Start up e strategie di raccolta di capitale

  • Di Matteo Casalboni
    • 19 Jan, 2023
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Start up e strategie di raccolta di capitale

Le startup necessitano di capitali per avviare e far crescere i loro progetti e ci sono diverse fonti di finanziamento disponibili, ognuna delle quali presenta vantaggi e svantaggi. In generale, le startup sono caratterizzate da un alto livello di rischio e incertezza, ma hanno anche la possibilità di generare rendimenti elevati se riescono a diventare un successo.

Dato questo alto livello di rischio e incertezza, le startup faticano a raccogliere capitale tramite il sistema bancario e l’equity financing. Infatti, il principale strumento di raccolta di capitali è la finanza pubblica: le autorità pubbliche (Stato Membro, Regioni, CCIAA, ed altri enti), in un’ottica di sviluppo territoriale e di miglioramento della competitività dell’intero sistema economico, forniscono risorse finanziarie per le imprese, le agevolazioni pubbliche.

L’obiettivo è di aiutare le startup a superare le difficoltà legate alla raccolta di capitali con i metodi tradizionali e a supportare la loro crescita e sviluppo.

In questo articolo analizzeremo le tre principali strategie di raccolta di capitali utilizzate dalle startup: la finanza agevolata, l’equity e il venture capital, e il debito bancario.

1. La Finanza Pubblica

La finanza pubblica, o finanza agevolata, è una prima strategia di raccolta di capitale che consiste nell’ottenere finanziamenti dalle autorità pubbliche, solitamente sotto forma di sovvenzioni o contributi. Questo tipo di finanziamento può essere utilizzato per finanziare attività di ricerca e sviluppo, o per supportare progetti che hanno un impatto positivo sulla società o sull’ambiente. Tuttavia, la finanza pubblica spesso è soggetta a vincoli rigidi e a processi di valutazione complessi, e le startup possono trovare difficile soddisfare i requisiti per ottenere i fondi.

L’obbiettivo principale della finanza pubblica è far crescere la competitività delle imprese italiane sul mercato nazionale e globale, investendo sull’innovazione. Inoltre, viene utilizzata per sostenere quest’ultima con il fine di aiutare lo sviluppo e la coesione territoriale. Di conseguenza, può essere definita come l’insieme di strumenti messi a disposizione da enti pubblici al fine di generare un “vantaggio competitivo” per le imprese, incidendo in maniera positiva sullo sviluppo e sulla crescita aziendale.

La raccolta di capitale attraverso la finanza agevolata può rappresentare un’ottima opportunità per le startup innovative, poiché permette loro di accedere a fondi che altrimenti potrebbero essere difficili da ottenere attraverso canali tradizionali. Inoltre, come suggerisce il nome, prevede forme di finanziamento con condizioni più favorevoli rispetto a quelle del mercato. Questo può includere tassi di interesse più bassi, garanzie ridotte o addirittura l’assenza di garanzie, nonché la possibilità di ottenere finanziamenti a fondo perduto.

Start up e strategie di raccolta di capitale

La tipologia di finanziamenti pubblici più comunemente utilizzati dalle startup innovative in Italia sono i bandi e le opportunità di finanziamento pubblico, come bandi europei, regionali, e nazionali.

Un potenziale svantaggio della finanza agevolata è che essa può essere più complessa rispetto ai canali tradizionali di finanziamento e può richiedere più tempo per l’ottenimento dei fondi. Inoltre, le startup devono soddisfare determinati requisiti per qualificarsi, come ad esempio l’appartenenza a determinati settori o regioni, o l’adozione di pratiche sostenibili.

In sintesi, la finanza agevolata può essere un’ottima opportunità per le startup innovative poiché consente loro di accedere a fondi che altrimenti potrebbero essere difficili da ottenere attraverso canali tradizionali; tuttavia, l’accesso a questi contributi può essere complesso e richiede una buona preparazione.

2. L’Equity e il Venture Capital

Il venture capital è una forma di private equity financing che consiste nell’ottenere finanziamenti da fondi d’investimento in cambio di azioni aziendali (emissione di azioni da parte dell’impresa in cambio di capitali).

Questa strategia di raccolta di capitale è spesso utilizzata da startup, imprese in fase iniziale, e imprese emergenti che sono ritenute ad alto potenziale di crescita o che hanno dimostrato una crescita elevata. L’equity e il venture capital sono spesso utilizzati per finanziare lo sviluppo dei prodotti e dei servizi, nonché per ampliare la base di clienti.

La raccolta di capitale attraverso l’equity e il venture capital può rappresentare un’ottima opportunità per le startup innovative, poiché permette loro di accedere a fondi e supporto strategico da parte di investitori esperti nel settore. Infatti, un principale vantaggio del venture capital è che gli investitori sono in grado di offrire non solo il finanziamento, ma anche il loro know-how e le loro reti di contatti per aiutare la startup a crescere.

Inoltre, tramite l’equity financing, le startup possono accedere a capitali significativi senza necessità di garanzie, solitamente richieste dalle banche. Infatti, queste sono difficili da offrire quando l’azienda si trova nello stadio “startup” del proprio ciclo di vita. 

Start up e strategie di raccolta di capitale

Un potenziale svantaggio dell’equity e venture capital è che essi possono richiedere una maggiore diluizione del possesso dell’azienda per gli azionisti. Inoltre, le startup devono soddisfare determinati requisiti per attrarre gli investitori di venture capital, come ad esempio avere un business plan solido e un team di gestione esperto.

3. Il Banking System

La raccolta di capitale attraverso il sistema bancario, nota anche come debito bancario, può essere un’ottima opportunità per le startup innovative che cercano di finanziare la loro crescita e lo sviluppo delle loro attività.

Il debito bancario è un tipo di finanziamento in cui un’azienda richiede un prestito da un istituto bancario e si impegna a restituirlo con gli interessi, entro un determinato periodo di tempo. Le aziende possono utilizzare i prestiti per finanziare gli investimenti in attività, come l’acquisto di attrezzature o la costruzione di un nuovo stabilimento.

Solitamente risulta difficile per le startup ottenere un prestito bancario, perché spesso mancano di garanzie sufficienti o di una storia creditizia solida. Infatti, le banche sono solitamente disposte a concedere prestiti solamente a realtà con solidi piani aziendali e buona capacità di rimborso. Di conseguenza, la maggior parte delle startup innovative trova difficile accedere a questo tipo di finanziamento a causa della loro natura ad alto rischio e della mancanza di un track record finanziario consolidato.

In conclusione, la raccolta di capitale attraverso il debito bancario può essere un’ottima opportunità ma richiede una valutazione attenta dei pro e contro e, per essere ottenuto, necessita di una buona pianificazione finanziaria da parte dell’azienda.

Author

Matteo Casalboni

Operation Analyst

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