Digital Transformation: digitalizzazione delle PMI italiane e strumenti per attuarla

In questo articolo indagheremo sull’approccio e sulla mentalità delle PMI nei confronti del digitale e sugli strumenti messi in campo dalle Istituzioni per favorire la transizione tecnologica.

SEPTEMBER 30, 2021

12:00 AM

Di Alessandra Piras & Federica Orfei

Si sente spesso parlare di digitalizzazione aziendale, anche se attualmente molte aziende fanno fatica a inserirla all’interno dei propri processi. Digitalizzare non vuol dire solo convertire dei file cartacei in file elettronici; è un concetto ampio, che impatta e coinvolge tutta la struttura aziendale e tutte le sue attività, per questo è importante non generalizzare la sua definizione per non limitarne la visione delle sue potenzialità. La trasformazione digitale risulta fondamentale per potersi muovere in un mercato sempre più sfidante, competitivo e caratterizzato da cambiamenti continui. Si tratta però diun percorso complesso, che richiede in primis un cambio di mentalità e di organizzazione aziendale. Molte imprese, infatti, vedono ancora questo processo come una spesa superflua quando invece non è così, anzi, in verità è si tratta di un investimento ad alto valore aggiunto e rendimento, che sfrutta le opportunità offerte dalla tecnologia per aumentare le performance aziendali.

Digitalizzare vuol dire ancheusare la tecnologia in maniera diversa a seconda delle proprie necessità, abbandonando gli strumenti tradizionali, analogici, al fine di snellire flussi di lavoro e automatizzare i processi. In questo modo i luoghi fisici si dematerializzano, le informazioni vengono condivise in tempo reale, in un ambiente unico, connesso e collaborativo. 

La  trasformazione digitale può  e dovrebbe essere considerata come una trasformazione globale che, sfruttando sistemi che usano tecnologie quali Machine Learning e Intelligenza Artificiale è capace di:

  • automatizzare l’intera gestione aziendale;
  • creare nuovi canali di condivisione e vendita;
  • raccogliere, elaborare e sincronizzare dati per la gestione dei cicli produttivi, della movimentazione e distribuzione delle merci.

La digitalizzazione in Italia

Secondo l’ultimo report pubblicato dalla BEI – Banca europea per gli investimenti – l’Italia risulta essere leggermente in ritardo nell’adozione di tecnologie digitali rispetto alla media dei Paesi UE. Questo gap è evidente soprattutto in alcuni settori nei quali la digitalizzazione risulta essere più difficilmente applicabile poiché più costosa: il Manifatturiero, la Logistica, le Risorse Umane e la Pubblica Amministrazione. Ciò avviene  perché questi settori risultano composti da reparti molto diversificati e caratterizzati da numerosi rapporti trasversali con dipendenti, fornitori, collaboratori esterni, utenti e clienti finali che richiedono: la gestione fluida di tutti i processi, l’automazione di attività e task, il controllo di un archivio centralizzato e di facile consultazione e condivisione e l’interoperabilità dei vari reparti.

Le aziende manifatturiere e logistiche per mantenere un ruolo attivo sul mercato e garantire servizi all’altezza delle aspettative stanno adottando tecnologie end-to-end. Il settore delle Risorse Umane e della Pubblica Amministrazione, sta invece sempre più puntando alla dematerializzazione cartacea, con la gestione documentale in forma elettronica, assicurando un accesso protetto, integrità e autenticità delle informazioni.

Il panorama italiano offre poi un panorama fortemente eterogeneo anche in relazione alla tipologie di imprese e il loro grado di digitalizzazione. Da un lato troviamo le start up, giovani impreseche nascono già con una forte componente digitale e hanno l’obiettivo di fornire al mercato prodotti e servizi rivoluzionari, disruptive, a volte proprio incentrati sulla digitalizzazione.

