Regione Toscana: misure per l'internazionalizzazione delle PMI

20-01-2022

Di Andrea Elifani

Nel contesto economico odierno, caratterizzato oltre che da competizione interna, da una fortissima concorrenza esterna, per un’impresa è diventato quasi essenziale investire su mercati esteri, instaurando rapporti con imprese e/o con istituzioni, allo scopo di vendere, produrre, acquistare materie prime o trovare finanziamenti.

I vantaggi dell’adozione di strategie di internazionalizzazione e, quindi, dell’attuazione di investimenti atti a raggiungere i mercati esteri, possono essere molteplici. Quali sono?

Le PMI possono puntare a superare le grandi aziende potendo competere sui prezzi. Questa loro crescita è possibile sul medio-lungo termine e comporta anche un aumento della competitività dovuto in genere alla possibilità di carpire informazioni preziose dai concorrenti esteri.

Altri vantaggi derivano da una maggiore capacità di resistenza a momenti di recessione, generati sia dalla maggiore competitività acquisita sia dalle nuove opportunità fornite dai mercati emergenti come, ad esempio, quelli del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) o altri quali Nigeria, Cile, Egitto, Senegal, Malesia e Vietnam.

Infine, ma non in ordine di importanza, è da considerare come il mercato italiano sia a supporto delle aziende che decidono di inserirsi nei mercati esteri ,offrendo sovvenzioni che vanno ad accelerare il processo, riducendone i rischi.

A livello nazionale i contributi vengono gestiti da SIMEST, che operando con i fondi UE sostiene la crescita delle imprese italiane attraverso l’internazionalizzazione della loro attività. SIMEST, quindi, affianca l’impresa per tutto il ciclo di espansione all’estero, dalla prima valutazione di apertura ad un nuovo mercato, all’espansione attraverso investimenti diretti.

Tuttavia, i sostegni e gli incentivi vengono forniti anche dalle diverse Regioni italiane, ognuna delle quali persegue strategie ed obiettivi di internazionalizzazione delle proprie filiere produttive.

Andandoci a focalizzare sulle strategie adottate dalla Regione Toscana ci imbattiamo nel Programma Operativo Regionale (POR) del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020 attraverso il quale ha destinato la maggior parte delle risorse al sostegno del sistema imprenditoriale e concentrato risorse anche su interventi di sviluppo della qualità sociale, ambientale e dei servizi nei territori.

La dotazione finanziaria del POR FESR 2014-2020 della Toscana è di 779.027.889,55 €, di cui 389.513.944,78 € provenienti dall’Unione Europea, 272.659.761,34 € dallo Stato italiano e 116.854.183,43 € dalla Regione Toscana.

Queste risorse, al fine di generare impatti più significativi, sono state destinate in maggior misura al sostegno del tessuto imprenditoriale ed in parte allo sviluppo della qualità sociale e dei servizi.

Ma come si collega tutto questo all’internazionalizzazione?

La Regione Toscana, attraverso il suo programma di sviluppo, ha attuato politiche volte a:

  • rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione,
  • migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione,
  • promuovere la competitività delle PMI,
  • sostenere la transizione verso un’economia a bassa emissione di carbonio in tutti i settori
  • qualificare e valorizzare la rete dei grandi attrattori culturali.

Tutti i risultati che la Regione aspira ad ottenere, e da valutare negli anni a venire, sono da inserire in un quadro di miglioramento delle performance del sistema produttivo che porti le aziende toscane a competere con mercati più grandi di quello italiano.

In quest’ottica la Regione Toscana ha deciso di fornire alle proprie imprese sia sostegni diretti all’export sia booster alla ricerca, al turismo e alle tecnologie informative e comunicative in modo da dotarle degli strumenti necessari per consolidarsi ed affrontare la grande sfida dell’internazionalizzazione.

Affrontare i mercati esteri è, infatti, una grande opportunità per le aziende italiane che vogliono crescere in virtù della sempre maggiore diminuzione di potenzialità del mercato italiano.

La Regione Toscana, da sempre attenta alla sua rete produttiva, ha deciso di cogliere quest’opportunità e di aiutare le proprie imprese in questa sfida.

Il tempo ci dirà se le strategie adottate siano state corrette ed efficaci ma, di certo, la Toscana può dire di essersi mossa in tempo e di aver introdotto soluzioni da cui, negli anni, tutta la filiera produttiva trarrà benefici.

Andrea Elifani
Business Innovation Analyst – Leyton Italia