accompagnare il sistema industriale verso i paradigmi dell’Industria 4.0, il meccanismo è stato progressivamente affinato nel tempo attraverso i piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0.

Con la Legge di Bilancio 2026, l’iperammortamento viene nuovamente rilanciato e reso operativo per gli investimenti effettuati nel periodo 1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028, confermando un’impostazione strategica: non solo beni materiali ad alta tecnologia, ma anche beni immateriali, in particolare software e soluzioni digitali, purché funzionali alla trasformazione e all’integrazione dei processi aziendali.

Cos’è l’iperammortamento

L’iperammortamento consente alle imprese di maggiorare il valore fiscalmente ammortizzabile dei beni strumentali acquistati o acquisiti in leasing. In termini concreti, questo si traduce in una riduzione del carico fiscale superiore al costo effettivamente sostenuto per l’investimento, rendendo economicamente più vantaggiosa l’adozione di tecnologie innovative.

La normativa vigente prevede differenti aliquote di maggiorazione, articolate in base all’ammontare complessivo dell’investimento:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 50% per investimenti compresi tra 10 e 20 milioni di euro.

Questa struttura progressiva mira a favorire sia le PMI sia le realtà industriali di maggiori dimensioni, incentivando investimenti scalabili e mirati.

I software agevolabili nell’iperammortamento

Nel perimetro dell’iperammortamento rientrano esclusivamente quei software che presentano specifiche caratteristiche tecniche di interconnessione, automazione e integrazione con i processi produttivi aziendali. Si tratta, quindi, di beni immateriali considerati strumentali alla trasformazione digitale dell’impresa, così come definiti dall’Allegato B della normativa di riferimento.

Il principio guida è chiaro: il software non è agevolabile in quanto tale, ma per il ruolo attivo che svolge nell’evoluzione tecnologica del sistema produttivo.

Tipologie di software inclusi

In linea generale, rientrano nell’iperammortamento le seguenti categorie di software:

  • Software per la progettazione e la simulazione come strumenti CAD, CAE e soluzioni di modellazione digitale avanzata;
  • Software per la gestione dei processi produttivi tra cui sistemi MES (Manufacturing Execution Systems) e SCADA;
  • Software per la logistica e la gestione del magazzino quali i WMS (Warehouse Management Systems);
  • Software per la sicurezza informatica industriale dedicati alla protezione delle infrastrutture digitali e dei sistemi di produzione;
  • Software basati su intelligenza artificiale e machine learning applicati all’ottimizzazione dei processi produttivi, alla manutenzione predittiva e al controllo qualità.

Tutte queste soluzioni devono essere tecnologicamente avanzate, capaci di dialogare con altri sistemi aziendali (ERP, macchinari, impianti produttivi) e di contribuire in modo misurabile alla digitalizzazione dei processi.

Requisiti tecnici di ammissibilità

Non tutti i software possono accedere automaticamente all’agevolazione. Affinché un bene immateriale sia considerato ammissibile, devono essere soddisfatti precisi requisiti tecnici:

  • Interconnessione con il sistema informativo aziendale o con le linee e gli impianti produttivi;
  • Funzionalità di automazione, monitoraggio o controllo dei processi;
  • Integrazione dei dati industriali, con impatto diretto sull’efficienza e sulla digitalizzazione dell’attività produttiva.

Restano quindi esclusi dall’iperammortamento i software gestionali di base o le applicazioni non integrate con l’operatività produttiva automatizzata.

Iperammortamento: software esclusi e principali criticità

Il perimetro applicativo dell’iperammortamento presenta ancora alcune aree di attenzione:

  • i software “general‑purpose”, se non direttamente collegati ai processi produttivi, rischiano di non essere considerati agevolabili;
  • i software in cloud erogati in modalità SaaS sono oggetto di interpretazioni e richieste di chiarimento, poiché l’assenza di riferimenti normativi puntuali può generare incertezze applicative.

In questi casi, l’analisi tecnica e documentale diventa determinante per valutare l’effettiva ammissibilità dell’investimento.

Iperammortamento 2026: una leva fiscale strategica

L’iperammortamento 2026 si conferma come una leva fiscale strategica per le imprese che scelgono di investire in tecnologie digitali avanzate, includendo anche i software, a condizione che siano realmente integrati nei processi produttivi e abilitino interconnessione, automazione e innovazione.

In conclusione, si può quindi affermare che possono rientrare nell’agevolazione:

  • software di progettazione e simulazione digitale;
  • sistemi MES e SCADA;
  • soluzioni per la logistica e il magazzino (WMS);
  • software di cybersecurity industriale;
  • applicazioni di intelligenza artificiale per la produzione.

Per una corretta e sicura applicazione dell’iperammortamento, è sempre opportuno procedere a una valutazione puntuale caso per caso, con il supporto di un consulente fiscale o di uno specialista in incentivi alla digitalizzazione, verificando requisiti tecnici, documentazione e interpretazioni normative aggiornate.

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Alberto Baroni

Business Partner

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