ETS Innovation Fund: l’importanza del supporto pubblico per raggiungere la carbon neutrality

L’ETS Innovation Fund rappresenta uno degli elementi chiave per il raggiungimento degli obiettivi strategici di neutralità climatica. In questo articolo, Giuseppe Mele ci spiega di cosa si tratta e di come consentirà al nostro settore industriale di diventare più sostenibile.

OCTOBER 5, 2021

12:00 AM

Di Giuseppe Mele

Gli effetti del riscaldamento globale sono ormai sotto gli occhi di tutti. In questo contesto, un aspetto fondamentale per superare le attuali criticità è costituito dalla capacità del nostro sistema industriale di evolvere e innovare verso modelli produttivi e tecnologie che riducano l’impatto diretto e indiretto delle emissioni inquinanti.

Per promuovere e accelerare tale processo di trasformazione, la Commissione Europea e gli Stati Membri hanno definito una serie di obiettivi strategici per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, così come contenuto nella comunicazione della Commissione Europea “A clean planet for all”.

Per passare dalla strategia alla pratica, negli ultimi tempi sono stati implementati diversi strumenti per supportare tali processi di trasformazione e l’ETS Innovation Fund rappresenta uno degli elementi chiave per il raggiungimento degli obiettivi strategici di neutralità climatica.

Tale programma opera in un’ottica sinergica e integrata con altri strumenti e programmi europei, come ad esempio il Green Deal Europeo, i cui obiettivi sono divenuti vincolanti dalla legge europea sul clima approvata lo scorso 28 giugno, o il pacchetto “Fit for 55” approvato lo scorso luglio, attraverso il quale l’UE intende rendere concrete le politiche in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità al fine di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

L’ETS Innovation Fund è il programma di finanziamento della DG CLIMATE della Commissione Europea che ha l’obiettivo di ridurre i rischi economici e tecnologici nell’implementazione delle strategie di decarbonizzazione delle aziende e ha un budget complessivo di 10 miliardi euro, finanziati dalle risorse del sistema di scambio di quote di emissione (EU ETS).

Il meccanismo di supporto è focalizzato principalmente su industrie energy-intensive, energie rinnovabili, sistemi di immagazzinamento dell’energia, sistemi per la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio della CO2 (CCUS).

In tale contesto è doveroso sottolineare l’importanza fondamentale del supporto pubblico per sostenere la realizzazione degli obiettivi di carbon neutrality, che non rappresentano solo dei meri obiettivi politici ma un elemento chiave per garantire la sostenibilità della società in cui viviamo, dell’economia che rende possibile il nostro stile di vita e del mondo che vogliamo lasciare alle generazioni future.

Probabilmente senza questo tipo di strumenti a disposizione, sarebbe molto difficile, se non impossibile in alcuni casi, l’evoluzione verso modelli produttivi maggiormente sostenibili. È ragionevole affermare che strumenti come l’Innovation Fund rappresentino uno dei modi per superare i cosiddetti fallimenti del mercato, ovvero quei casi in cui l’interesse privato difficilmente converge verso l’interesse pubblico se non adeguatamente indirizzato.

L’Innovation Fund, considerati i vincoli ambientali già introdotti e che saranno resi sempre più stringenti nei prossimi anni, rappresenta una grande opportunità per alcuni settori industriali energy-intensive, come ad esempio quelli dell’acciaio, della chimica, della carta ecc., per implementare nuove tecnologie e validare nuove soluzioni che abbiano un impatto significativo sulla riduzione delle emissioni inquinanti, riducendo al tempo stesso i costi di investimento e i rischi connessi all’introduzione di soluzioni tecnologiche altamente innovative.

A questo proposito è bene ricordare che gli obiettivi specifici dell’Innovation Fund sono:

  • supportare la creazione dei giusti incentivi finanziari per progetti che vogliano investire ora nella prossima generazione di tecnologie necessarie per raggiungere gli obiettivi di transizione verde;
  • accelerare crescita e competitività garantendo alle aziende europee di posizionarsi come first-mover, divenendo potenzialmente leader tecnologici globali;
  • supportare il decollo e lo sviluppo di mercato di tecnologie low-carbon.

Dal punto di vista economico, il programma prevede un contributo a fondo perduto pari al 60% dei costi di investimento (CAPEX), seguendo le necessità di liquidità della loro implementazione, tramite ad esempio l’erogazione delle tranche di finanziamento in base alle milestone di progetto (incluse attività preparatorie, come l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni) o la possibilità di ottenere un’erogazione anticipata del contributo (fino al 40% del totale) all’avvio del progetto.

Dal punto di vista operativo, gli scorsi mesi hanno visto la messa in opera delle prime call che hanno riscosso un grande successo e sono state recentemente pubblicate le prossime scadenze che sono di due tipi:

  • Marzo 2022 peri progetti di grandi dimensioni (CAPEX > DI 7,5M€)
  • Agosto 2022 peri progetti di piccole dimensioni (CAPEX < DI 7,5M€)

In conclusione, il tempo non arresta la sua corsa e il nostro pianeta non può più permettersi di aspettare, ma forse c’è un modo per aiutare l’ambiente in cui viviamo che al tempo stesso potrà aiutarci a continuare a vivere nel migliore dei mondi possibili, introducendo nuove tecnologie che migliorino in maniera concreta l’impatto ambientale del sistema industriale e delle infrastrutture che noi cittadini utilizziamo ogni giorno.

Giuseppe Mele
Innovation Manager – Leyton Italia

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