Space Economy: la frontiera dell’innovazione nel quadro di Horizon Europe

12-05-2022

Di Sara Piccolo

Recenti stime prevedono che, con l’aumento delle tecnologie disponibili, il valore della Space Economy passerà dagli attuali 350 miliardi di dollari su scala globale a circa 1.000 miliardi nel 2040. Tra i drivers di questa evoluzione, oltre al lancio di satelliti e l’esplorazione dello spazio profondo, emergono con sempre maggiore rilievo settori come la gestione dei rifiuti spaziali, il turismo spaziale, e la produzione industriale necessaria per l’attività umana nello spazio.

Ma cosa intendiamo con il termine Space Economy?

La Space Economy è la catena del valore che, partendo dalla ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali abilitanti arriva fino allo generazione di prodotti e servizi innovativi “abilitati” (telecomunicazioni, navigazione e posizionamento, monitoraggio ambientale, previsione meteo, ecc). Concretamente, servizi di cui noi cittadini italiani ed europei fruiamo quotidianamente, ma anche importanti strumenti che contribuiscono alla gestione delle crisi di sicurezza e ai servizi di emergenza.

Si tratta, infatti, di tecnologie e risorse fondamentali per le politiche in materia di clima, ambiente, trasporti, agricoltura e società sicura (ad esempio la strategia marittima, l’agenda digitale, la politica di sicurezza e di difesa comune, la strategia per lo sviluppo sostenibile). Questo settore rappresenta di fatto una delle più promettenti traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale dei prossimi decenni.

Quello che sta realmente cambiando sono gli interlocutori interessati e coinvolti. In passato le attività spaziali erano riservate alle grandi istituzioni pubbliche, in parte anche per via degli enormi costi da sostenere, alla complessità e ai rischi connessi. Progressivamente, le cose hanno iniziato a cambiare: le nuove tecnologie hanno reso possibile realizzare lanci meno costosi, rendere riutilizzabili i razzi e utilizzare nuovi carburanti.

Questa transizione ha aperto la strada al coinvolgimento di nuovi interlocutori e un numero crescente di aziende private, come dimostra il campo dei lanci satellitari. A fianco ai grandi player come OneWeb, SpaceX, Planet, Spire e Amazon, vi sono almeno 200 aziende più piccole che collaborano con questi giganti industriali e che si preparano a lanciare 25.000 satelliti nei prossimi quattro anni.

La pandemia di COVID-19 ha mostrato la necessità di rafforzare la base industriale dell’Europa, migliorandone la resilienza e la flessibilità sia in termini di tecnologie che di catene di approvvigionamento per ridurre le dipendenze dai paesi terzi.

La Commissione Europea a maggio 2021 ha aggiornato la propria strategia industriale cogliendo l’esigenza e l’opportunità delle nuove sfide emergenti, anche nel settore aerospaziale. Tra i primi obiettivi strategici, la Commissione ha individuato:

  • la realizzazione di un’Alleanza che riunisca tutti gli attori, grandi e piccoli, per lavorare verso un’economia globale competitiva e un accesso autonomo dell’UE allo spazio;
  • una cooperazione volta a realizzare una Zero Emissions Aviation mediante lo sviluppo di una nuova generazione di aeromobili con alimentazione elettrica o a idrogeno, in sinergia con l’iniziativa Clean Sky e la Renewable and Low-Carbon Fuels Alliance.

Nell’ambito del programma quadro europeo di sostegno alla ricerca e all’innovazione Horizon Europe, al Cluster 4 costituito da Space Economy, industria e digitale è stato attribuito un budget complessivo di 15,3 miliardi di euro. Il Work Programme 2021-2022 del Cluster 4 per la Space Economy punta da un lato a sostenere il settore spaziale dell’UE in generale e si basa in gran parte sulla raccomandazione dell’agenda strategica per la ricerca e l’innovazione,  dall’altro lato a supportare le infrastrutture e i servizi dello Space Programme (Galileo, EGNOS e Copernicus) e sistemi quantistici innovativi.

Altre risorse di fatto sono state stanziate nell’ambito di call for proposal al di fuori del Cluster 4 prevedendo lo sviluppo di tecnologie o l’impiego di soluzioni innovative correlate al settore aerospaziale, come avvenne ad esempio con il topic “Preventing and fighting extreme wildfires with the integration and demonstration of innovative means” relativo alla call Green Deal aperta nella coda finale della programmazione Horizon 2020.

Sebbene complessivamente la dotazione finanziaria stanziata a livello europeo per l’intero cluster Industry, Digital e Space sia relativamente limitata, il fatto che la Commissione abbia valorizzato la crescente strategicità del settore Space Economy segna indubbiamente un passo avanti ed un riconoscimento del cambiamento che stiamo vivendo.

Alla luce dei crescenti investimenti da parte di player privati nel settore e delle prospettive di crescita stimate per i prossimi 20 anni, la Space Economy costituisce un indubbio volano per l’economia e la competitività internazionale.

Sara Piccolo
Senior Innovation Consultant – Leyton Italia