Settore Alimentare: innovazione e sostenibilità verso un nuovo concetto di cibo

24-02-2022

Di Claudio Morici

Con il Piano Transizione 4.0 e le numerose agevolazioni presenti a livello nazionale ed europeo, l’innovazione alimentare è diventata ormai un fenomeno molto diffuso e di incredibile appeal, il cui impatto si ripercuote positivamente su tutta la filiera stimolando le aziende ad investire nel miglioramento dei propri processi per rendere il cibo più sano e sostenibile.

Ma cosa si intende per innovazione alimentare?

Questo argomento, molto ampio e ricco di sfaccettature, offre diverse prospettive da cui può essere osservato e analizzato.

Volendo fornire una definizione, come dichiarato da una famosa azienda – realtà storica del settore alimentare, eccellenza italiana nel mondo – l’innovazione nel settore food può essere definita come “un processo volto ad introdurre nuovi sistemi, tecniche e metodi di produzione al fine di modificare radicalmente, ed in meglio, processi, prodotti e servizi per clienti e consumatori. Il tutto facendo attenzione a che l’innovazione, qualunque forma assuma, introduca vantaggi reali e quantificabili”.  

Ma attenzione, perché si può parlare di innovazione alimentare solamente se il risultato che si ottiene è reale e quantificabile e se, tra il “pre” ed il “post”, si riscontrano delle differenze anche sostanziali, ovvero delle modifiche allo “stato dell’arte”.

Inoltre, il tema della sostenibilità viaggia ormai di pari passo con quello dell’innovazione, al punto da essere considerati ormai due facce della stessa medaglia. La domanda di prodotti alimentari è infatti sempre più allineata con tematiche legate alla tutela e al rispetto dell’ambiente: riduzione sensibile degli sprechi, abbattimento dell’impatto ambientale di attività come l’agricoltura e l’allevamento, …

Questo porta le aziende, lungo tutta la filiera alimentare, ad un elevato grado di responsabilità e all’adozione e implementazione crescente di soluzioni tecnologiche all’interno dei propri processi. Le più quotate sono:

  • Blockchain – in assoluto una delle tecnologie più promettenti applicabili all’ambito food. Tale soluzione permette di migliorare sensibilmente la tracciabilità di tutti i processi lungo la supply chain. Questo è fondamentale sia per le numerose normative che regolano la tracciabilità, sia per recuperare dati in situazioni critiche (per esempio il richiamo di prodotti a causa di contaminazioni o di rischi per la salute);
  • Intelligenza Artificiale – utilizzata per migliorare ed aumentare la produttività, ottimizzare la gestione e la pianificazione delle risorse e renderne l’utilizzo più efficace;
  • Data and Intelligence of Things – i dati combinati con l’IoT consentono di tener traccia dei cicli naturali e delle variazioni climatiche per realizzare così delle analisi predittive, intraprendere le azioni giuste, capire le tempistiche per ottenere il miglior risultato e salvaguardare le coltivazioni ed i prodotti.

In conclusione, oltre alle tecnologie, ai programmi informatici, investimenti e automazione 4.0, possiamo sostenere che l’innovazione alimentare è prima di tutto un approccio, un modo diverso di considerare il cibo, che non è più solo un alimento, ma diventa sinonimo di salute, benessere, rispetto dell’ambiente e di sviluppo sociale ed economico.

In questo senso, innovazione e tradizione non sono in contrasto, anzi, sono parte di uno stesso processo di evoluzione che deve portare ad una produzione e ad un consumo del cibo più etico e sostenibile.

Perché come disse George Bernard Shaw, Premio Nobel per la Letteratura, “Nessun amore è più sincero dell’amore per il cibo”.

Claudio Morici
Business Development Specialist – Leyton Italia