Dazi USA: implicazioni e aggiornamenti recenti per le imprese

  • Di Andrea Belvedere
    • 9 Apr 2025
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Consulente tax lavora in un ambiente ben illuminato.

Nuove misure protezionistiche dell’amministrazione Trump

Le scelte protezionistiche dell’amministrazione Trump si concretizzano con l’introduzione di nuovi dazi USA. Le misure colpiscono non solo il settore della moda, mobili, legno, metalli, gioielleria e occhialeria, ma anche prodotti farmaceutici, di rame, semiconduttori, legname, materiali critici e prodotti energetici. Questi articoli si aggiungono a quelli già soggetti ai dazi USA in modo autonomo, come alluminio, acciaio, auto e componentistica per auto.

Dazi USA: le nuove aliquote

Ai sensi dell’Ordine Esecutivo del Presidente Trump emanato il 2 aprile, relativo ai dazi reciproci, i prodotti EU esportati verso gli USA sconteranno la seguente imposizione daziaria:

  • Acciaio e alluminio: 25% (già dal 12 marzo 2025)
  • Auto e camion leggeri: 25% (dal 3 aprile 2025)
  • Componenti per auto e camion: 25% (dal 3 maggio 2025)
  • Su tutti gli altri prodotti: dazio del 20% (dal 9 aprile 2025) – esclusi quelli di cui al CII dell’E.O. del 2 aprile

Impatto dei dazi USA sul settore agroalimentare

Secondo Coldiretti, la politica daziaria di Trump avrà un impatto anche sul settore agroalimentare. Coldiretti stima un impatto su 7,8 miliardi di export verso gli USA. Un dazio del 25% sulle esportazioni italiane potrebbe:

  • Alimentare la spirale inflazionistica negli USA
  • Costare ai consumatori americani fino a 2 miliardi di euro in più

Consulente tax lavora in un ambiente ben illuminato.

Possibili scenari per minimizzare l’impatto dei dazi USA

Diventa vitale per le imprese italiane individuare e utilizzare strumenti normativi per ridurre gli impatti delle politiche economiche USA.

Di seguito si riepilogano le strategie disponibili.

Scenario A – Interventi in Italia

Obiettivo: minimizzare o neutralizzare i dazi in importazione nell’Unione Europea per semilavorati e materie prime, e contenere i costi di produzione.

A) Regimi sospensivi

Le aziende italiane possono adottare regimi sospensivi per neutralizzare i dazi UE su semilavorati e materie prime importate. La normativa doganale UE consente l’ingresso di merci per lavorazione o stoccaggio senza applicazione di dazi e IVA. I prodotti finiti potranno così essere esportati con maggiori marginalità.

B) Operatori Economici Autorizzati (AEO)

Ottenere la qualifica AEO (Authorized Economic Operator) permette:

  • Riduzione dei controlli delle autorità doganali
  • Gestione semplificata dei regimi sospensivi
  • Agevolazioni nei paesi con accordi di reciprocità, inclusi gli USA

Ulteriori benefici per gli AEO comprendono:

  • Autovalutazione doganale
  • Iscrizione nel registro del dichiarante, che elimina un passaggio doganale
  • Sdoganamento centralizzato a livello Europeo

Grazie a queste semplificazioni, le aziende ottengono risparmi economici significativi e tempi di consegna ridotti.

Scenario B – Interventi negli USA

Obiettivo: ridurre la base imponibile doganale sui prodotti importati negli USA.

Valore dichiarato in dogana e “First Sale Price”

Le aziende dovranno concentrarsi sul valore doganale dichiarato. Una strategia utile è il “first sale price for export”, che consente di calcolare i dazi in base alla prima vendita nella catena commerciale.

Poiché il prezzo della prima vendita è più basso, i dazi vengono calcolati su un valore inferiore, con:

  • Riduzione dei costi doganali
  • Sterilizzazione dell’impatto dei nuovi dazi

Questa strategia è applicabile anche a prodotti italiani realizzati in Cina, destinati al mercato USA.

Consulente tax lavora in un ambiente ben illuminato.

La risposta delle aziende italiane

Le nuove tariffe USA rappresentano una sfida importante per le imprese italiane ed europee, ma risulta sempre più necessaria una pianificazione strategica per:

  • Neutralizzare i dazi non dovuti
  • Ridurre la base imponibile doganale

Author

Andrea Belvedere

Head of Tax

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