Dall’altro, ci sono le PMI che risultano decisamente più “attempate” e che, proprio per questo, in molti casi fanno fatica a muoversi ed evolversi contestualmente alle sfide imposte dal mercato, rapido ed in continuo cambiamento. Secondo alcune ricerche condotte proprio su queste imprese, si evidenzia ancora un uso prevalente di strumenti tradizionali e sistemi informatici che richiedono operazioni manuali, ad alto rischio di errore umano.

Questo accade perché, come riportato da una ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale promosso dal Politecnico di Milano, per molti imprenditori italiani la digital transformation non solo non ha ancora assunto pienamente un valore strategico e di visione sul lungo periodo, ma rappresenta prevalentemente un costo piuttosto che un investimento ad alto rendimento.

Sotto questo punto di vista, la crisi pandemica generata dal COVID-19, ha portato alla luce una marcata arretratezza delle PMI nell’impiego di tecnologie digitali, facendo emergere un evidente bisogno di impiego di nuove tecnologie, competenze e strumenti per innovare processi e strategie, portando ad un’accelerazione nel processo di digitalizzazione per molte di esse. Un risultato di quanto detto è per esempio il forte aumento della presenza online (e-commerce) che si attesta intorno a +50% rispetto al periodo pre-Covid e l’attuazione di politiche di lavoro da remoto.

Questo iniziale cambiamento di mentalità degli imprenditori italiani risulta di fondamentale importanza in termini di sviluppo digitale del Paese, generando le PMI ben il 41% del fatturato nazionale.

Strumenti e agevolazioni per la digitalizzazione

Se da un lato la pandemia ha dato una forte spinta propositiva nei confronti delle tecnologie digitali, dall’altro un forte input è stato fornito anche dagli strumenti e dalle agevolazioni messe a disposizione dallo Stato per facilitare le imprese che decidono di stare al passo con il mercato e operare un cambiamento efficace.

Il processo di digitalizzazione aziendale, seppur considerando l’alto ritorno sull’investimento e i grandi benefici a livello gestionale, presuppone  dei costi iniziali, a volte anche piuttosto elevati. Per questo motivo il MiSEMinistero dello Sviluppo Economico – ha messo a disposizione delle imprese diverse strumenti per facilitarle ad avviare e sostenere questa transizione digitale:

Voucher per consulenza in innovazione

Supporto finanziario per le imprese che richiedono aiuto ad un innovation manager per rivoluzionare la struttura e l’organizzazione aziendale;

Nuova Sabatini (leggi articolo correlato)

La misura è volta a sostenere le PMI che investono nell’acquisto, anche in leasing di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali, nuovi di fabbrica.

Programmi regionali

Programmi di accompagnamento alla digitalizzazione con fondi dedicati. Tali programmi differiscono da una regione all’altra.

PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (leggi articolo correlato)

Piano presentato dal Governo che riserva alla digitalizzazione il 27% dei 222,1 Miliardi € complessivi previsti. All’interno della Missione 1, la Componente 2 del Piano si focalizza sul aumento del tasso di digitalizzazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione attraverso una serie di interventi complementari tra loro. Più della metà degli investimenti allocati alla Componente 2 è destinato all’incentivazione fiscale del Piano Transizione 4.0 (credito d’imposta per Formazione e Ricerca&Sviluppo), nella speranza che tali agevolazioni possano spingere sempre più imprese verso la digitalizzazione aziendale.

Va da sé che il primo vero importante passo debba essere mosso dalle imprese nell’attuare un radicale cambio di mentalità e organizzazione aziendale: riconoscendo l’importanza dell’innovazione digitale nei processi, portando in azienda competenze digitali ma anche, ultimo ma non ultimo, la conoscenza degli strumenti e delle agevolazioni messi a disposizione deli Enti Statali per facilitare il processo di transizione digitale.

Alessandra Piras & Federica Orfei
Marketing Department – Leyton Italia

Autore

Alessandra Piras & Federica Orfei

Marketing Department

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