Innovazione in campo green, economia circolare e sostenibilità: elementi decisivi per la crescita e lo sviluppo delle imprese

Nonostante sia spesso visto come un costo, l’approccio green rappresenta uno dei fattori più d’impatto sul futuro del pianeta e lo sviluppo delle imprese. Daniele Reale ci offre una panoramica sul tema.

AUGUST 28, 2020

12:00 AM

Di Daniele Reale

Come mai in un momento così delicato per l’economia ci troviamo spesso a parlare di innovazione in campo greeneconomia circolare e sostenibilità? Le motivazioni sono più di una: scandali che dimostrano come alcune aziende abbiano sfruttato e danneggiato irreparabilmente l’ambiente, normative che diventano sempre più rigide, consumatori sempre più sensibili, consapevoli e attenti a ciò che acquistano.

Oggi sono molte le aziende che hanno deciso di orientare le proprie scelte verso uno sviluppo sostenibile, impegnandosi a ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive con la conseguente modifica di prodotti e processi. Se poi si considera l’intera filiera produttiva, l’innovazione diventa la chiave per ottenere vantaggi indiscutibili. La trasformazione verso il green si sta rivelando non solo un punto di forza comunicativo che ha impatto sulla reputazione di un brand, aumentandone la visibilità e il bacino di utenza, ma è anche un percorso lungo la riduzione di costi e rischi e verso modelli di business più all’avanguardia.

La sostenibilità è diventata a pieno titolo una delle discriminanti dell’innovazione. Tra le varie imprese che hanno deciso di adottare questo modello spiccano gli “innovatori green”: aziende che hanno investito in un reparto di Ricerca&Sviluppo molto più strutturato rispetto alla media e con figure altamente specializzate, che col tempo stanno acquisendo sempre più centralità all’interno della struttura.                        

Per le PMI invece è più difficile implementare un processo sostenibile, se non collaborando con altri soggetti, come clienti che motivano ed indirizzano lo sforzo innovativo, piuttosto che fornitori che forniscono ai propri stakeholder sia gli input che i beni necessari al ciclo produttivo.

L’economia circolare è strettamente legata al tema della sostenibilità. Oggi ci troviamo di fronte ad un aumento della domanda di materie prime che si scontra con una scarsità dell’offerta. L’economia circolare può sopperire a questa mancanza proponendo soluzioni di produzione e consumo che implichino la condivisione, il prestito, il riutilizzo, il ricondizionamento e il riciclo di materiali e prodotti per allungarne il ciclo vitale, contribuendo anche alla riduzione di rifiuti. Un prodotto arrivato al termine della propria vita può essere scomposto e reintrodotto, nel limite del possibile, in un nuovo ciclo produttivo, generando ulteriore valore. 

Questo è il motivo per il quale i principi dell’economia circolare contrastano con il modello economico lineare, che invece è fondato sul tipico schema di estrazione, produzione, utilizzo e smaltimento.

La diagnosi di sostenibilità è utile al fine di optare per questo cambio di mentalità e per permettere ad un’azienda di aderire ad un progetto di crescita efficiente. La diagnosi consente infatti di fotografare lo status quo e di valutane l’impatto ambientale, mettendo successivamente in atto le azioni necessarie a ridurlo e fornendo una stima del grado di circolarità del processo produttivo. Il vantaggio per l’azienda diventa molteplice, coinvolgendo la sfera economica, quella relativa al percepito e soprattutto quella della competitività sui mercati regionali, nazionali e internazionali.
Se l’esaurimento delle fonti non rinnovabili e la condizione in cui versa il nostro ambiente non riescono ad essere il motore principale di questo cambiamento per molte aziende, forse potrebbero esserlo l’abbattimento dei costi e l’aumento di marginalità che ne deriverebbe.  

Autore

Daniele Reale

Inside Business Support - Specialista in Economia Circolare

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