Task Force Customs: Dazi USA dichiarati illegittimi, ora è cor...
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Le scelte protezionistiche dell’amministrazione Trump si concretizzano con l’introduzione di nuovi dazi USA. Le misure colpiscono non solo il settore della moda, mobili, legno, metalli, gioielleria e occhialeria, ma anche prodotti farmaceutici, di rame, semiconduttori, legname, materiali critici e prodotti energetici. Questi articoli si aggiungono a quelli già soggetti ai dazi USA in modo autonomo, come alluminio, acciaio, auto e componentistica per auto.
Ai sensi dell’Ordine Esecutivo del Presidente Trump emanato il 2 aprile, relativo ai dazi reciproci, i prodotti EU esportati verso gli USA sconteranno la seguente imposizione daziaria:
Secondo Coldiretti, la politica daziaria di Trump avrà un impatto anche sul settore agroalimentare. Coldiretti stima un impatto su 7,8 miliardi di export verso gli USA. Un dazio del 25% sulle esportazioni italiane potrebbe:

Diventa vitale per le imprese italiane individuare e utilizzare strumenti normativi per ridurre gli impatti delle politiche economiche USA.
Di seguito si riepilogano le strategie disponibili.
Obiettivo: minimizzare o neutralizzare i dazi in importazione nell’Unione Europea per semilavorati e materie prime, e contenere i costi di produzione.
A) Regimi sospensivi
Le aziende italiane possono adottare regimi sospensivi per neutralizzare i dazi UE su semilavorati e materie prime importate. La normativa doganale UE consente l’ingresso di merci per lavorazione o stoccaggio senza applicazione di dazi e IVA. I prodotti finiti potranno così essere esportati con maggiori marginalità.
B) Operatori Economici Autorizzati (AEO)
Ottenere la qualifica AEO (Authorized Economic Operator) permette:
Ulteriori benefici per gli AEO comprendono:
Grazie a queste semplificazioni, le aziende ottengono risparmi economici significativi e tempi di consegna ridotti.
Obiettivo: ridurre la base imponibile doganale sui prodotti importati negli USA.
Valore dichiarato in dogana e “First Sale Price”
Le aziende dovranno concentrarsi sul valore doganale dichiarato. Una strategia utile è il “first sale price for export”, che consente di calcolare i dazi in base alla prima vendita nella catena commerciale.
Poiché il prezzo della prima vendita è più basso, i dazi vengono calcolati su un valore inferiore, con:
Questa strategia è applicabile anche a prodotti italiani realizzati in Cina, destinati al mercato USA.

Le nuove tariffe USA rappresentano una sfida importante per le imprese italiane ed europee, ma risulta sempre più necessaria una pianificazione strategica per:

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